The intellectuals and the left

GIOVANNI BIRINDELLI, 15.10.2019 (updated 18.10.2019)

Giovanni I have a question for you, as you’ve studied politics much more than me. I wonder why most intellectuals worldwide (in any case an overwhelming majority of them) lean towards the left, or identify themselves with the political left. I know that, as a libertarian, you oppose both right and left, since you oppose the state itself, but I’m asking about the reason(s) for intellectuals’ predilection for the left (J.)

I have never studied politics but the science of liberty and economic science. Also, it is not entirely correct to say that I oppose both right and left. Those of the right oppose those of the left, and vice-versa. Having a scientific approach, I don’t “oppose” them. At least not in the way they oppose each other. I observe that they are both different expressions of the same religious, anti-scientific and anti-social phenomenon (which has different names: collectivism, positivism, statism, totalitarianism, etc.). A phenomenon which is expression of mental illness (namely, the Stockholm syndrome among others) and which, especially when it is imposed on a systemic scale, destroys liberty and the process that, because it is the only one that can make use of peripheral knowledge which is available only to the acting individuals and cannot be available to any “directing mind”, is the only one capable of creating sustainable prosperity: the free market process. Continue reading

Strumenti per la privacy

ADMIN, 13.9.2019

Arguing that you don’t care about the right to privacy because you have nothing to hide is no different than saying you don’t care about free speech because you have nothing to say (Edward Snowden)

 

Se a qualcuno potessero interessare, si riportano di seguito alcuni strumenti utili per la privacy. Chi scrive, senza essere assolutamente un esperto, paragonandoli con altri li ha trovati nettamente migliori (e dal punto di vista tecnico alla sua portata: quindi generalmente facili da usare): Continue reading

I liquidi radioattivi di Fukushima riversati nell’oceano

UNA SIGNORA, ALESSIO PIANA, GIOVANNI BIRINDELLI, 12.9.2019

Ciao Giovanni,

ho creato un gruppo con 44 genitori dei miei studenti che hanno accettato di conoscere il pensiero libertario. Sono stati proposti alcuni temi di discussione. Ti chiedo un aiuto per rispondere alla domanda di una signora, per favore.

La domanda è questa. “L’acqua radioattiva di Fukushima sarà scaricata nel Pacifico. Secondo Rothbard ciò può accadere perché i fiumi, i mari, gli oceani, le foreste, le praterie ed anche il cielo non sono stati ancora privatizzati, quindi tutti si preoccupano di sfruttarli ma non di proteggerli, di conseguenza sono permessi i continui disastri ambientali che tutti conosciamo (“Per una nuova libertà” pagg. 331-350). Se tutto fosse privatizzato, come bisognerebbe smaltire tutta quell’acqua radioattiva? I libertari cosa propongono in questa circostanza?”

[…] Tu cosa proporresti di fare, da libertario?

Grazie,

Alessio

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Declino, stabilità politica e bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.9.2019

(English translation here: link)

In un recente articolo sul The Wall Street Journal, Gerard Baker fa un efficace (anche se un po’  banale) quadro del declino italiano (rappresentato come punta di diamante di quello occidentale) che è in contrasto con la bellezza che si trova nel paese.

Tuttavia, se vediamo il declino (italiano e occidentale) come una montagna di spazzatura che il sistema statuale (in particolare quello democratico) nel lungo periodo rende necessariamente sempre crescente, allora forse possiamo vedere bitcoin, in parte, come una tecnologia che consente di produrre energia (in modo assolutamente pulito) da quella spazzatura. In altre parole, lo stesso declino (la stessa montagna crescente di immondizia) può avere implicazioni diverse (cioè essere una risorsa o il suo contrario) a seconda che questa tecnologia sia stata inventata o meno. L’articolo tuttavia non prende in considerazione questa dimensione del problema. E non lo fa, a mio parere, perché non prende in considerazione le cause scientifiche del declino fra cui:

