Lightning Network

Questo articolo (link) spiega in modo molto semplice e chiaro, anche con l’aiuto di disegni, cosa è Lightning Network (LN) e come funziona. In breve, LN è una proposta per aumentare la scalabilità di bitcoin. In particolare, per alleggerire il carico di transazioni sulla blockchain di bitcoin allo scopo di :

  1. rendere le transazioni più veloci, e
  2. ridurre la fee delle transazioni

il tutto senza aumentare la dimensione del blocco (come voleva fare la proposta di fork Segwit2x, poi ritirata). L’aumento della dimensione del blocco infatti avrebbe effetti negativi sulla capacità di bitcoin di essere decentrato e resistente alla censura.

Poiché le transazioni non sono registrate sulla blockchain, l’uso di LN può aumentare la privacy di bitcoin (se entrambe le parti agiscono in modo cooperativo a questo fine).

Un altro aspetto importante di LN, come descritto in quest’altro articolo (link), è che consentirà lo scambio fra diverse crittomonete (p. es. fra bitcoin e litecoin) in modo trustless (cioè: senza bisogno di terze parti di cui fidarsi), più economico e più veloce. Per adesso lo scambio fra diverse crittovalute su LN è stato testato con successo, in fase sperimentale, fra bitcoin e litecoin.

I fork sono belli, e possibili anche nei sistemi politici

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.11.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

A me personalmente SegWit2x non piace (soprattutto perché mi sembra favorire la centralizzazione di Bitcoin e indebolire la sua resistenza alla censura, che vedo come la sua anima); e non mi piace affatto il modo in cui questo fork è stato pianificato e verrà fatto (i tempi di attuazione troppo stretti e soprattutto l’assenza di replay protection sembrano violare regole non scritte il cui rispetto, dal mio punto di vista di non esperto, fa parte della condotta da gentleman nel campo delle crittovalute).

Tuttavia, il concetto di fork (“fork off and do your thing”: separati e fai la tua cosa, senza rompere le balle agli altri) lo trovo meraviglioso. Meraviglioso come una cosa assolutamente normale di cui, assuefatti a forme di collettivismo sempre più estreme, ci eravamo dimenticati o che pensavamo non fosse più possibile (soprattutto nel settore del denaro).

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“Legale”, “legittimo” e altre etichette

GIOVANNI BIRINDELLI, 17.10.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Parole come ‘legge’, ‘legale’, ‘legittimo’ hanno un bel suono. Sono delle belle etichette. Alcuni le appiccicano sui peggiori veleni, per farli ingurgitare alle persone che sono troppo pigre, o troppo stupide, o che hanno troppo poco tempo per capire che quello che gli viene fatto ingoiare è veleno. Queste persone sono facili prede di coloro che vogliono appropriarsi del loro essere perbene, e facilmente diventano alcuni fra i peggiori nemici della libertà.

Al di là delle etichette, a me sembra possibile distinguere tre ‘cose’ oggettivamente diverse fra loro: il principio, il comando, e la coercizione “di risposta”. Continue reading

L’ultima linea di difesa

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.10.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

L’ultima linea di difesa di tutti coloro che sono a favore della repressione spagnola in Catalogna (il governo spagnolo, quel passacarte del re, gli unionisti, l’UE) è una sola: la costituzione. Continue reading

Il totalitarismo ‘nuovo’ indebolito dal coraggio degli indipendentisti catalani

GIOVANNI BIRINDELLI, 1.10.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Oggi, in Catalogna, nel silenzio dell’UE e dei governi europei (con l’eccezione di quello belga), il totalitarismo ‘nuovo’ (quello democratico e ‘soffice’ che generalmente aggredisce economicamente la proprietà prima che fisicamente la persona) ha adottato forme di repressione tipiche del totalitarismo ‘vecchia maniera’ (quello ‘ruvido’ e brutale che generalmente aggredisce fisicamente la persona prima che economicamente la proprietà).

Nel fare questo, il totalitarismo ‘nuovo’ si è indebolito, perché ha negato sé stesso. Esso infatti è nato in risposta e in antitesi proprio a quelle forme di repressione.

