Marco Travaglio, libertà di espressione, libertà economica, denaro fiat, bitcoin, sussidi ai giornali e altro…

GIOVANNI BIRINDELLI, 15.4.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Mai avrei pensato che ci sarebbe stata un’occasione in cui sarei stato solidale con Marco Travaglio, che è stato condannato per un suo articolo dalla corte di Strasburgo, a cui si era appellato sulla base della libertà di espressione.

Al contrario di quello che in questo articolo (link) viene sostenuto e di quello che ha affermato la corte di Strasburgo, libertà di espressione vuol dire anche libertà di dire cose false, o di “sputtanare”. Ci penserà il libero mercato delle idee a selezionare la “verità” (se esiste, se è possibile conoscerla, nei limiti in cui lo è, ecc.), allo stesso modo in cui, senza l’intervento dello stato (e anzi oggi nonostante lo stato), il processo di libero mercato seleziona una buona moneta da una moneta cattiva, per esempio.

Pochi giorni fa, lo stesso giornale che oggi plaude alla condanna di Marco Travaglio da parte della corte di Strasburgo ha pubblicato un lungo articolo in cui, senza nemmeno toccare le questioni di filosofia del diritto e di teoria economica che bitcoin è stato inventato per affrontare, bitcoin veniva definito un'”invenzione criminale”.

Se la libertà di espressione non fosse anche la libertà di dire cose false e di sputtanare, nei limiti in cui la “verità” ha un legame con la coerenza logica questo giornale non avrebbe potuto pubblicare quell’articolo.

Ma è un bene che abbia potuto farlo. Essendo bitcoin una moneta di libero mercato, chi la ha inventata, chi la usa, chi la capisce, chi aiuta gli altri a capirla, chi investe nei settori a essa correlati, chi vi lavora, non teme il processo di mercato e anzi difende questo processo in ogni settore: in quello monetario come in quello delle idee.

Il successo di bitcoin dipenderà da quanto sarà efficace nel resistere pacificamente alle aggressioni di quell’organizzazione che, per continuare a espandersi, impone con la forza delle armi e dei privilegi una moneta che perde potere di acquisto nel tempo. Che poi si tratta della stessa organizzazione che sussidia i giornali con denaro ottenuto coercitivamente (a proposito di libertà).

Certo, Travaglio da un lato si appella alla libertà di espressione e, dall’altro, difende la costituzione che per esempio consente allo stato di monopolizzare la moneta: come se la libertà di espressione e la libertà monetaria (o più in generale quella economica che la costituzione italiana sistematicamente e senza ambiguità sopprime) non fossero due espressioni diverse di un’unica cosa logicamente inscindibile: la libertà appunto. Ma questo è un altro discorso.

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