Huerta de Soto: come azzerare il debito pubblico (parte II)

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.12.2013

(Original publication: Mises Italia)

3. Alcune critiche di carattere generale

Non credo che questa proposta sia esente da critiche da una prospettiva di libero mercato (un’interessante critica in questo senso è stata fatta per esempio da Phillip Bagus nell’articolo citato alla nota 8) ma, essendo una proposta strategica attuabile che si concentra su alcune delle cause del problema e non sui suoi effetti, credo che possa essere un buon punto per iniziare una discussione seria (e non ristretta a pochi isolati circoli accademici) su come ridurre il debito pubblico che si contrapponga al solito pensiero unico statalista.

Esprimo qui una perplessità e una critica. La perplessità riguarda l’approccio gradualistico: come dicevo questa proposta è solo una parte di una proposta in cinque fasi che porta all’abolizione delle banche centrali, le quali però, tanto per fare un esempio, in questa fase sono necessarie per stampare le banconote che servono a coprire i depositi non convertiti in azioni dei fondi comuni. Se da un lato è vero che l’approccio gradualistico ha i suoi pregi (se una gamba sana è stata immobilizzata a lungo con un’ingessatura, togliere improvvisamente l’ingessatura senza offrire un temporaneo sostegno e una riabilitazione fisioterapeutica può non essere l’ideale), dall’altro ha anche i suoi difetti sia sul piano morale (sarebbe giusto auspicare gradualismo nell’abolizione della schiavitù?) che su quello strategico: nelle parole di William Lloyd Garrison, “gradualism in theory is perpetuity in practice”.[10] In altre parole, un limite di questa proposta, per chi difende il libero mercato, è quello di essere parecchio interventista e, condividendo la logica dell’interventismo (anche se finalizzato a eliminare l’interventismo stesso), il rischio è che ci rimanga imbrigliata dentro. Forse potrebbe essere meglio iniziare dalla fine e, come sostiene Ron Paul, abolire la banca centrale (“end the Fed”), oltre che il corso forzoso e la riserva frazionaria, immediatamente: dopo un momento di instabilità il mercato lasciato a se stesso ritroverebbe, come sempre, la migliore soluzione (e non tralasciamo il fatto che, attraverso le crypto-currencies come Bitcoin, in realtà ne ha già trovata una geniale per la situazione attuale).

La critica è quella di insufficienza: de Soto stesso riconosce che la manipolazione monetaria e del credito è il prodotto del positivismo giuridico (cioè della “legge” intesa come provvedimento particolare). Il positivismo giuridico implica:

  • assenza di separazione di poteri, cioè fra potere politico (il potere di approvare misure particolari) e potere legislativo (quello di difendere regole generali di comportamento individuale: come quelle secondo cui l’appropriazione indebita e la contraffazione sono azioni illegittime) e
  • non sottomissione del primo potere al secondo o, più comunemente, eliminazione del secondo: in altre parole, il positivismo giuridico implica necessariamente lillimitatezza del potere politico.

Perché sia efficace e sostenibile, la proposta di de Soto a mio avviso dovrebbe essere completata con il riferimento a una proposta strategica parallela per la limitazione del potere politico. Altrimenti, ammesso che la proposta di de Soto fosse realizzata, cosa impedirebbe di tornare immediatamente al punto di partenza se non peggio?

4. Proposte di limitazione del potere politico

Hayek ha suggerito una proposta di limitazione del potere politico di tipo istituzionale. [11] Questa proposta ha alcuni vantaggi: primo fra tutti è la possibilità di privare del diritto di voto per l’assemblea che detiene il potere politico (non per quella che detiene il potere legislativo) coloro che ricevano o abbiano ricevuto in qualsiasi forma denaro “pubblico”. In questo modo si risolverebbe il conflitto d’interessi degli elettori che sta alla base di quel sistema di voto di scambio oggi chiamato “democrazia”. A fronte di questi vantaggi, tuttavia, la proposta di Hayek ha lo svantaggio di essere irrealizzabile in quanto non dispone della necessaria struttura di incentivi. Personalmente ho avanzato un’altra proposta [12], di tipo non-istituzionale, intesa non come alternativa alla proposta di Hayek ma come passo intermedio per arrivarci. La mia proposta ha lo svantaggio di non risolvere il conflitto d’interessi degli elettori e quello di essere anch’essa gradualistica. In compenso ha fra i suoi vantaggi quello di essere realizzabile. Infatti, in essa la separazione dei poteri non è il risultato della buona volontà e della lungimiranza di politici illuminati e di un innalzamento culturale da parte degli elettori (se lo fosse, sarebbe utopistica). Al contrario, è il risultato di una struttura di incentivi. Come Bitcoin, che non rimpiazza il ‘denaro’ fiat ma, senza chiedere il permesso a nessuno, lo affianca, così la mia proposta non prevede una sostituzione “dall’alto” della “legge” con la Legge, ma, senza chiedere il permesso a nessuno, affianca quest’ultima alla prima. Come Bitcoin, che è un esperimento privato che, se avrà successo, gradualmente distruggerà il ‘denaro’ fiat imposto dallo stato, così la mia proposta sarebbe un esperimento privato (funzione legislativa, cioè di scoperta e difesa della Legge, affidata a privati) che, se avesse successo, potrebbe aiutare a smantellare gradualmente e pacificamente la “legge” imposta dal potere politico illimitato e quindi a restaurare la libertà e la sovranità della Legge. Su un piano strategico, credo che la teoria politica abbia molto da imparare da Bitcoin. Dopotutto, il denaro non-fiat e la Legge hanno molto in comune: sono entrambi ordini spontanei e sono entrambi limiti non arbitrari al potere politico.

Conclusioni

All’interno di una proposta più ampia che ha l’obiettivo di eliminare la manipolazione monetaria e del credito in generale, Huerta de Soto risolve il problema del debito pubblico e quello della riserva frazionaria usando la mano pesante sulle banche. Agli statalisti questa può sembrare una forma di espropriazione analoga a quella che i comunisti rivendicano sui “ricchi”. Naturalmente è l’opposto: a meno che non sia dimostrato che sono dei criminali, i “ricchi” non sono diventati “ricchi” violando la Legge, le banche invece hanno prosperato violandola.

A mio parere, un approccio non gradualistico sarebbe migliore, sia sotto l’aspetto morale che sotto quello strategico. Tuttavia, nei limiti in cui questo non fosse possibile (o finché non sarà possibile) la proposta di de Soto la considero una buona proposta. Tuttavia, perché sia efficace, deve essere unita a una strategia di limitazione del potere politico oggi illimitato.

Denaro e Legge, entrambi due ordini spontanei, sono due facce della stessa medaglia: se si vuole passare dal “denaro” fiat al Denaro questo non può essere fatto senza passare dalla “legge” fiat alla Legge, cioè dalla sovranità dei legislatori alla sovranità della Legge, qualunque sia il modo in cui si voglia tentare di farlo.

Vai alla Prima parte.

NOTE
[10] Citato in Rothbard M. N., 2002 [1982], The Ethics of Liberty (New York University Press, New York and London), p. 260.
[11] Hayek F. A., 1982 [2003] , Law, Legislation and Liberty (Routledge, London & New York), Vol. 3, Cap. 17.
[12] Che in modo semplificato e estremamente sintetico illustro qui (link) e in modo più esteso qui (link).

One thought on “Huerta de Soto: come azzerare il debito pubblico (parte II)

  1. Esteban March 1, 2014 / 10:20 am

    No estoy dеl todo de acuerdo con еl artculo, pero no est mal el contenido.Saludos

Comment

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s