Can a rule be less arbitrary if it is imposed by parliament rather than by the police?

GIOVANNI BIRINDELLI, 15.1.2021

In a truly beautiful article, Jonathan Sumption (a former judge of the UK supreme court) makes two statements.

The first is that today the UK is a police state: “What is a police state? It is a state in which individuals are answerable to the police for the most routine acts of daily life. It is a state in which the police and not the law decide what is allowed. It is a state in which people have to hide their doings from their neighbours for fear of the twitching curtain and anonymous call to the police. It is a state in which ministers denounce activities of which they disapprove and the police are their compliant instruments. … We are unfortunate to live at a time of national hysteria, when that tradition [of of rule of law] has been cast aside and every one of these classic symptoms of a police state can be seen all around us

The second statement is that a police state is opposite to the rule of law: “If the law says that it is reasonable to go out to take exercise, it is not for a policeman to say that it isn’t. If the law does not forbid driving somewhere to take exercise, then it is not for the police to forbid it. … It is not the function [of the police] to enforce the wishes of ministers. It is not [its] function to do whatever is necessary to make government policy work. [Its] function is to apply the law. If the law is not tough enough, that is not a matter for them but for ministers and Parliament“.

While the first statement is not problematic, the second one in my opinion is.

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Dalla sovranità dei legislatori allo stato di polizia

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.1.2021 (aggiornato 14.1.2021)

Il livello di coercizione, di arbitrarietà, di assenza di base scientifica, di censura e di propaganda che, anche se in modi e in misura diversi, si sono accompagnati al lockdown un po’ dappertutto in occidente (con l’eccezione della Svezia e in parte della Norvegia) hanno fatto arrabbiare molti dei pochi amici della libertà (intesa in senso non-arbitrario). 

In una situazione di positivismo giuridico, la ‘legge’, in quanto provvedimento particolare (comando dell’autorità), è lo strumento di potere coercitivo arbitrario a disposizione di chi controlla lo stato. All’inverso, la Legge della libertà, in quanto principio logico e generale (principio di non aggressione), è il limite giuridico non arbitrario alla coercizione che chiunque può esercitare su chiunque altro.

Ora, non è che questi pochi amici della libertà che si sono arrabbiati per il lockdown, conoscendo la differenza fra la ‘legge’ positiva e la Legge della libertà, non sapessero che, in una situazione di positivismo giuridico, il potere coercitivo arbitrario dello stato non può che aumentare nel tempo (sarebbe una contraddizione logica se non lo facesse); e che ogni ‘emergenza’ viene usata dallo stato come scusa per aumentare questa coercizione in misura ancora maggiore e in tempi ancora più rapidi. Tuttavia, nessuno di loro probabilmente si aspettava un aumento della coercizione arbitraria di questo ordine di grandezza, in così poco tempo, sulla base di argomenti così nulli.

Confesso di essere rimasto un po’ spaesato e sorpreso da questa rabbia. Non tanto perché io mi aspettavo un aumento della coercizione statale di questo ordine di grandezza e anche superiore (anche se con una scusa diversa da quella di un virus) quanto perché arrabbiarsi adesso per la coercizione arbitraria del lockdown e non (o più di) prima per la ‘semplice’ coercizione arbitraria dell’imposizione fiscale o del denaro di stato, mi sembrava quasi un segnale di assuefazione al livello di coercizione precedente: al quale io tuttavia non mi sono mai assuefatto. Mi sembrava in altre parole quasi un modo di dire: “la coercizione arbitraria precedente era accettabile, adesso però avete esagerato” mentre per me quella era inaccettabile tanto quanto questa e, come questa, la logica conseguenza del potere illimitato che il positivismo giuridico dà allo stato. L’assuefazione al livello precedente di coercizione statale (a mio modo di vedere espressa con l’arrabbiatura maggiore per il livello di coercizione attuale) mi sembrava cioè una roba da rane bollite. 

Tuttavia, un bellissimo articolo scritto oggi sul Telegraph da Jonathan Sumption (ex giudice della Corte Suprema britannica e storico) mi ha fatto capire meglio la natura di quella maggiore rabbia, anche se io continuo a non averla (maggiore di prima).

