Lockdown e gold standard

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.6.2020

Mi chiedo se, sotto il gold standard, ci sarebbe stato il lockdown. O quantomeno se sarebbe stato accettato così supinamente.

Questioni di libertà a parte (che taglierebbero la testa al toro, o piuttosto al lockdown), e anche assumendo che, nel lungo periodo, il lockdown sia una misura efficace contro il coronavirus (tesi che a me sembra assurda; non sono un virologo, ma leggo idee parecchio diverse anche fra virologi statalisti a riguardo), mi sembra che tutti concordino sul fatto che, nel lungo periodo, a causa di malattie cardiache, obesità, rinvio di cure necessarie, depressione, suicidi, povertà ecc., il lockdown avrà un elevato costo in termini di anni di vita e anche di vite umane. Tuttavia, questo costo non è sostenuto oggi, ma lo sarà in futuro, nel lungo periodo.

Quindi, anche nell’ipotesi secondo me assurda di partenza, chi esercita il potere coercitivo arbitrario dello stato si è trovato di fronte a scegliere (per tutti) fra il breve periodo e il lungo periodo.

Come noto, una scelta di lungo periodo sarebbe stata incompatibile con la struttura di incentivi che sottostà a quel sistema di potere coercitivo arbitrario. Tuttavia, sarebbe stata incompatibile anche con la mentalità della stragrande maggioranza delle persone, ormai indottrinate dal sistema denaro fiat di stato + banche centrali a una mentalità di breve periodo in modo così profondo che nemmeno se ne accorgono.

Dato che, in questo sistema monetario, le persone hanno la certezza che i prezzi tenderanno ad aumentare, esse sanno che se aspettano a comprare un oggetto, dopo un po’ non potranno più comprarlo o potranno comprarne uno peggiore. Quindi sono spinte a comprarlo subito. Cioè ad avere alte preferenze temporali (a consumare di più e risparmiare di meno). Per questa via (la via coercitivo-monetaria), sono indottrinate a una mentalità di breve periodo.

Viceversa, in un sistema di libero mercato (denaro di mercato, assenza di banche centrali ecc.), a parità di altre condizioni i prezzi tenderebbero a diminuire, non ad aumentare. Le persone quindi saprebbero che, se aspettassero a comprare un oggetto, dopo un po’ potrebbero comprarne uno di qualità superiore o anche due. Quindi sarebbero spinte a rinviare l’acquisto. Cioè ad avere basse preferenze temporali (a consumare di meno e risparmiare di più).

In questo caso, non sarebbe corretto dire che esse sarebbero “indottrinate a una mentalità di lungo periodo”. Infatti, a differenza del sistema monetario basato sul denaro fiat di stato + banche centrali, nel denaro di mercato non c’è alcuna coercizione. Il processo di mercato non indottrina: porta a galla le preferenze (anche temporali) che le persone già hanno e che sono manipolate dal socialismo (specie monetario) per soddisfare gli interessi della classe parassitaria (per esempio, come noto, prezzi in costante aumento trasferiscono risorse dai creditori ai debitori e quindi allo stato, che è il maggior debitore di tutti).

Naturalmente, la visione economica mainstream (inflazionista) pretende di giustificare il socialismo monetario affermando che se le persone ritardassero gli acquisti (cioè se esse avessero le loro preferenze temporali invece che quelle che chi controlla il sistema stato-banche decide che loro devono avere) questo avrebbe un impatto negativo sulla crescita economica. Ma può affermare questo solo perché nella sua analisi metodologicamente sbagliata trascura le preferenze temporali (il cui prezzo è la componente fondamentale del tasso d’interesse) e la struttura del capitale (cioè la relazione fra tasso d’interesse e i diversi stadi della struttura produttiva). E cioè perché trascura che gli investimenti economicamente sostenibili possono venire solo dai risparmi. In altri termini, la visione mainstream può giustificare il socialismo monetario solo perché è tanto competente di scientismo economico quanto è incompetente di scienza economica.

Quindi no: non credo che in un sistema di gold standard puro (e quindi di denaro di mercato, con prezzi tendenzialmente decrescenti) il lockdown sarebbe stato possibile (o quantomeno accettato così supinamente). Infatti il gold standard (ma più in generale il denaro di mercato) non impedisce con la forza alle persone di avere le loro preferenze di lungo periodo. E per questo ignorare (o far ignorare) le conseguenze di lungo periodo del lockdown non sarebbe stato così facile.

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