– la distorsione dell’idea di legge: da limite non arbitrario al potere coercitivo di chiunque, a strumento di potere coercitivo arbitrario da parte di alcuni su altri;

– la distorsione del concetto di denaro: da asset spontaneamente selezionato dal libero processo di mercato in quanto (fra le altre cose) scarso, a pezzi di carta (o i loro equivalenti digitali) coercitivamente imposti da una particolare organizzazione criminale in quanto infinitamente abbondanti; Continue reading

Decline, political stability and bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.9.2019

(Traduzione italiana qui: link)

In a recent article on The Wall Street Journal, Gerard Baker gives an effective (though a bit banal) picture of the decline of Italian society and economy, which is seen as the tip of the sword of the decline of Western civilization. This decline is depicted in stark contrast with the beauty that can still be found in that country (and specifically in Tuscany, where I live and where the author went on holiday and was inspired to write his article).

If we see the decline (Italian and, more in general, of the Western civilization) as a mountain of rubbish that the statist system (and especially the democratic one) necessarily makes ever bigger in the long run, then we can see bitcoin, at least in part, as a technology that allows to produce (totally clean) energy from this rubbish. In other words, the same decline (the same growing mountain of rubbish) can have different implications (and therefore be a resource or its opposite) according to whether such technology has been invented or not. Baker’s article, however, while discussing decline does not take into consideration this aspect of the problem. And in my opinion it doesn’t do it because it does not take into consideration the scientifically relevant causes of the decline, namely:

  1. the distortion of the abstract idea of law: from non-arbitrary limit to anyone’s coercive power, to instrument of arbitrary coercive power by some over others;
  2. the distortion of the concept of money: from an asset which has been spontaneously selected by the free market process because (among other things) it is scarce, to pieces of paper (or their digital equivalents) which have been coercively imposed by a particular criminal organization because they are infinitely abundant;
  3. and other distorsions (regarding the concept of equality before the law; the concept of economic value; etc.).

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“La casa di carta” non parla di libertà

GIOVANNI BIRINDELLI, 19.8.19

Seguendo un suggerimento qui su fb, tempo fa ho iniziato a vedere la serie TV La casa de papel (“La casa di carta”).

Una bella serie. Ringrazio chi la ha segnalata. Tuttavia, arrivato alla scena ‘filosofica’, ancora non riesco a capire perché alcuni ritengono che il messaggio della serie TV sia libertario.

In sintesi, questo messaggio ‘filosofico’ può essere riassunto in quattro punti:

1. dato che il denaro che rubiamo è stato creato dal nulla, noi non rubiamo a nessuno;
2. noi facciamo esattamente quello che fa la banca centrale, solo che nel suo caso voi dello stato lo chiamate “iniezione di liquidità” mentre nel nostro caso lo chiamate furto;
3. nel caso della banca centrale, il denaro viene trasferito alle banche, quindi ai ricchi; noi invece lo trasferiamo a noi stessi quattro disgraziati;
4. il denaro di carta è semplicemente carta.

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The author of The Bitcoin Standard has not understood the principle of decreasing marginal utility

GIOVANNI BIRINDELLI, 7/8/2019

Wow, what a mistake! It came completely out of the blue in an otherwise truly wonderful book!

In The Bitcoin Standard, the author Saifedean Ammous writes:

The marginal utility of money does in fact decline, as evidenced by the fact that an extra dollar of income means a lot more to a person whose daily income is $1 than one whose daily income is $1.000.

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L’autore di The Bitcoin Standard non ha capito il principio di utilità marginale decrescente

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.8.2019

Cavolo, che errore madornale! Una scivolata così profonda non me l’aspettavo in questo peraltro stupendo libro.

In The Bitcoin Standard, Ammous scrive: “L’utilità marginale del denaro in effetti diminuisce, come è evidenziato dal fatto che un dollaro di reddito in più ha un’importanza molto maggiore per una persona il cui reddito giornaliero è di 1$ che per una persona il cui reddito giornaliero è di 1000$” (p. 84). Continue reading

Ricchezza vs. privilegio

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.2.2019

Il ritratto che La Stampa fa di Marella Agnelli la definisce «L’ultima rappresentante di uno stile che non c’è più, e che non era solo frutto della ricchezza e del privilegio».

