“Legale”, “legittimo” e altre etichette

GIOVANNI BIRINDELLI, 17.10.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Parole come ‘legge’, ‘legale’, ‘legittimo’ hanno un bel suono. Sono delle belle etichette. Alcuni le appiccicano sui peggiori veleni, per farli ingurgitare alle persone che sono troppo pigre, o troppo stupide, o che hanno troppo poco tempo per capire che quello che gli viene fatto ingoiare è veleno. Queste persone sono facili prede di coloro che vogliono appropriarsi del loro essere perbene, e facilmente diventano alcuni fra i peggiori nemici della libertà.

Al di là delle etichette, a me sembra possibile distinguere tre ‘cose’ oggettivamente diverse fra loro: il principio, il comando, e la coercizione “di risposta”. Continue reading

La legittimità nell’illegalità è l’ambiente naturale di bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan (la banca che ha patteggiato 13 miliardi di dollari per lo scandalo dei subprime nel 2008), critica bitcoin e le crittomonete perché implicherebbero «la creazione di denaro e di valore dal nulla». Uno che ha le idee chiare su bitcoin, il denaro fiat, l’inflazione e la teoria del valore insomma…

Prosegue: «più grandi diventano le crittomonete [immagino intenda: “maggiore diventa il loro valore di mercato”] più i governi le faranno chiudere [immagino intenda: “più i governi le renderanno illegali”, dato che con le crittomonete non c’è nulla da chiudere]».

Bitcoin è nato per essere resistente alla censura. Cioè per resistere e anzi fiorire in una situazione in cui il suo utilizzo e possesso sono illegali. La legittimità nell’illegalità è il suo ambiente naturale. Il resto è tutto grasso che cola.

Se bitcoin non resistesse nel suo ambiente naturale, l’esperimento fallirebbe. Purtroppo, poche cose al mondo sono certe come il fatto che Dimon non conosce quello di cui parla.

Tuttavia, se guardiamo al Venezuela per esempio (ai cinesi diamogli tempo), quello che vediamo è che nei paesi dove bitcoin è illegale (che poi tendono a essere i paesi in cui il potere d’acquisto del denaro fiat diminuisce più rapidamente) il suo utilizzo è più diffuso, perché spesso è l’unico modo di difendersi dall’iperinflazione, dai prelievi forzosi, dall’ipertassazione, dalle Cipro passate e future.

Scandali inversi

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.9.2017

1. “La strada dove abita il governatore della Campania Vincenzo De Luca è un senso unico. Eppure sotto al divieto d’accesso c’è un avviso: «Eccetto forze di polizia», in virtù del quale la vettura di servizio di De Luca, condotta da un vigile urbano, può accedere evitando di fare un lungo giro dell’isolato” (Corriere della sera).

2. La regola che impedisce di rubare, derivando dal principio di non aggressione, è a senso unico. Eppure sotto al divieto di rubare c’è un avviso: «Eccetto lo stato» in virtù del quale le agenzie statali, grazie alla sostituzione della legge con la ‘legge’ positiva (il comando arbitrario di un’autorità, eventualmente rappresentativa), possono appropriarsi di risorse altrui evitando la lunga e incerta trafila del chiedere un contributo volontario (o, meglio ancora, evitando di farsi da parte). Continue reading

“La Ue prepara la web tax, stop ai vantaggi per Google e Amazon”

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Solita storia: i soldi degli altri li vanno a prendere dove ce ne sono di più. E questa maggiore estorsione la giustificano con l’obiettivo di eliminare “ingiusti vantaggi” o privilegi.

1. chiamare “vantaggio” un livello proporzionalmente minore di coercizione è già di per sé curioso: un po’ come se uno stupratore che avesse sequestrato dieci ragazze e ne stuprasse una meno delle altre, dicesse che quest’ultima gode di un ingiusto “vantaggio”, e quindi decidesse che, per ragioni di “uguaglianza”, essa deve essere stuprata di più; Continue reading

Migranti, diritto di proprietà e sentimenti umanitari

GIOVANNI BIRINDELLI, 26.8.2017

Migranti: niente sgomberi dagli immobili privati occupati senza soluzioni abitative alternative garantite da regioni ed enti locali.

Come dire: se qualcuno ti ruba l’auto, l’organizzazione che detiene il monopolio legale (e illegittimo) della violenza ti nega il diritto di rientrarne in possesso finché qualcuno non offre al ladro gratuitamente (in questo caso addirittura con denaro estorto) un’altra auto. Continue reading

Bruciare alberi e fare ‘leggi’

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.8.2017

 

“Ragusa: volontari dei Vigili del Fuoco appiccavano roghi per guadagnare soldi”.

Ora, uno sarebbe tentato di vedere questo come un problema di mele marce. E sicuramente, nel suo ambito ristretto, lo è. Tuttavia, dopo aver studiato la Scuola Austriaca di economia e la filosofia politica libertaria, diventa chiaro che questo episodio rappresenta di fatto l’attività principale dello stato moderno e dei suoi parassiti: creare problemi per poi tentare di risolverli ricevendo denaro “pubblico”, cioè estorto.

