Le uniche azioni altruiste sono quelle che si fanno sotto coercizione (p. es. pagare le imposte)

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.11.2020

I termini “individualista”, “egoista” e “altruista” vengono comunemente usati per indicare delle qualità di persone. Si dice cioè che una persona è “altruista”, “individualista” o “egoista”. Dal che segue che se una persona è egoista, per esempio, per definizione non può essere altruista. 

Tuttavia, questo uso delle parole mi sembra scorretto. Non sono infatti le persone che possono essere qualificate come “individualiste”, “egoiste” o “altruiste” ma solo le loro azioni. E ogni giorno ogni persona compie sia azioni individualiste, che azioni egoiste che (purtroppo) azioni altruiste.

Quello che distingue questo tipo di azioni sono le loro conseguenze intenzionali (come noto, le conseguenze inintenzionali delle azioni possono essere largamente predominanti nel processo economico, ma qui non discutiamo di questo aspetto):

  1. Le azioni individualiste intendono beneficiare quei soggetti che, per qualsiasi motivo, stanno a cuore all’individuo che agisce.
  2. Le azioni egoiste sono un sottoinsieme di quelle individualiste: esse infatti intendono beneficiare solo chi agisce. 
  3. Le azioni altruiste, invece, sono antitetiche a quelle individualiste in quanto esse intendono beneficiare soggetti al cui benessere l’individuo che agisce è completamente disinteressato o perfino interessato in senso negativo.

In buona sostanza, quando faccio un regalo a mia moglie, per esempio, oppure quando compro un gioco a mia figlia oppure ancora quando aiuto un mio amico in difficoltà, sto compiendo un’azione individualista. Quando compro una camicia per me, invece, sto compiendo un’azione egoista.

Il termine “egoista” viene spesso usato in senso dispregiativo. Tuttavia, le azioni egoiste sono non solo legittime (perché non violano l’unica regola di giusto comportamento che è compatibile col principio di uguaglianza davanti alla legge, e quindi che è scientifica e non arbitraria: il principio di non aggressione) e belle (perché sono necessarie non solo alla nostra sopravvivenza fisica ma anche all’amore per noi stessi, senza il quale l’amore per gli altri è difficilmente concepibile) ma anche economicamente fondamentali: senza azioni egoiste il sistema economico crollerebbe all’istante senza alcuna possibilità di riprendersi.

Esemplificare un’azione altruista non è così facile come esemplificare un’azione individualista o egoista. Infatti, se la persona è libera di agire (in altri termini, se le sue azioni sono limitate esclusivamente dal principio di non aggressione), per definizione essa non può logicamente compiere azioni altruiste. Questo infatti sarebbe tanto assurdo quanto il fatto che essa, potendo scegliere liberamente fra diverse alternative, scegliesse consapevolmente quella che per lei è peggiore. In altri termini, se una persona, essendo libera di agire, agisce per l’interesse di Caio, allora questo implica necessariamente che l’interesse di Caio le sta a cuore (altrimenti non avrebbe agito per il suo interesse) e quindi che la sua azione è di tipo individualista (l’opposto di altruista). L’esempio tipico è madre Teresa di Calcutta: essendo libera di agire, non avrebbe mai agito per l’interesse dei ‘ricchi’ (che non le stava a cuore), ma solo per quello dei poveri (che le stava a cuore). Quindi aiutando i poveri essa ha agito anche nel proprio interesse. La sua non è un’azione altruista ma strettamente individualista.

Nei limiti in cui l’azione è libera (quindi volontaria), essa non può quindi logicamente essere altruista. Le azioni altruiste possono esserci solo in presenza di coercizione, ed è fondamentalmente per questo che sono sempre e solo azioni umilianti e tristi. L’azione nel (presunto) interesse di persone che non stanno a cuore a chi agisce (e quindi il cui benessere non contribuisce – o perfino contribuisce negativamente – al benessere di chi agisce) è logicamente possibile solo se chi agisce è obbligato con la violenza ad agire in quel senso. Il tipico esempio è l’imposizione fiscale oppure (esempio del tutto analogo, ma su scala maggiore, a quello del pizzo mafioso).