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C’è una cosa che Trump può ancora fare per uscire con meno disonore

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.1.2021

C’è una cosa che il presidente Trump può ancora fare per lasciare la Casa Bianca con meno disonore (agli occhi di alcuni fra coloro che lo hanno votato come di molti che, fra i sostenitori del processo democratico, lo avversano). Questa cosa può essere fatta immediatamente e a costo zero: perdonare Ross Ulbricht e Julian Assange. Se non lo facesse perderebbe l’ultima opportunità che gli è rimasta per essere ricordato come un presidente che ha fatto almeno qualcosa per difendere il libero mercato (dei beni e dei servizi così come quello dele idee) e l’ideale di libertà (che, nel suo significato non arbitrario, non ha nulla a che vedere con la democrazia).

There is something that president Trump can still do in order to leave the White House with less dishonour (less dishonour in the eyes of some of those who voted for him as well as in the eyes of many of those who oppose him). Something that can be done immediately and at no cost: pardon Ross Ulbricht and Julian Assange. If he did not do it, he would lose the last chance he still has to be remembered as a president who did at least something to defend the free market (of goods & services as well as that of ideas) and the ideal of liberty (which, in its non-arbitrary meaning, is something that has nothing to do with democracy).

Se ci sono le banche centrali, può non esserci il Natale

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.12.2020

Cinque giorni dopo aver detto che abolire il Natale sarebbe stato «disumano», il primo ministro inglese Boris Johnson ha di fatto abolito il Natale per un terzo delle famiglie inglesi imponendo loro il più assoluto isolamento. La sua giustificazione è stata che «stiamo sacrificando l’opportunità di incontrare i nostri cari questo Natale [dopo un anno che per molti è stato di terribile isolamento, ndr] così che avremo una maggiore opportunità di proteggere le loro vite e che potremo vederli a Natali futuri». In altri termini, assumendo ai fini del discorso (e per assurdo):

  1. che le previsioni catastrofiche sulle conseguenze cliniche di questa nuova variante del virus (fatte o avallate dagli stessi soggetti le cui previsioni sulle conseguenze cliniche della variante “classica” furono in eccesso del 200%) siano affidabili;
  2. che il lockdown sia il modo migliore per salvare vite;
  3. che il lockdown sia legittimo;

assumendo per assurdo queste tre condizioni, Johnson di fatto ha detto: “Io «so» quali sono le preferenze temporali di qualsiasi persona in qualsiasi momento, quindi mi sostituisco a tutte le persone e faccio le scelte temporali (quelle fra tempo presente e tempo futuro) al loro posto. Anzi, impongo a tutti la stessa identica scelta temporale”. Per esempio, a chi ha un tumore e non crede di arrivare al prossimo Natale (magari perché fa parte di quegli oltre tre milioni che solo nel Regno Unito a causa del lockdown – non del covid – non hanno potuto fare gli esami oncologici previsti), Johnson ha detto: “rinuncia a vedere i tuoi cari questo Natale, così potrai vederli il prossimo”. Idem per tutti coloro che per personalissime e individualissime ragioni preferiscono o possono vedere i propri cari questo Natale e non il prossimo, o quello dopo; o che hanno un rapporto con la morte (e/o con il rischio di morire) tale per cui essere con i loro amati questo Natale vale il rischio. 

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Dialogo con l’impiegato del monopolista ‘pubblico’ della nettezza urbana

GIOVANNI BIRINDELLI, 15.12.2020

Sono in ritardo per una riunione importante (face to face, per fortuna). Suona il citofono. Mi immagino che sia un corriere che porta alcuni dei regali di Natale per la mia bambina. Vado ad aprire.

«Buongiorno, siamo della nettezza urbana. Le abbiamo portato i nuovi contenitori dell’immondizia per la raccolta differenziata porta a porta» dice uno dei due impiegati col sorrisetto affabile di chi ti vuole fregare. 

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Sovereignty of the state vs. sovereignty of the individual

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.12.2020

I strongly suggest the following article by Janet Daley for The Telegraph (what a great writer!) on why the EU’s reaction to the UK’s approval of a Covid vaccine is the expression of the communist principles it was based on.

Here a short extract:

Have you got that? It is, apparently, more important for all the EU member states to be seen to act together than it is to make the speediest possible decision on a vaccine that could save lives. At the present mortality rate in Europe, a delay of a further month might mean an extra death toll of hundreds of thousands – and still more delay to the economic recovery that can only follow once restrictions have ended, with all the further damage to the quality of life that will involve. So European unity is worth more than anything – even life itself?
It is difficult to understand how such a view could be uttered without any embarrassment. To comprehend the set of beliefs from which it springs, you need to recall the origins of this whole idea: European unity was the post-war antidote to the mass murder of one another’s people that had been such a feature of the last century. But it was also the milder form of that other monumental twentieth century phenomenon: the communist principle (note the small “c”) that social benefits must always be collective and equally distributed. Everybody has to have precisely the same advantages as everybody else at the same time. This is what Brussels calls “solidarity”.

