Bergoglio, i call center e la dignità della persona

GIOVANNI BIRINDELLI, 17.4.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Bergoglio: “penso alla situazione precaria dei lavoratori italiani dei call center: auspico che su tutto prevalga sempre la dignità della persona umana e non gli interessi particolari”

Nei rapporti di lavoro viene rispettata la dignità di una persona solo nei limiti cui viene rispettata la libertà contrattuale. Per quanto una persona possa ritenere insoddisfacenti le proprie particolari condizioni di lavoro, la sua dignità non sarà minimamente lesa se essa ha accettato quelle condizioni volontariamente, se è libera di interrompere il lavoro in ogni momento e se nella definizione di quelle condizioni non c’è stata alcuna forma di aggressione o di intruzione coercitiva.

I contratti sono funzionali allo scambio economico. Lo scambio economico è funzionale agli interessi particolari delle parti contraenti: esso non avverrebbe se entrambe le parti non ritenessero di migliorare, grazie allo scambio volontario, la loro condizione. Quindi il trade-off fra dignità della persona e interessi particolari suggerito da Bergoglio è privo di senso, come del resto lo sono tutte le esternazioni ‘economiche’ di questo soggetto.

È vero che i lavoratori italiani dei call center, così come tutti gli altri lavoratori e soprattutto i loro datori di lavoro, vedono calpestata ogni giorno la loro dignità. Questo avviene a causa del fatto che il potere politico viola sistematicamente la libertà contrattuale delle persone. Fra i rapporti di lavoro ‘regolarizzati’ non credo che oggi ne esista nemmeno uno in Italia in cui sia rispettata la dignità della persona, cioè la libertà contrattuale.

Come tutti coloro che confondono la dignità della persona con particolari vantaggi nelle condizioni di lavoro ottenuti coercitivamente da (o per) alcuni a scapito di altri, Bergoglio lavora attivamente ogni giorno affinché sia umiliata sempre più la dignità dell’individuo.

One thought on “Bergoglio, i call center e la dignità della persona

  1. Antonino Trunfio April 19, 2016 / 10:19 am

    Sottoscrivo l’analisi, da credente non sopravvaluto il papa quando parla di Economia, perchè non parla di dottrina o vangelo. Parla secondo la sua personale visione delle cose, e credo anche secondo la visione miope e spesso contraddittoria di tanta parte di prelati e laici.
    Mi dissocio, e da credente sono da sempre amareggiato di constatare come nessuna voce, nessuna condanna si levi contro la violenza dello stato, quale soggetto che intervenendo coercitivamente nei contratti (anche già stipulati, come nel caso del canone in bolletta) e rapinando parte cospicua dei frutti dello scambio volontario dei contratti, da parte dei papi, del clero e di come milioni di credenti, non siano differenti dagli ovini dei pascoli elettorali del consenso politico.
    Nella tradizione della Chiesa, e nel Vangelo in particolare è chiaramente indicata la distinzione tra Bene e male, tra schiavitù e Libertà. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

Comment

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s