Privacy: teoria e pratica oltre il GDPR

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.1.2020

Se uno cerca con Google “corso privacy” vengono fuori praticamente solo corsi per imparare a ottemperare a quella particolare regolamentazione burocratica che si chiama GDPR.

Capire questa regolamentazione burocratica non vuol dire né capire cos’è la privacy né come fare concretamente a difenderla.

Anzi, può essere sostenuto che questa regolamentazione burocratica sia un passo indietro sulla privacy. Infatti, mentre da un lato essa non dice nulla di scientifico su cosa sia la privacy, dall’altro è parte di un processo che sta portando gli stati moderni a fare nei confronti della privacy quello che hanno fatto nei confronti della proprietà: cioè a realizzare una situazione in cui essi possono fare legalmente quello che se facesse un privato sarebbe un crimine. Quindi mentre lo stato può violare legalmente e sempre di più la privacy delle persone (un ministro ha proposto in questi giorni addirittura una “password di stato” per i servizi internet; ma basti pensare alla violazione della privacy bancaria o alla sospensione del diritto alla privacy in ambito fiscale) allo stesso tempo si erge a nobile difensore della privacy dei privati quando questa è violata da altri privati (invece che dallo stato stesso).

Questo parallelismo fra quello che è accaduto alla proprietà e quello che sta accadendo alla privacy non deve sorprendere: infatti la privacy è un aspetto della proprietà. E come in una situazione di positivismo giuridico la proprietà era destinata a essere sempre più violata dallo stato, così è per la privacy.
Come la non comprensione del concetto di libertà ha portato a una sua progressiva e sistematica violazione legale, così la non comprensione del concetto di privacy sta portando alla stessa cosa.

Tuttavia, come bitcoin nel caso della proprietà economica, oggi esiste la tecnologia (free, trustless e open-source) che, almeno nel caso del PC, consente un ottimo livello di difesa della privacy, anche per i non tecnici (come me del resto). Ma questa tecnologia è ancora molto poco conosciuta (anche perché appunto i corsi sulla privacy vogliono insegnare alle persone come ottemperare alla regolamentazione burocratica invece che come difendere la propria privacy). Io stesso la ho scoperta solo relativamente poco tempo fa.

Su invito di Bcademy, che ringrazio, fra aprile e maggio farò dei workshop sulla teoria della privacy e su come difenderla praticamente nel caso dell’attività su PC (Sistema operativo Tails: amnesic, incognito, live; PGP per la crittazione di testo, emails e files; VeraCrypt per la crittazione di volumi e per la plausible deniability; cenni introduttivi alla relazione fra privacy e bitcoin).

Se qualcuno fosse interessato, i workshop saranno a Milano (20-21/4), Firenze (11-12/5) e Roma (4-5/5) ore 18-21.

Info a questo link

 

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