Il libertario e le elezioni (dal mio punto di vista)

GIOVANNI BIRINDELLI, 20.6.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il libertario è intellettualmente solo per definizione. Mentre quasi tutti vedono nella democrazia l’opposto della tirannia, lui vede in essa lo strumento più letale di tirannia. Mentre quasi tutti cercano nello stato la soluzione ai problemi economici, egli vede in esso la loro origine.

Non è, si badi bene, una questione di opinioni diverse. La posizione del libertario e quella degli “altri” non stanno sullo stesso piano. Non hanno pari dignità. Il libertario applica la logica, gli “altri” no. La posizione del libertario è scientifica, quella degli “altri” (anche quando si definiscono “scienziati sociali”) è una superstizione.

Le interpretazioni del pensiero libertario sono molte, ma i paradigmi di quel pensiero sono sempre e solo due, uno etico l’altro economico: il principio di non aggressione e la soggettività del valore. Applicando la logica a questi due paradigmi si arriva a una teoria della giustizia e a una teoria economica. Per rifiutare queste teorie occorre rifiutare il principio di non aggressione e la soggettività del valore (e occorre rifiutarli insieme). Nessuno al mondo è mai riuscito a farlo. Nella storia del pensiero sociale non esiste una sola persona che, mantenendo la coerenza logica del suo pensiero, abbia retto il confronto con un libertario.

Le elezioni sono la celebrazione della vittoria della superstizione sulla scienza, della tirannia sulla libertà, del declino economico inconsapevole sulla prosperità concreta e reale. Esse sono la celebrazione della solitudine intellettuale del libertario. Il trionfo del male sul bene, della “collettività” sull’individuo.

3 thoughts on “Il libertario e le elezioni (dal mio punto di vista)

  1. Alpha July 4, 2016 / 10:13 pm

    Ho scoperto oggi questo blog! Complimenti davvero, mi trovo d’accordo su quello che ho letto fin’ora! Oltre a mises.org, Movimento Libertario, Libertarian Nation, ora ho un’ altra fonte libertaria di opinioni e informazioni 😀
    La democrazia sia diretta che indiretta è la dittatura della maggioranza e quindi un’ aggressione.
    Ma credo che essendo dentro al sistema vale la pena cercare di scardinarlo creando un unico movimento libertario da portare in parlamento!

  2. Alberto regorio June 20, 2016 / 8:29 pm

    Stavo così bene nella mia beata ignoranza di liberale classico.
    Potevo credere che facendo politica democraticamente e votando le persone “giuste” con idee liberali le cose si sarebbero aggiustate e lo stato avrebbe lavorato per il bene (comune) dei cittadini…

    Poi qualche anno addietro ho avuto per le mani “Legge legislazione e Libertà” di Hayek e li sono cominciati i dubbi. Poi una ricerca sempre più profonda e “scientifica” fino a scoprire la mia natura Libertaria.
    E ora sono solo.
    Come dice Giovanni l’aver trovato i due principi cardine a cui ancorare il vivere sociale, ci ha resi più soli.
    Anche perchè dopo aver compreso, non si può tornare indietro solo per comodità sociale.

    Per fortuna nella piccola comunità (elettiva e volontaria) Libertaria ho trovato tanti amici. E questo mi fa stare meglio.

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