Lockdown: se continui a cercare la logica dove non ce n’è alcuna, diventi matto

GIOVANNI BIRINDELLI, 27.11.2020

«Il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come parlare, scegliere il coniuge, indossare un tipo determinato di abbigliamento, viaggiare – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti» (Bruno Leoni). Quando Leoni scriveva queste parole forse non immaginava che dopo appena sessant’anni gran parte di queste astensioni dall’interferenza dello stato in alcuni ambiti dell’attività individuale generalmente visti come intoccabili sarebbero venute meno. A parte la scelta del coniuge (rimpiazzata però dall’attività del respiro) oggi lo stato interferisce in tutte le attività elencate da Leoni.

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Is the ‘Balmoral test’ compatible with the rules of hospitality?

According to the Netflix series The Crown, there is an informal ‘Balmoral test’ which guests of the Royal family, when invited at their Scottish country house, are expected to pass. This ‘test’ is a lot about wearing the right clothes, enjoying the right activities and doing the right things in different particular situations.

Apparently, the then prime minister Margaret Thatcher, by joining the hosts at 6 pm dressed up for dinner while everyone else was dressed informally for the drinks, has dramatically failed the ‘test’. While Mrs. Thatcher’s ‘failure’ is probable (after all she came from a different background: less privileged and more free-market oriented), it is quite unlikely that she failed it in that way.

British newspapers are currently filled with quiz-articles asking readers if they would pass the ‘Balmoral test’.

A ‘Balmoral test’ surely exists in one form or another, and not only in the Scottish residence of the Queen. Most importantly, it exists in the minds and even in the instincts of many individuals. And I venture to say that the more elevated individuals are in their own field (whether it is aristocratic background or bitcoin expertise; alpinism or sailing; etc.) the more they will tend to impose the ‘Balmoral test’ on their guests.

But is this test (or rather its more or less explicit disclosure to the guest) compatible with the rules of hospitality?

First of all, what kind of rules are these?

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Le uniche azioni altruiste sono quelle che si fanno sotto coercizione (p. es. pagare le imposte)

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.11.2020

I termini “individualista”, “egoista” e “altruista” vengono comunemente usati per indicare delle qualità di persone. Si dice cioè che una persona è “altruista”, “individualista” o “egoista”. Dal che segue che se una persona è egoista, per esempio, per definizione non può essere altruista. 

Tuttavia, questo uso delle parole mi sembra scorretto. Non sono infatti le persone che possono essere qualificate come “individualiste”, “egoiste” o “altruiste” ma solo le loro azioni. E ogni giorno ogni persona compie sia azioni individualiste, che azioni egoiste che (purtroppo) azioni altruiste.

Quello che distingue questo tipo di azioni sono le loro conseguenze intenzionali (come noto, le conseguenze inintenzionali delle azioni possono essere largamente predominanti nel processo economico, ma qui non discutiamo di questo aspetto):

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“Piove, governo ladro” vs. “C’è il Covid, azienda omicida”

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.10.2020

Covid e lavoro, il contagio in azienda è infortunio: le conseguenze. L’impresa rischia processo penale e risarcimento. Se per il lavoratore dovesse sopraggiungere il decesso, si ipotizza il reato di omicidio colposo” (corriere.it).

La frase “piove, governo ladro” è stata inventata per deridere i petulanti: quella particolare categoria di statalisti che, essendo incapaci perfino di concepire il concetto di iniziativa e responsabilità individuali, addossano al governo la responsabilità di qualsivoglia problema. I petulanti sono spesso gli statalisti perdenti: quelli che non sono riusciti a raccattare nemmeno le briciole del continuo banchetto pagato dallo stato col denaro estorto a chi produce e vende. L’elemento derisorio della frase sta naturalmente nel fatto che il governo non ha potere sulla pioggia (anche se oggi pensa di poterlo avere sulla temperatura del pianeta). 

A prima vista, si potrebbe pensare che la frase “c’è il Covid, azienda omicida”, che riassume abbastanza bene quello che deve pensare chi ha reso possibile la situazione descritta nel titolo del Corriere, sia equivalente alla frase “piove, governo ladro”. Dopo tutto, l’azienda in quanto tale non ha più potere sul Covid di quanto il governo ne abbia sulla pioggia.

Tuttavia, fra le due frasi esistono differenze sostanziali. 

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Una corte di Cassazione senza etica accusa Tiziano Ferro di esserlo

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.10.2020 (aggiornato 10.10.2020)

«Evasione fiscale, la Cassazione contro Tiziano Ferro: “Chi è famoso deve avere più etica”» titola ilsole24ore.com. «La Suprema corte ricorda che, per i personaggi pubblici, è più stringente il dovere di comportarsi eticamente. … Per i giudici di legittimità Tiziano Ferro ha un elevato livello economico e culturale, è certamente un personaggio famoso nel mondo della musica e dunque in possesso «degli strumenti necessari per valutare la giustezza di un determinato comportamento». E la Cassazione non manca di ammonire i personaggi pubblici le cui azioni sono sotto gli occhi di tutti, circostanza che impone il dovere di una condotta più etica, rispetto ad altri contribuenti». 

