Fare i conti con la realtà del sistema bancario anti-capitalista

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.8.2015

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute – commenti brevi)

lastampa.it “Intanto sono in corso anche i colloqui tra i rappresentanti delle banche greche e quelli della Bce, per scongiurare l’ipotesi che, in caso di ristrutturazioni, si proceda con un ampio `haircut´ sui depositi sopra i 100mila euro, come avvenuto a Cipro a marzo 2013 e come prevedono le nuove norme europee sul fallimento `ordinato´ degli istituti.”

La ragione principale per cui il saccheggio dei conti correnti da parte del sistema bancario (pudicamente chiamato ‘haircut’) avverrebbe solo sui depositi superiori a 100.000 euro, è che la maggioranza delle persone non si deve rendere conto che il denaro che ha depositato in banca in realtà lo ha prestato alla banca, e quindi, come qualunque creditore che presta denaro ad altri, lo può perdere. In altri termini, il limite dei 100.000 euro serve a non far rendere conto alla maggioranza delle persone (nelle “democrazie” totalitarie il “popolo sovrano”) che il denaro che hanno depositato in banca (e addirittura che, data la progressiva limitazione del contante, sono stati obbligati a depositare in banca) non è loro, ma della banca, e che questa lo può usare per salvare sé stessa dalle necessarie conseguenze prodotte dai suoi stessi crimini. Il più importante di questi, naturalmente, è l’espansione artificiale del credito mediante riserva frazionaria, la quale consiste nel prestare ad altri denaro che è stato depositato presso la banca (e non prestato a essa) e del quale quindi chi lo ha depositato mantiene la disonibilità. Oltre a essere una forma di appropriazione indebita, la riserva frazionaria rende le banche implicitamente in bancarotta ed è resa possibile dall’esistenza della banca centrale con monopolio legale di creazione di denaro fiat a corso forzoso e avente funzione di prestatrice di ultima istanza.

Come dice la Rand, puoi evitare di fare i conti con la realtà, ma non puoi evitare di fare i conti con le conseguenze dell’evitare di fare i conti con la realtà.

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