L’offerta privata della legislazione

GIOVANNI BIRINDELLI (Testo dell’intervento alla conferenza Interlibertarians: Lugano, 24,25-11-2012)

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 16.1.2014

(Publication: Movimento Libertario)

Buonasera. Vorrei ringraziare Interlibertarians per questo incontro, e in particolare Franco Bertelli, Rivo Cortonesi, Leonardo Facco, Luca Fusari e Emanuela Gini.

Come possono i libertari ottenere consenso per influenzare o cambiare le istituzioni esistenti. La mia risposta è: “Riportando sulla scena la legge”.

Naturalmente, col termine “legge” non intendo ciò che oggi nei nostri paesi viene inteso abitualmente, cioè il provvedimento particolare, la decisione dell’autorità, lo strumento di potere politico arbitrario.

L’esatto inverso: col termine “legge” intendo il limite al potere politico arbitrario, il principio generale e astratto, la regola di giusta condotta individuale.

Quando dico “riportare la legge sulla scena” non intendo discuterne a delle conferenze o su articoli di giornale. La discussione filosofica è fondamentale, ma non intendo questo. Non intendo convincere le persone.

Intendo creare una struttura istituzionale che sia compatibile con la sovranità della legge e confrontare i cittadini con essa.

Una struttura istituzionale di questo tipo è una in cui il potere politico (cioè il potere di imporre misure particolari) è separato da (e soprattutto sottoposto a) quello legislativo (cioè il potere di scoprire, custodire e difendere la legge, la quale non può essere ‘fatta’ in quanto esiste indipendentemente dai legislatori, esattamente come la lingua esiste indipendentemente dai linguisti).

Poiché nei nostri stati totalitari e senza legge, in cui questi due poteri sono confusi e combinati l’uno con l’altro, una struttura istituzionale di questo tipo non esiste e non può emergere, io propongo che la creiamo noi, privatamente.

In quanto segue tenterò di sintetizzare una proposta pratica per farlo usando la struttura istituzionale totalitaria attualmente esistente; e quindi, paradossalmente, in modo non solo pacifico, ma addirittura legale.

Supponiamo che in un paese (poniamo l’Italia) ci sia un partito libertario che si candidi alle prossime elezioni.

Invece di presentare solo un programma politico, questo partito presenta anche:

  1. Una prima lista di principi generali e astratti (e cioè di leggi) che promette di difendere. Chiamiamola “Lista 1”
  2. Una società privata, non necessariamente italiana (chiamiamola “Legislatore Ltd.”)

Legislatore Ltd. è una società di consulenza i cui direttori scientifici sono alcuni fra gli scienziati sociali di maggior reputazione internazionale, di provenienza internazionale, e di idee liberali o libertarie.

Chiamiamo “Beta” un qualsiasi individuo o impresa (entrambi italiani o stranieri).

Ora, supponiamo che il Partito Libertario, durante la campagna elettorale, dica a Beta quanto segue:

“Se tu ritieni che una qualsiasi norma dello stato italiano, di qualunque tipo e grado, violi uno o più dei principi (cioè delle leggi) incluse nella Lista 1, puoi sottoporre il caso a Legislatore Ltd, a tue spese.

Noi non ci aspettiamo che il costo del servizio sia basso: quindi ti incoraggiamo a unirti ad altri individui o imprese nella tua stessa situazione (moltissimi) per dividere tale costo, che a questo punto potrebbe diventare estremamente contenuto.

Legislatore Ltd. filtrerà arbitrariamente i casi sottoposti e le sue decisioni a riguardo saranno insindacabili.

Nel caso in cui il caso sottoposto passasse il filtro e Legislatore Ltd. decidesse che la norma chiamata in causa effettivamente viola una o più leggi incluse nella Lista 1, allora produrrebbe uno studio approfondito (“Delta”) in cui:

  1. Spiega la ragione della sua decisione;
  2. Indica in dettaglio la soluzione al problema (per esempio l’abolizione della norma oppure esattamente il modo in cui modificarla);
  3. Specifica la data entro la quale questo suo suggerimento deve essere adottato.

Nel chiederti il voto, nei limiti in cui abbiamo la maggioranza in parlamento, noi ci impegniamo a eseguire ciecamente le istruzioni ricevute entro la data impostaci.

Data l’informalità della cosa, in alcuni casi noi potremo non dare corso (o non nei tempi impostici) ad alcune delle istruzioni dateci da Legislatore Ltd. Noi promettiamo di sparire per sempre dalla scena politica se questi casi saranno più di x% del totale. X% è quindi la misura della nostra credibilità”.

