Libertà e uguaglianza si escludono a vicenda

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.1.2018

Sulla strada che devo fare per andare al supermercato ci sono un paio di poster del partito “liberi e uguali”. Lo slogan del poster è: “per i molti ma non per i pochi”.

Il nome di questo partito è una contraddizione logica che sintetizza magnificamente il totalitarismo democratico in generale e della costituzione italiana in particolare.

La contraddizione deriva dal fatto (confermato dallo slogan) che col termine “uguali” s’intende qualcosa di simile a “uguali nella posizione economica e/o nelle opportunità” (o anche solo “meno disuguali nella posizione economica e/o nelle opportunità di quanto il caso e il libero mercato senza se e senza ma consentirebbero”).

Infatti, la libertà (intesa nell’unico modo in cui può essere coerentemente intesa: cioè in termini di assenza di coercizione arbitraria di alcuni su altri) presuppone l’uguaglianza davanti alla Legge. L’uguaglianza davanti alla Legge esclude i privilegi. E quindi esclude che un particolare soggetto (p. es. lo stato) possa aggredire altri soggetti, p. es. compiendo legalmente azioni che se fossero compiute da chiunque altro sarebbero considerate dallo stato stesso dei crimini (come ad es. redistribuire coercitivamente risorse economiche da Tizio a Caio al fine di ridurre la disuguaglianza della loro posizione economica).

In sintesi, uguaglianza di situazione materiale e uguaglianza davanti alla Legge (e quindi la libertà) si escludono a vicenda: si può avere l’una o l’altra ma non tutt’e due insieme.

Per averle tutt’e due insieme (metaforicamente: per fare riserva frazionaria del concetto di uguaglianza), occorre cambiare intellettualmente il concetto di legge: cioè passare dalla Legge intesa come limite non arbitrario al potere coercitivo di chiunque (e cioè come principio di non aggressione) alla ‘legge’ intesa come strumento di potere coercitivo arbitrario di alcuni su altri (e quindi come strumento di aggressione).

In altre parole, chi sostiene che uguaglianza davanti alla legge e uguaglianza di posizione materiale (o anche solo minore disuguaglianza della stessa) ottenuta per via coercitiva siano compatibili fra loro, spesso non si rende conto che sta difendendo l’idea astratta di ‘legge’ e la relativa idea astratta di ‘uguaglianza davanti alla legge’ che hanno consentito la legalità, fra le altre cose, delle ‘leggi’ razziali, degli stermini etnici, della schiavitù.

2 thoughts on “Libertà e uguaglianza si escludono a vicenda

  1. Mauro CAPANNOLO January 16, 2018 / 8:20 pm

    Giovanni Birindelli uber alles
    Grazie per quello che fa

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