Perfino chi sostiene che “le tasse sono una cosa bellissima” e che è “felice di pagarle” esprime, nell’essere convinto di quello che dice, la sua incapacità di pensiero logico-razionale (senza il quale nessun argomento può essere tale). Infatti, se egli davvero credesse che le tasse (o meglio le imposte) fossero una cosa bellissima, non avrebbe bisogno di essere obbligato con la violenza a pagarle. A questa obiezione egli è solito rispondere che lui le pagherebbe anche se non fosse obbligato ma che l’obbligatorietà è necessaria per le persone meno belle di lui che senza minaccia della violenza non le pagherebbero. Ma se egli non fosse obbligato a pagare le tasse come potrebbe sapere quanto denaro pagare e a favore di chi? Il suo elogio delle tasse non è quindi altro che un elogio del potere coercitivo arbitrario dello stato in quanto tale (e non ha nulla a che vedere con l’aiuto offerto a altre persone).

Chi è a favore dell’imposizione fiscale (anche “minima”) è completamente incapace di capire la struttura morale dell’azione umana. Ogni azione umana, indipendentemente dai suoi contenuti (che dipendono dall’individualità, dalle preferenze, dalle priorità e dalla situazione di ciascun individuo), ha due elementi strutturali (che sono gli stessi per ogni azione di ogni individuo, sempre e ovunque). 

Il primo di questi elementi è la struttura economica, che è la stessa per ogni azione di chiunque: ogni azione umana segue necessariamente le leggi dell’economia. Nessuna persona, per esempio, a parità di altre condizioni, acquisterebbe quantità maggiori di un bene o di un servizio se il suo prezzo fosse maggiore (legge di domanda) – anche se naturalmente ogni individuo sceglierà di acquistare beni e servizi diversi, in tempi diversi, per ragioni diverse (ma questo è un aspetto relativo ai contenuti dell’azione, non alla sua struttura economica).

Il secondo di questi elementi strutturali è la struttura morale dell’azione: indipendentemente dalla sua legalità (cioè dal rispettare o meno i comandi arbitrari dell’autorità, cioè la ‘legge’ positiva), ogni azione umana può essere legittima illegittima. E’ legittima se non viola la legge scientifica (naturale): il principio di non aggressione. E’ illegittima se viola questa legge.

L’incapacità degli statalisti di capire la struttura morale dell’azione umana, e a monte la loro incapacità di comprenderne l’esistenza stessa, si riscontra nella loro incapacità di difendere (e anzi spesso nel fare di tutto per aggredire, specie attraverso lo stato) l’azione legittima altrui che va contro i loro interessi individualistici o egoistici. La persona che ha familiarità con la libertà intesa in senso scientifico (logico) e quindi con la struttura morale dell’azione umana, difenderà l’azione del suo nemico quando questa è legittima: non lo farà, naturalmente, per difendere il suo nemico, ma per difendere la sovranità della legge scientifica, cioè la libertà. Viceversa, essendo incapace di comprendere l’esistenza stessa della struttura morale dell’azione umana, lo statalista non difenderà mai l’azione legittima del suo nemico.

In sostanza, quello che spinge lo statalista a essere a favore dell’altruismo (p. es. dell’imposizione fiscale) è la sua incapacità intellettuale di concepire la struttura morale dell’azione umana. Detta in altri termini, se sono lasciati liberi di agire, tanto lo statalista quanto l’amico della libertà agiranno solo per gli interessi che stanno loro a cuore; tuttavia, essendo intellettualmente incapace di concepire la struttura morale dell’azione umana, lo statalista, a differenza dell’amico della libertà, non potrà mai avere a cuore l’interesse della libertà.

3 thoughts on “Le uniche azioni altruiste sono quelle che si fanno sotto coercizione (p. es. pagare le imposte)

  1. yankee1776 November 18, 2020 / 12:38 pm

    Ayn Rand su questo punto è stata molto chiara: la definizione di egoismo e di altruismo è stata decisamente abusata in politica e, a causa di ciò, si è spesso confuso l’altruismo spontaneo con quello coercitivamente imposto dallo Stato. Altruismo – questo – uguale a quello del ladro che ti “invita” ad essere altruista dandogli il tuo denaro puntandoti una pistola alla testa. Articolo con il quale siamo d’accordo al 100%

    – Yankee di “The Italian Conservative”

  2. antoninotrunfio November 14, 2020 / 8:02 pm

    In effetti anche le azioni di noi credenti, e in particolare quelle che aspirano ad ottenere come ricompensa la vita eterna, massimo bene possibile, sono azioni egoistiche.

    • Catallaxy November 14, 2020 / 8:16 pm

      O quanto meno possono esserlo.

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