L’Unione Europea è vaccinata contro il virus (buono) della competizione istituzionale

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.12.2020 (aggiornato 4.12.2020)

L’autorità regolamentatrice britannica ha approvato un vaccino contro il Covid prima di quella europea (EMA), che dovrebbe approvarlo il 29 dicembre. Naturalmente, essendo in ritardo, l’autorità europea ha cercato di denigrare il lavoro di quella britannica dicendo che la procedura seguita dalla prima era migliore in quanto richiedeva più dati e controlli. (Curiosa questa pretesa relazione lineare fra qualità e quantità, per cui maggiori dati e controlli comporterebbero automaticamente un vaccino migliore e, più in generale, una soluzione migliore: seguendo questa logica, se uno raccogliesse dati e facesse controlli per altri dieci anni avrebbe una soluzione migliore di quella britannica, anche se nel frattempo questa soluzione “migliore” avrebbe prodotto molti più morti da mancato vaccino di quella britannica).

Se ai britannici fosse mancata un’ennesima conferma del fatto che uscendo dall’UE hanno fatto (da un punto di vista statalista) la cosa migliore, questa è arrivata forte e chiara. I parlamentari conservatori hanno giustamente preso in giro l’Europa perdente nella corsa al vaccino ma “sniffy” (con la puzza sotto il naso).

Un portavoce della Commissione Europea ha detto: «Siamo convinti che le autorità regolamentatrici UK siano molto buone, ma sicuramente non stiamo facendo il gioco di mettere a confronto regolamentatori di diversi paesi, né stiamo giocando a stabilire quale sia il migliore. Questa non è una competizione sportiva. Stiamo parlando della vita e della salute delle persone».

Ecco, questa frase esprime non tanto il peggio dell’Europa, ma il peggio dello statalismo (e quindi riguarda anche il Regno Unito).

In una società libera, i soggetti regolamentatori dei farmaci (che, anche laddove esistessero, non sarebbero “autorità” e potrebbero regolamentare solo chi li scegliesse come fornitori del servizio in un regime di mercato) sarebbero selezionati appunto dal processo di mercato: quello che il portavoce della Commissione Europea chiama il “gioco” della competizione. Questo “gioco” è l’unico modo non arbitrario e non coercitivo (quindi efficace) di selezionare i migliori (chi è più bravo di altri a servire il cliente: per esempio anche a migliorargli la salute e a salvargli la vita). Quindi, in assenza di pistola puntata alla tempia delle persone con la funzione di impedirlo, questo “gioco” verrebbe fatto sempre, per qualunque cosa: dai soggetti regolamentatori dei farmaci alla moneta (nessuno, se fosse libero di scegliere, a parità di altre condizioni sceglierebbe di essere pagato in una moneta che perde potere di acquisto nel tempo – perché arbitrariamente inflazionabile dal soggetto monopolista che la emette – invece che aumentarlo). L’unica ragione per cui questo “gioco” non viene fatto è perché appunto c’è l’aggressione statale (nella forma di monopolio legale) che lo vieta con la forza.

Permettere alle persone di mettere a confronto (e in competizione fra loro) regolamentatori di diversi paesi per stabilire chi è il migliore, ma più in generale sistemi istituzionali diversi, è proprio quello che consente di migliorare e proteggere la vita delle persone, nei suoi più diversi aspetti. Questo “gioco” si chiama competizione istituzionale. Quando le persone votano con i piedi (come fanno ogni volta che scelgono un prodotto sul mercato) obbligano chi fornisce loro il servizio a migliorarsi continuamente. Viceversa, dove c’è il monopolio legale l’incentivo è naturalmente a peggiorare (visto che i clienti non possono scegliere un fornitore diverso). Se le persone fossero libere di scegliere, i servizi ‘pubblici’ perderebbero subito e sempre contro quelli privati. Lo stato sparirebbe. Per questo esso vieta la competizione nei settori essenziali: dalla moneta ai sistemi istituzionali. E vietandola, riduce anche la salute e peggiora la vita delle persone (allo stesso modo in cui se lo stato avesse il monopolio legale della produzione di automobili questo ridurrebbe la mobilità delle persone e la qualità/quantità/diversità delle vetture). L’ironia è che mentre fa questo lo stato (l’Europa, in questo caso) dice in modo “sniffy” di farlo perché pensa alla “salute” e alla “vita” delle persone; e accusa il processo di mercato (quello a cui, nella piccola misura in cui gli è ancora consentito di operare, le persone devono la salute e la qualità della vita che hanno, che naturalmente sarebbero molto più alte in una società libera, anche per i meno ricchi) di essere un “gioco” che non ha nulla a che vedere con la vita e la salute delle persone. In altre parole, capovolge la realtà oggettiva, diffondendo con la sua potentissima propaganda quella che è forse la madre di tutte le fake news.

Delle due l’una: o questi parassiti non sanno cos’è il processo di mercato oppure sono dei criminali che sanno di esserlo. Dei due, il secondo sarebbe il caso meno dannoso.

Il governo del Regno Unito, dal canto suo, giustamente apprezza il fatto che, grazie alla sovranità ritrovata con Brexit, ha potuto cominciare a vaccinare le persone prima. Tuttavia, lo stesso principio di superiorità del mercato e della libertà che vale nel rapporto fra il Regno Unito e l’Unione Europea, essendo generale, vale anche nel rapporto fra persona e stato nazionale. Tuttavia, come ogni sovrano, lo stato nazionale è geloso della sua sovranità: è ansioso di riprendersela quando la ha parzialmente data a uno stato sovranazionale quanto è restio a concederla alle persone, cioè a delegare al mercato quei servizi che esso impone in regime di monopolio legale (quindi con la minaccia della violenza). Quando si tratta di riprendersi la sovranità, riesce a vedere l’importanza e i benefici del principio di mercato e di libertà. Al contrario, quando si tratta di concedere la sovranità agli individui (gli unici che possono averla per diritto naturale), lo stato diventa immediatamente incapace di vedere l’importanza e i benefici di quello stesso principio.

One thought on “L’Unione Europea è vaccinata contro il virus (buono) della competizione istituzionale

  1. Alfonso Rossi December 4, 2020 / 3:03 pm

    Per fortuna esiste Giovanni Birindelli …

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