Questo accostamento fra ricchezza e privilegio esprime una confusione molto comune in relazione al secondo dei due termini: quest’ultimo viene infatti generalmente usato come sinonimo del primo quando in effetti spesso, e specialmente oggi, è il suo contrario. Continue reading

Risposta a una critica del principio di non aggressione

GIOVANNI BIRINDELLI, 29.12.2018
Non conosco bene l’inglese, né ho gli strumenti filosofici per confutare questo articolo. Puoi farlo tu per noi Giovanni? Grazie (A.)
Non conoscendo l’articolo, nel leggerlo non sono partito con l’idea di confutarlo. Tuttavia, dopo averlo letto, ritengo che sia completamente sbagliato, per usare un eufemismo.

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La privacy e il lavoro stampato

GIOVANNI BIRINDELLI, 19.11.2018

Lavoro, dalla privacy al digitale: c’è posto per 30mila giovani” (ilsole24ore.com)

I posti di lavoro legati alla privacy sono quelli degli “esperti Gdpr”, che al momento sono “introvabili”.

Politicamente, la privacy si difende istituendo il segreto bancario assoluto, abolendo la sorveglianza, proteggendo i whistle-blowers e chi pubblica i loro leaks, ecc. In sostanza, evitando di violare la proprietà delle persone in relazione alle loro informazioni.

Dato che, nel lungo termine, una difesa politica della privacy è quasi una contraddizione in termini, allora l’unico modo per difendere la privacy è il libero mercato 2.0 (non censurabile): crittografia, bitcoin, sistemi di telecomunicazione distribuiti (di recente è stato presentato un prototipo a Bologna: Netsukuku), ecc.

La cosiddetta “normativa sulla privacy” richiamata nel titolo citato in apertura non ha nulla a che vedere con la difesa della privacy (che è una parte della difesa del principio di non aggressione, e quindi di difesa senza se e senza ma della proprietà privata). Quella normativa non è altro che un insieme di cavilli deliranti che l’organizzazione che viola sistematicamente la privacy e la proprietà delle persone impone a queste ultime per proteggere informazioni di cui in genere non frega nulla a nessuno e che nessuno ha incentivo a cercare.

Ogni delirio legislativo, naturalmente, ha anche il suo aspetto economico. Nel caso della “normativa sulla privacy”, le conseguenze economiche a lungo termine sono pesanti.

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Antenati della Scuola Austriaca e del libertarismo.

GIOVANNI BIRINDELLI, 14.9.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Leggendo questo stupendo libro di Rothbard che mi mancava, scopro (o riscopro se me lo ero dimenticato) che la teoria soggettiva del valore (inclusa quella delle preferenze temporali) nasce con Democrito (c. 460 – c. 370 a.C.).

Scopro anche che il primo libertario anarco-individualista fu il cinese Chuang Tzu (369 – c. 286 a.C.). Oltre a rifiutare lo stato e ad argomentare in favore del libero mercato senza se e senza ma, Chuang Tzu fu il primo teorizzatore dell’ordine spontaneo (l’ordine che è il risultato delle azioni delle persone ma della progettazione di nessuno: p. es. una lingua; un’economia di mercato – catallassi ; il denaro non di stato; ecc.): “Il buon ordine emerge spontaneamente quando non si interferisce con le azioni degli uomini [“when things are let alone”] … Non è semplicemente che il mondo non ha bisogno di essere governato: esso dovrebbe non esserlo”.

La Scuola Austriaca di economia e il libertarismo hanno quindi antenati molto più antichi di quello che io sapessi.

Invece rileggo (cosa che sapevo ma che è sempre bene rinfrescare) che il comunista Platone aveva nei confronti del denaro un atteggiamento perfettamente sovrapponibile a quello oggi dominante in contrasto al quale nasce bitcoin:

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