Bitcoin non è la bolla ma l’ago

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.12.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Alan Greenspan è l’ex governatore della Banca centrale americana: quello che fino al 2006 ha prodotto un’espansione del denaro e del credito senza precedenti e quindi contribuito in modo determinante alla crisi del 2008. Un’espansione del denaro e del credito resa possibile dal monopolio legale del denaro fiat, cioè del pezzo di carta straccia il cui uso come mezzo di scambio è imposto alle persone con la forza delle armi.

Ebbene, in questi giorni Greenspan ha comparato bitcoin al “dollaro continentale”, la moneta infinitamente inflazionabile emessa da un’autorità centrale (il congresso continentale) nel 1775 e che perdette tutto il suo valore nel 1782. Greenspan sostiene che bitcoin avrà un destino simile perché “non è ancorata a un bene come ad esempio l’oro”.

Greenspan sa perfettamente:

1. che l’attuale dollaro USA, come l’Euro, è una moneta di carta straccia che, da quando è stato abolito il gold standard puro, non è ancorata ad alcun bene, tantomeno l’oro.

2. che bitcoin, a differenza non solo del dollaro continentale, ma anche del dollaro attuale e dell’euro, è una moneta non inflazionabile (ne possono essere estratti solo 21 milioni, non un centesimo di più). In altre parole, egli sa perfettamente che, come nel caso dell’oro, bitcoin è scarso.

3. sa perfettamente che bitcoin, a differenza non solo del “dollaro continenetale” ma più in generale del denaro fiat, non è emesso da alcuna autorità centrale. Anzi, non è emesso da alcuno.

4. che se gli stati non avessero sostituito il denaro di mercato (l’oro) con la carta straccia emessa dalle banche centrali e imposta alle persone come mezzo di scambio con l’uso della forza, non ci sarebbe stato bisogno di inventare bitcoin e la blockchain.

5. che il valore non sta nelle cose ma nelle persone (teoria soggettiva del valore): cioè in quello che le persone sono disposte a scambiare liberamente contro beni (materiali e non) di cui sono proprietarie.

6. che dare valore a una moneta che, fra le altre cose, consente di essere proprietari del proprio denaro (al contrario di quanto avviene nel caso dei depositi bancari); di non essere esposti a bail in di banche intrisecamente in bancarotta a causa della riserva frazionaria (potenziata dall’esistenza delle banche centrali come prestatori di ultima istanza di denaro creato dal nulla); di non essere esposti a prelievi forzosi; di non essere esposti all’inflazione monetaria, non è un comportamento “irrazionale”, come lo ha definito.

7. che se per assurdo bitcoin (o eventualmente nel futuro altra crittovaluta, ma non credo) fosse davvero destinato a fare la fine del dollaro continentale non ci sarebbe bisogno di “vietarlo” (come se fosse possibile), “regolamentarlo” (come se fosse possibile), denigrarlo, ecc. in quanto precipiterebbe da sé.

8. che il prezzo di bitcoin (che nel breve può avere e probabilmente avrà correzioni significative, per poi continuare la sua secondo me inevitabile ascesa nel lungo periodo) non è una bolla: bitcoin è l’ago che sta facendo scoppiare la bolla del denaro fiat.

Greesnpan tutte queste cose e altre le sa. Tuttavia sa anche che gran parte di quel 99,9% di persone che ancora non usano bitcoin non le sa. Egli fa parte di quell’establishment terrorizzato che cerca di arginare l’emorragia dal denaro di stato infinitamente inflazionabile verso il denaro di mecato non inflazionabile e non censurabile. Un importante pezzo di socialismo sta crollando. Ed è solo l’inizio. Hanno paura. E fanno bene ad averne, perché a farlo crollare stanno contribuendo sempre di più persone che non hanno mai messo in discussione il socialismo monetario o il socialismo in generale ma sono mosse solo da una struttura di incentivi.

2 thoughts on “Bitcoin non è la bolla ma l’ago

  1. Alberto Gregorio December 7, 2017 / 8:03 pm

    Bellissima definizione. Bitcoin non è la bolla, ma l’ago. Che farà scoppiare la bolla.

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