Quando il potere politico interferisce nel modo di vestirsi

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.8.2016

“Il costume coprente vietato in spiaggia. Il primo ministro [francese]: «Progetto fondato sull’asservimento della donna»”.

Curioso il fatto che chi s’indigna per l’asservimento della donna sia al vertice di un’organizzazione che asservisce l’essere umano.

Bruno Leoni: “Il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come […] indossare un tipo determinato di abbigliamento […] – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti” (La libertà e la legge, 1961).

In effetti, a quanto pare, essi oggi non si astengono più dall’interferire in alcuni di questi ambiti. E a causa del fatto che, in un sistema basato sul positivismo giuridico, la “legge” è lo strumento di potere politico arbitrario e illimitato (invece che il limite non arbitrario a ogni potere coercitivo), continuerà a essere sempre peggio, nel senso che essi interferiranno in sempre più ambiti, e sempre più nel dettaglio.

Nelle democrazie totalitarie, chi detiene questo potere politico illimitato davvero non perde occasione per dimostrare di non essere diverso da loro.

 

2 thoughts on “Quando il potere politico interferisce nel modo di vestirsi

  1. Andre August 18, 2016 / 7:09 pm

    Secondo me i libertari rothbardiani dovrebbero astenersi dal pronunciarsi su questo tema del burkini, come poi mi sembra in effetti lei correttamente si stia astenendo dal fare (ma non so se lei si autodefinirebbe rothbardiano). Infatti si sta parlando evidentemente di spiagge “libere”, cioè di “proprietà” (se cosí possiamo chiamarle) pubbliche. Cioè di ambiti dove manca la vera legge (la proprietà privata)e vige al massimo grado l’arbitrio del positivismo giuridico. Una questione questa del burkini che semplicemente non esisterebbe in presenza di legge (a casa mia o nella mia spiaggia il burkini non entrerebbe; forse, se nessuno se ne dichiarasse danneggiato, compresa nessuna donna che lo indossa, sarebbe ammesso a casa o nella spiaggia di qualche maghrebino).

    • Catallaxy August 18, 2016 / 11:13 pm

      Grazie del commento. Perfettamente d’accordo con lei sul fatto che in presenza di sovranità della Legge, cioè del principio di non aggressione, il problema non si porrebbe: la proprietà pubblica non esisterebbe. Esisterebbe solo la proprietà privata e quindi il diritto di discriminazione a essa associato. Un saluto, GB

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