The EU, where I still live, is and has always been a political-bureaucratic structure based on communist (and therefore totalitarian as well as economically catastrophic) ‘principles’.

However, doesn’t the same general, logical principle of liberty which applies in the relation between a sovereign state (e.g. the UK) and a superstate (the EU) also apply in the relation between the individual and a national state?

For example, aside from communist ‘principles’ (fully equivalent to those on which the EU is based) and ‘government economics’ (e.g. Keynesian economics, which is no economics at all), why shouldn’t an individual decide for himself which kind of money to use? Why not a free market in the money sector? On the ground of which general, logical principle shouldn’t the individual be sovereign in this and other areas where the national state imposes its own sovereignty upon him?

I have the impression that national states (just like anyone else) can be rightly inclined to defend the principle of sovereignty (which is an important part of the principle of liberty: the non-aggression principle) when it’s their sovereignty, but (each state to a different degree in different sectors) are utterly unwilling to defend the same principle when it is the sovereignty of the individual.

Because liberty is a logical principle, it is not compatible with arbitrary, double standards.

L’Unione Europea è vaccinata contro il virus (buono) della competizione istituzionale

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.12.2020 (aggiornato 4.12.2020)

L’autorità regolamentatrice britannica ha approvato un vaccino contro il Covid prima di quella europea (EMA), che dovrebbe approvarlo il 29 dicembre. Naturalmente, essendo in ritardo, l’autorità europea ha cercato di denigrare il lavoro di quella britannica dicendo che la procedura seguita dalla prima era migliore in quanto richiedeva più dati e controlli. (Curiosa questa pretesa relazione lineare fra qualità e quantità, per cui maggiori dati e controlli comporterebbero automaticamente un vaccino migliore e, più in generale, una soluzione migliore: seguendo questa logica, se uno raccogliesse dati e facesse controlli per altri dieci anni avrebbe una soluzione migliore di quella britannica, anche se nel frattempo questa soluzione “migliore” avrebbe prodotto molti più morti da mancato vaccino di quella britannica).

Se ai britannici fosse mancata un’ennesima conferma del fatto che uscendo dall’UE hanno fatto (da un punto di vista statalista) la cosa migliore, questa è arrivata forte e chiara. I parlamentari conservatori hanno giustamente preso in giro l’Europa perdente nella corsa al vaccino ma “sniffy” (con la puzza sotto il naso).

Un portavoce della Commissione Europea ha detto: «Siamo convinti che le autorità regolamentatrici UK siano molto buone, ma sicuramente non stiamo facendo il gioco di mettere a confronto regolamentatori di diversi paesi, né stiamo giocando a stabilire quale sia il migliore. Questa non è una competizione sportiva. Stiamo parlando della vita e della salute delle persone».

Ecco, questa frase esprime non tanto il peggio dell’Europa, ma il peggio dello statalismo (e quindi riguarda anche il Regno Unito).

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Lockdown: se continui a cercare la logica dove non ce n’è alcuna, diventi matto

GIOVANNI BIRINDELLI, 27.11.2020

«Il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come parlare, scegliere il coniuge, indossare un tipo determinato di abbigliamento, viaggiare – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti» (Bruno Leoni). Quando Leoni scriveva queste parole forse non immaginava che dopo appena sessant’anni gran parte di queste astensioni dall’interferenza dello stato in alcuni ambiti dell’attività individuale generalmente visti come intoccabili sarebbero venute meno. A parte la scelta del coniuge (rimpiazzata però dall’attività del respiro) oggi lo stato interferisce in tutte le attività elencate da Leoni.

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Is the ‘Balmoral test’ compatible with the rules of hospitality?

According to the Netflix series The Crown, there is an informal ‘Balmoral test’ which guests of the Royal family, when invited at their Scottish country house, are expected to pass. This ‘test’ is a lot about wearing the right clothes, enjoying the right activities and doing the right things in different particular situations.

