L’ultima linea di difesa

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.10.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

L’ultima linea di difesa di tutti coloro che sono a favore della repressione spagnola in Catalogna (il governo spagnolo, quel passacarte del re, gli unionisti, l’UE) è una sola: la costituzione.

Ora, la costituzione è una decisione arbitraria di un’autorità. Presa da una particolare maggioranza in un particolare momento storico, ma pur sempre una decisione arbitraria di un’autorità.

Se l’ultima linea di difesa dell”unità del paese’ (nonché delle manganellate in faccia a persone inermi) è una decisione arbitraria di un’autorità; se non c’è alcun principio al di sopra di quella decisione, su quali basi gli stessi democratici possono condannare i vari fascismi di cui si ritengono l’antitesi?

“Sulla base del fatto che siamo democratici”, risponderanno loro.

Ma essi sanno bene (perché è un fatto oggettivo banale e immediato da capire) che non è perché è democratica che una decisione è meno arbitraria. Non è perché è presa a maggioranza che una decisione diventa principio.

E a Norimberga i nazisti sono stati condannati, non per aver violato decisioni arbitrarie dell’autorità, ma per averle rispettate. Cioè per aver violato un principio che veniva riconosciuto essere al di sopra di quelle decisioni arbitrarie.

Lo scontro fra il governo spagnolo e quello catalano è quello fra, da una parte, la difesa coerente del potere di un’autorità di imporre per sempre le sue decisioni arbitrarie e, dall’altra, la difesa logicamente incoerente (perché in nome della democrazia e statalista) del principio di auto-determinazione.

Questa incoerenza logica degli indipendentisti catalani, da un punto di vista pragmatico, è in realtà utile. Essa infatti consente di eliminare la democrazia e lo statalismo (a cui si appellano entrambe le parti) dall’equazione; e quello che resta è appunto il principio di auto-determinazione, il limite all’arbitrarietà del potere: difeso a suo modo da una parte e negato senza se e senza ma dall’altra.

Per questo, a prescindere dall’esito della repressione spagnola, gli indipendentisti catalani hanno già vinto: perché hanno costretto i loro avversari a difendere apertamente, in modo puro e con la violenza, l’illimitatezza e l’arbitrarietà del potere di cui questi ultimi pretendono di essere l’antitesi.

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