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La legittimità nell’illegalità è l’ambiente naturale di bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan (la banca che ha patteggiato 13 miliardi di dollari per lo scandalo dei subprime nel 2008), critica bitcoin e le crittomonete perché implicherebbero «la creazione di denaro e di valore dal nulla». Uno che ha le idee chiare su bitcoin, il denaro fiat, l’inflazione e la teoria del valore insomma…

Prosegue: «più grandi diventano le crittomonete [immagino intenda: “maggiore diventa il loro valore di mercato”] più i governi le faranno chiudere [immagino intenda: “più i governi le renderanno illegali”, dato che con le crittomonete non c’è nulla da chiudere]».

Bitcoin è nato per essere resistente alla censura. Cioè per resistere e anzi fiorire in una situazione in cui il suo utilizzo e possesso sono illegali. La legittimità nell’illegalità è il suo ambiente naturale. Il resto è tutto grasso che cola.

Se bitcoin non resistesse nel suo ambiente naturale, l’esperimento fallirebbe. Purtroppo, poche cose al mondo sono certe come il fatto che Dimon non conosce quello di cui parla.

Tuttavia, se guardiamo al Venezuela per esempio (ai cinesi diamogli tempo), quello che vediamo è che nei paesi dove bitcoin è illegale (che poi tendono a essere i paesi in cui il potere d’acquisto del denaro fiat diminuisce più rapidamente) il suo utilizzo è più diffuso, perché spesso è l’unico modo di difendersi dall’iperinflazione, dai prelievi forzosi, dall’ipertassazione, dalle Cipro passate e future.

Scandali inversi

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.9.2017

1. “La strada dove abita il governatore della Campania Vincenzo De Luca è un senso unico. Eppure sotto al divieto d’accesso c’è un avviso: «Eccetto forze di polizia», in virtù del quale la vettura di servizio di De Luca, condotta da un vigile urbano, può accedere evitando di fare un lungo giro dell’isolato” (Corriere della sera).

2. La regola che impedisce di rubare, derivando dal principio di non aggressione, è a senso unico. Eppure sotto al divieto di rubare c’è un avviso: «Eccetto lo stato» in virtù del quale le agenzie statali, grazie alla sostituzione della legge con la ‘legge’ positiva (il comando arbitrario di un’autorità, eventualmente rappresentativa), possono appropriarsi di risorse altrui evitando la lunga e incerta trafila del chiedere un contributo volontario (o, meglio ancora, evitando di farsi da parte). Continue reading

“La Ue prepara la web tax, stop ai vantaggi per Google e Amazon”

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Solita storia: i soldi degli altri li vanno a prendere dove ce ne sono di più. E questa maggiore estorsione la giustificano con l’obiettivo di eliminare “ingiusti vantaggi” o privilegi.

1. chiamare “vantaggio” un livello proporzionalmente minore di coercizione è già di per sé curioso: un po’ come se uno stupratore che avesse sequestrato dieci ragazze e ne stuprasse una meno delle altre, dicesse che quest’ultima gode di un ingiusto “vantaggio”, e quindi decidesse che, per ragioni di “uguaglianza”, essa deve essere stuprata di più; Continue reading

Migranti, diritto di proprietà e sentimenti umanitari

GIOVANNI BIRINDELLI, 26.8.2017

Migranti: niente sgomberi dagli immobili privati occupati senza soluzioni abitative alternative garantite da regioni ed enti locali.

Come dire: se qualcuno ti ruba l’auto, l’organizzazione che detiene il monopolio legale (e illegittimo) della violenza ti nega il diritto di rientrarne in possesso finché qualcuno non offre al ladro gratuitamente (in questo caso addirittura con denaro estorto) un’altra auto. Continue reading

Il neomarxismo di Piketty promuove la tirannia fiscale e ignora la vera lotta di classe

Intervista di Francesco Carbone a Guglielmo Piombini sul podcast “Il Truffone”

http://iltruffone.com/it056-il-neomarxismo-di-piketty-promuove-la-tirannia-fiscale-e-ignora-la-vera-lotta-di-classe/