Apparently, the then prime minister Margaret Thatcher, by joining the hosts at 6 pm dressed up for dinner while everyone else was dressed informally for the drinks, has dramatically failed the ‘test’. While Mrs. Thatcher’s ‘failure’ is probable (after all she came from a different background: less privileged and more free-market oriented), it is quite unlikely that she failed it in that way.

British newspapers are currently filled with quiz-articles asking readers if they would pass the ‘Balmoral test’.

A ‘Balmoral test’ surely exists in one form or another, and not only in the Scottish residence of the Queen. Most importantly, it exists in the minds and even in the instincts of many individuals. And I venture to say that the more elevated individuals are in their own field (whether it is aristocratic background or bitcoin expertise; alpinism or sailing; etc.) the more they will tend to impose the ‘Balmoral test’ on their guests.

But is this test (or rather its more or less explicit disclosure to the guest) compatible with the rules of hospitality?

First of all, what kind of rules are these?

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Le uniche azioni altruiste sono quelle che si fanno sotto coercizione (p. es. pagare le imposte)

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.11.2020

I termini “individualista”, “egoista” e “altruista” vengono comunemente usati per indicare delle qualità di persone. Si dice cioè che una persona è “altruista”, “individualista” o “egoista”. Dal che segue che se una persona è egoista, per esempio, per definizione non può essere altruista. 

Tuttavia, questo uso delle parole mi sembra scorretto. Non sono infatti le persone che possono essere qualificate come “individualiste”, “egoiste” o “altruiste” ma solo le loro azioni. E ogni giorno ogni persona compie sia azioni individualiste, che azioni egoiste che (purtroppo) azioni altruiste.

Quello che distingue questo tipo di azioni sono le loro conseguenze intenzionali (come noto, le conseguenze inintenzionali delle azioni possono essere largamente predominanti nel processo economico, ma qui non discutiamo di questo aspetto):

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“Piove, governo ladro” vs. “C’è il Covid, azienda omicida”

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.10.2020

Covid e lavoro, il contagio in azienda è infortunio: le conseguenze. L’impresa rischia processo penale e risarcimento. Se per il lavoratore dovesse sopraggiungere il decesso, si ipotizza il reato di omicidio colposo” (corriere.it).

La frase “piove, governo ladro” è stata inventata per deridere i petulanti: quella particolare categoria di statalisti che, essendo incapaci perfino di concepire il concetto di iniziativa e responsabilità individuali, addossano al governo la responsabilità di qualsivoglia problema. I petulanti sono spesso gli statalisti perdenti: quelli che non sono riusciti a raccattare nemmeno le briciole del continuo banchetto pagato dallo stato col denaro estorto a chi produce e vende. L’elemento derisorio della frase sta naturalmente nel fatto che il governo non ha potere sulla pioggia (anche se oggi pensa di poterlo avere sulla temperatura del pianeta). 

A prima vista, si potrebbe pensare che la frase “c’è il Covid, azienda omicida”, che riassume abbastanza bene quello che deve pensare chi ha reso possibile la situazione descritta nel titolo del Corriere, sia equivalente alla frase “piove, governo ladro”. Dopo tutto, l’azienda in quanto tale non ha più potere sul Covid di quanto il governo ne abbia sulla pioggia.

Tuttavia, fra le due frasi esistono differenze sostanziali. 

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Una corte di Cassazione senza etica accusa Tiziano Ferro di esserlo

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.10.2020 (aggiornato 10.10.2020)

«Evasione fiscale, la Cassazione contro Tiziano Ferro: “Chi è famoso deve avere più etica”» titola ilsole24ore.com. «La Suprema corte ricorda che, per i personaggi pubblici, è più stringente il dovere di comportarsi eticamente. … Per i giudici di legittimità Tiziano Ferro ha un elevato livello economico e culturale, è certamente un personaggio famoso nel mondo della musica e dunque in possesso «degli strumenti necessari per valutare la giustezza di un determinato comportamento». E la Cassazione non manca di ammonire i personaggi pubblici le cui azioni sono sotto gli occhi di tutti, circostanza che impone il dovere di una condotta più etica, rispetto ad altri contribuenti». 

In questo articolo, ricorrendo al metodo della logica (che è un metodo terzo, oggettivo e indipendentemente verificabile – “falsificabile” nelle parole di Karl Popper) dimostrerò che, nel suo accusare Tiziano Ferro di essere senza etica, la Cassazione dimostra di esserlo (senza etica). 

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