Questa è la meccanica di base della proposta. Per capirne il potenziale sarebbe necessario fare degli esempi e discutere delle implicazioni, cosa che non può essere fatta per ragioni di tempo. Tuttavia, qui è possibile accennare ad alcune delle ragioni per cui essa potrebbe aumentare il consenso di una forza politica libertaria, che è il tema di questo incontro. Queste ragioni sono essenzialmente quattro:

  1. questa proposta creerebbe una struttura di incentivi capace di attrarre il voto anche dei non libertari: pensiamo al proprietario di un immobile agricolo a cui lo stato vieta di trasformarlo in abitazione per il figlio (violando in questo modo il principio generale in base al quale ciascuno ha diritto a fare l’uso che preferisce della sua proprietà finché non produce danno illegittimo ad altri); oppure pensiamo all’imprenditore costretto a fare da gabelliere per lo stato; eccetera;
  2. questa proposta contribuirebbe a soddisfare in modo credibile la domanda di limitazione del potere politico (domanda oggi enorme anche fra i collettivisti, per quanto essi non siano in grado di capire le cause del problema e cioè della casta che essi hanno creato);
  3. in modo apparentemente paradossale, un partito che adottasse questa proposta potrebbe essere votato dai nemici della libertà per motivi di principio. Ciò che differenzia noi da loro, infatti, generalmente non sono i principi ma la coerenza (o assenza di polilogismo). Anche se egli la invoca solo in casi particolari, generalmente la Legge è riconosciuta chiaramente dal collettivista: il principio generale infatti unisce; ciò che divide sono i provvedimenti particolari.
  4. last but not least, c’è il fattore novità della separazione di poteri che oggi sono riuniti nella stessa istituzione.

Un aspetto secondo me particolarmente importante di questa proposta (forse il più importante, quello che la caratterizza di più) è il fatto che essa non richiede alle persone di essere coerenti con la Legge che a volte, nei casi particolari in cui fa loro comodo e non in altri, invocano contro la “legge” fiat. Anzi, paradossalmente questa proposta riesce a far giocare questa incoerenza a favore della sovranità della Legge, o più precisamente del suo restauro. Infatti, uno degli ostacoli maggiori alla sovranità della Legge, e quindi alla libertà, è il fatto che essa non permette la sua violazione in casi particolari, il che fa così tanto comodo ai cosiddetti “interessi corporativi” e di parte: la violazione legale (cioè attraverso l’approvazione di una “legge” fiat)  della Legge in base alla quale ognuno può far l’uso che vule della sua proprietà finché non crea danno illegittimo ad altri, per esempio, fa così tanto comodo al tassista che, attraverso questa violazione, riesce a proteggersi dalla concorrenza delle compagnie private di taxi. Attraverso questa proposta, tuttavia, è possibile invertire il meccanismo e far si che sia il restauro della Legge (e non la sua violazione) a far comodo a interessi di parte.  Il vantaggio strategico fondamentale della Legge rispetto alla “legge” fiat, infatti, sta nel fatto che la sua difesa può, in applicazioni diverse, essere invocata da parti contrapposte: lo stesso tassista che è a favore della violazione legale della Legge in base alla quale ognuno può far l’uso che vule della sua proprietà finché non crea danno illegittimo ad altri, può essere a favore della difesa di questa stessa Legge nel caso una “legge” fiat gli imponesse un uso del suo immobile diverso da quello che lui vorrebbe farne.
In sintesi, così come nella situazione attuale ognuno ha la possibilità di chiedere, in cambio del proprio voto, una violazione legale della Legge nel caso particolare di suo interesse (contribuendo in questo modo al progressivo smantellamento della Legge da parte della “legge” fiat), con questa proposta ognuno avrebbe la possibilità di chiedere il rispetto legale (cioè attraverso l’approvazione di una “legge” fiat) della Legge nel caso particolare di suo interesse (contribuendo in questo modo al progressivo restauro della Legge da parte della “legge” fiat). In altre parole, questa proposta è in grado, mediante un’inversione del meccanismo (resa possibile dall’inversione di idea astratta di legge), di rendere la “legge” fiat autoimmune. : “l’assalto alla diligenza” continuerebbe cioè a essere fatto per difendere i propri interessi particolari, ma questa volta ci sarebbe la possibilità di farlo nella direzione della Legge, non della sua violazione legale. E non ci sono limiti a questa autoimmunità, potendo essa raggiungere il sistema fiscale così come quello monetario e bancario.

*   *   *

In conclusione, se vogliamo la sovranità della Legge, e quindi il libero mercato e lo stato minimo, a mio modo di vedere è necessario tentare ogni strada, purché sia coerente con l’obiettivo. Ritengo che una possibile strada sia la realizzazione di una struttura istituzionale parallela ma non alternativa a quella esistente, almeno nella fase iniziale (come Bitcoin è una moneta parallela ma non alternativa alla moneta fiat, finché non la soppianterà), che sia compatibile con la sovranità della Legge e che fornisca alle persone una struttura di incentivi che le induca a restaurare questa sovranità indipendentemente dal fatto che riescano a percepire le implicazioni filosofiche ed economiche disastrose del positivismo giuridico. In questo modo, pezzo per pezzo, esse contribuirebbero a promuovere un programma politico libertario che cresce spontaneamente dal basso, senza nemmeno rendersene conto.
Nel tempo, osservando i benefici (anche economici) della sovranità della Legge e della separazione dei poteri, non è detto che alcune persone non riescano ad apprezzarle.

Grazie.

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