In questo articolo, ricorrendo al metodo della logica (che è un metodo terzo, oggettivo e indipendentemente verificabile – “falsificabile” nelle parole di Karl Popper) dimostrerò che, nel suo accusare Tiziano Ferro di essere senza etica, la Cassazione dimostra di esserlo (senza etica). 

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You can’t have your cake and eat it too

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.9.2020

Like many other articles of The Telegraph, this beautiful one by Allison Pearson, where she criticizes the government for violating liberty too much rather than too little, would be almost unthinkable in any Italian newspaper.

However, the very concept of violating liberty “too much” is part of a paradigm which itself is incompatible with liberty (scientifically defined) and which, in the long run, inevitably contributes to increase (and not to decrease) the legal violations of liberty.

For the same reasons why you cannot logically steal “too much” or “too little” (you can steal a lot or a little, but either you steal or you don’t), you cannot violate liberty “too much” or “too little”. Either you violate liberty or you don’t. Either you are in favour of a social structure in which the government can legally do things that individuals cannot do without committing a crime, or you’re against it. It’s not about seeing the world in black and white: it’s about applying logic where logic is needed. Continue reading

Il primo uomo sulla Luna e il confronto ideologico USA-URSS

GIOVANNI BIRINDELLI, 25.7.20

Ieri ho visto il film The First Man di Damien Chazelle. Bellissimo. Molto più umano, intenso e “esperienziale” di qualsiasi altro film che ho visto sullo stesso tema (e sullo spazio in generale). Fotografia, regia, scenografia e interpretazioni strepitose.

Dal punto di vista storico, ha rappresentato due temi. Il primo è lo scontro ideologico USA-URSS (scontro di cui la missione voleva essere un fattore e/o un’espressione di vittoria). Il secondo tema è la tensione attorno al tema del finanziamento dei costi della missione. Questa tensione è stata lungo l’asse “il gioco vale la candela: sì o no?”. Da una parte, la visione del presidente Kennedy e dei protagonisti del film a favore del “si”. Dall’altra, le posizioni di alcune comparse del film a favore del “no”.

A causa del fatto che questa tensione è stata lungo l’asse sbagliato, lo scontro ideologico USA-URSS, sul piano della struttura di pensiero, in realtà non è stato uno scontro (o lo è stato molto meno di quello che sembra a prima vista). Continue reading

Quiz per libertari sulla loro disponibilità a lasciare Facebook

GIOVANNI BIRINDELLI, 14.7.2020

La pagina del Movimento Libertario è stata cancellata da Facebook. Gli amici Leonardo Facco, Michele Gandolfi e Michele Guetta hanno avuto le loro pagine cancellate o bloccate.

Questa censura da parte di Facebook non è una violazione della libertà di espressione. La libertà di espressione è il diritto di dire o scrivere (o più in generale di esprimere) quello che si vuole all’interno delle regole arbitrarie stabilite da chi è titolare dei legittimi diritti di proprietà. E nel caso in questione, il padrone di casa è Facebook che, a casa sua, può fare quello che vuole (e specificamente allontanare le persone che vuole, quando vuole, e per qualsiasi motivo).

Chi rimane, tuttavia, ha la facoltà di andarsene da quella casa (ben sapendo che altrove l’effetto network sarebbe sicuramente inferiore – ma solo a una situazione in cui non si è bloccati) oppure di discutere di scienza della libertà (argomento che evidentemente a Facebook non è gradito) altrove.

Il seguente quiz è rivolto esclusivamente a chi ritiene di avere un approccio logicamente coerente al tema della libertà.

Nel caso in cui i risultati del quiz fossero incoraggianti, anche con l’aiuto dei lettori potrebbero esserci ulteriori passi per creare un network all’interno di un social meno ostile alla libertà di quanto lo sia Facebook (per esempio Liberty.me o altri).

 

L’antitesi non è fra tecnici e “uno vale uno” nelle decisioni politiche, ma fra decisioni politiche e decisioni di mercato

GIOVANNI BIRINDELLI, 6.7.2020

Una cara amica mi segnala questo articolo de Il Foglio. Partendo da una presunta antitesi fra “la centralità dei tecnici nelle decisioni politiche” e “l’uno vale uno”, l’autore, ricorrendo all’analisi di Hayek sull’uso della conoscenza, arriva alla conclusione che “quando, in maniera paradossale, l’ultratecnico e l’uno vale uno si saldano, rischiano di miscelarsi in perversa alchimia politica”.

L’articolo a mio parere ha un errore di fondo. Continue reading