L’isteresi della libertà e del socialismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 1.6.2020

Il segretario del sindacato CGIL ha affermato: “Avanti col blocco dei licenziamenti [che il governo ha imposto per far fronte al coronavirus]. E serve un nuovo contratto sociale”

“L’isteresi è un fenomeno per cui il valore assunto da una grandezza dipendente da altre è determinato, oltre che dai valori istantanei di queste ultime, anche dai valori che avevano assunto in precedenza” (Wikipedia).

L’isteresi di una sbarra di metallo, per esempio, è il fenomeno per cui, se la pieghi, questa resta piegata (di più o di meno a seconda del tipo di metallo).

Il concetto di isteresi, tuttavia, non è ristretto alle scienze naturali. Secondo me può essere esteso anche a quelle sociali.

La libertà, per esempio, ha un grado di isteresi bassissimo (per questo è fragile). Anche se (oggi, bitcoin a parte, più per assurdo che per caso) riuscissi ad avvicinarti a essa (cioè a piegare la barra “libertà”), per mantenerla dovresti difenderla di continuo dalle incursioni del socialismo (lasciata stare, la barra ritornerebbe velocemente nella posizione iniziale).

Specularmente, il socialismo ha un grado di isteresi altissimo. Se riesci a fare grandi passi avanti nella sua direzione (cioè a piegare la barra “socialismo”), per mantenere questo avanzamento devi fare uno sforzo minimo o nullo (lasciata stare, la barra tende a rimanere dov’è).

Una ragione fondamentale di questa differenza nel grado di isteresi sta, credo, in quella che chiamo qualità umana “autonoma”: la qualità umana che nasce da autodisciplina, responsabilità individuale e rispetto di sé stessi invece che da condizioni esterne. La qualità umana autonoma è per esempio quella che ti fa essere contrario al furto anche quando non solo è legale rubare ma il farlo è generalmente considerato un “dovere morale”, il furto è chiamato con nomi altisonanti ed è perfino socialmente sanzionato il non essere a favore di esso.

Nella libertà, quello che determina il grado di isteresi è la qualità umana autonoma. Dato che questa è scarsa, la libertà è fragile (nel senso che ha un basso grado di isteresi).

Nel socialismo, viceversa, quello che determina il grado di isteresi è l’assenza di qualità umana autonoma. Dato che questa assenza è estremamente abbondante, il socialismo è forte (nel senso che ha un alto grado di isteresi).

Questa è, secondo me, la ragione di fondo per cui “non c’è niente di più permanente di un intervento statale temporaneo”, come qualcuno ha detto.

Le misure coercitive straordinarie che sono seguite al coronavirus (come ad esempio il blocco dei licenziamenti a cui si riferisce il sindacalista) sono non solo illegittime (anche se legali) ma, sul piano pratico, consistono in un grande piegamento della barra “socialismo”. Dato che questa barra ha un’isteresi estremamente alta, buona parte di queste misure (in una forma o in un’altra) tenderanno a rimanere.

La proposta del sindacalista è un esempio di questo fatto: di quanto la bassa qualità umana autonoma trovi la massima espressione nel socialismo, e di quanto facilmente si abitui al miele della deresponsabilizzazione, della decadenza e del totalitarismo.

3 thoughts on “L’isteresi della libertà e del socialismo

  1. Alessandro Colla June 2, 2020 / 10:17 am

    Poniamo il caso che a qualcuno venga in mente un’idea di questo tipo: a tutti coloro che non licenziano verrà azzerata l’imposta sul reddito, sia individuale che d’impresa. Cosa risponderebbero gli alti papaveri della CGIL?

  2. Giuseppe Manildo June 1, 2020 / 5:03 pm

    Condivido in pieno la preoccupazione per questa “isteresi” del tutto automatica del socialismo, e su quella molto più debole della libertà. Ma la spiegazione che mi pare più appropriata dovrebbe far riferimento a quel fattore mimetico che da sempre produce in ciascun individuo i valori culturali di fondo, che siano quelli “della deresponsabilizzazione, della decadenza e del totalitarismo” o quelli opposti dell’autodisciplina, della responsabilità individuale e del rispetto di sé stessi. Anche la qualità umana autonoma dipende da condizioni sociali esterne: nessuno – paradossalmente – è libero grazie a se stesso …

    • Catallaxy June 1, 2020 / 5:40 pm

      Per “fattore mimetico” intende l’interiorizzazione dei valori propri dell’ambiente sociale in cui uno si trova a crescere?

      Nel caso, mentre da un lato sarei naturalmente d’accordo sul fatto che questo “fattore mimetico” possa spiegare l’assorbimento “passivo” di certi paradigmi culturali piuttosto che altri, non credo che esso implichi necessariamente che l’individuo non possa sviluppare autonomamente quelle qualità umane che sono spesso associate alla comprensione della libertà.

      Infatti, ritengo che la libertà possa essere definita in senso scientifico (https://catallaxyinstitute.wordpress.com/2020/05/20/cosa-intendo-per-liberta-in-due-parole/) e quindi che alla sua corretta comprensione (e di conseguenza alle qualità umane che spesso ne sono il frutto) vi si possa arrivare anche per deduzione logica. Quindi individualmente.

      Questo non è il caso del socialismo: essendo esso fondato su una superstizione, a esso non vi si può arrivare per via logico-scientifica.

      Libertà e socialismo, insieme alle qualità umane che diventano spesso il frutto della loro interiorizzazione, sul piano delle strade per arrivarci non sono comparabili.

      La ringrazio del bel commento. Un saluto.

      GB

Comment

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.