La differenza è che, nel caso specifico di cui sopra, il fuoco dopo viene effettivamente spento (anche se alcuni alberi ci metteranno decenni a ricrescere). Al contrario, la devastazione sistemica prodotta dalla macchina coercitiva statale nel lungo termine tende necessariamente a espandersi. Infatti quello che la produce è, in ultima istanza, la ‘legge’ intesa come strumento di potere coercitivo arbitrario. Questa di per sé rende il potere politico, chiunque sia a detenerlo, illimitato (in altre parole, rende il sistema politico, specie se democratico, totalitario). E la natura di un potere coercitivo illimitato è appunto espandersi. Sarebbe irrazionale pensare il contrario.

Bitcoin dà fastidio a chi non vuole che le persone possano scegliere

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.2.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore: “Bitcoin, il riciclaggio invisibile di mafie e terrorismo internazionale. […] «Le valute virtuali e i bitcoin in particolare […] forniscono un nuovo e potente strumento per i criminali, terroristi, finanzieri ed evasori, consentendo loro di far circolare e conservare fondi illeciti, fuori dalla portata del diritto»”.

 

Sorvoliamo sul fatto banale che seguendo lo stesso ragionamento uno dovrebbe impedire l’uso di telefoni, di computer, di automobili, ecc.; e cioè sul fatto che il crimine sta nell’azione aggressiva, non negli strumenti utilizzati.

Se l’autore dell’articolo capisse cosa è Bitcoin, sapesse cosa è il denaro e cosa è la Legge, capirebbe che ciò che si trova “fuori dalla portata del diritto” è il denaro fiat e il monopolio legale dello stesso da parte delle banche centrali (oltre che naturalmente la tassazione), non Bitcoin. Continue reading

Dove ci sono libertà particolari non c’è libertà

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.12.2016

(Pubblicato su: Movimento Libertario)

Secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters Sans Frontieres, [in relazione alla libertà di stampa] l’Italia è il fanalino di coda dell’Ue […], seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria e preceduta da Tonga, Burkina Faso e Botswana. […] I risultati dell’ultima edizione del rapporto mettono in evidenza una situazione globale in peggioramento, con l’Europa e i Balcani in cima alla classifica di peggioramento” (lastampa.it). Continue reading

Tramedoro: una gran bella notizia!

GIOVANNI BIRINDELLI, 17.10.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Una gran bella notizia. È nato “Tramedoro” (www.tramedoro.eu): un sito dove trovare sintesi ben strutturate, ben pensate e ben scritte dei grandi libri delle scienze sociali: economia, filosofia, politica, psicologia, sociologia, storia.

La sintesi di ogni libro (lunghezza media circa 10 pagine A4) è strutturata in sei diverse sezioni : “Perché leggere questo libro”, “Punti chiave”, “Riassunto”, “Citazioni rilevanti”, “L’Autore”, “Nota bibliografica”.

I contenuti sono stati scritti o selezionati da un grande autore: Guglielmo Piombini. Sono rappresentate tutte le scuole di pensiero (i libertari non hanno paura del confronto, anzi) e le sintesi non contengono giudizi di valore. Continue reading

La differenza fra un buon capo d’azienda e un buon primo ministro

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, ripreso da Movimento Libertario col titolo: “Un primo ministro o si dimette o smantella lo stato”)

La differenza fra un buon capo d’azienda e un buon primo ministro è che il primo fa mentre il secondo disfa; nel senso che il primo sviluppa il suo business, mentre il secondo smantella lo stato (quindi è una contraddizione in termini). Continue reading

Quando il potere politico interferisce nel modo di vestirsi

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.8.2016

“Il costume coprente vietato in spiaggia. Il primo ministro [francese]: «Progetto fondato sull’asservimento della donna»”.

Curioso il fatto che chi s’indigna per l’asservimento della donna sia al vertice di un’organizzazione che asservisce l’essere umano. Continue reading

La privacy e le persone perbene

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.8.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, ripreso da Movimento Libertario col titolo “Lo stato odia la vostra privacy”)

lastampa.it: “La Francia mobilita l’Europa contro la cifratura delle app” (ma sicuramente farà rispettare con rigore le “leggi sulla privacy”…)

Ora, la crittografia su internet non è aggredibile dagli stati: solo quella “di superficie” lo è (cioè quella delle app utilizzate dalle masse, come WhatsApp). L’effetto di questa ulteriore aggressione della privacy sarà quindi un maggiore mercato per la crittografia seria: quella usata da chi tiene alla libertà e da chi l’aggredisce.

Di fatto, a utilizzare le app non crittografate rimarranno solo quelli che se ne fregano della libertà: le persone perbene che pensano: “leggano pure tutto quello che vogliono, non ho nulla da nascondere”.

Nelle parole di Edward Snowden: “Affermare che non t’importa del diritto alla privacy perché non hai nulla da nascondere non è diverso dall’affermare che non t’importa della libertà di parola perché non hai nulla da dire”.

In altre parole, come sempre, coloro che se ne ne fregano della libertà (le persone perbene) sono un danno per la libertà forse ancora maggiore di chi l’aggredisce (governanti, politici o terroristi, per esempio).