Bitcoin e “teoria quantitativa” della moneta

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.6.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde.eu)

 

In un recente articolo[1], Gerardo Coco fa un’analisi economica delle criptovalute (come Bitcoin ad esempio). L’Autore si chiede se «impulsi magnetici, ossia “non cose” possano costituire il fondamento di un sistema monetario di un’economia complessa». La risposta che dà nell’articolo è “No”. Personalmente non condivido quest’analisi. In questo articolo provo a spiegare perché. Continue reading

Il “diritto alla reputazione” non esiste. Qualcuno lo spieghi a Equitalia

GIOVANNI BIRINDELLI, 28.6.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

[…] La ragione fondamentale per cui in generale la diffamazione, sebbene sia spesso illegale, non è mai illegittima, è che il ‘diritto’ alla reputazione non esiste: la sua esistenza infatti presupporrebbe un diritto di proprietà, da parte di alcuni soggetti, sul pensiero di altre persone e quindi una violazione del diritto di proprietà.

[…] Quando un ‘servizio’ è imposto con la forza, la reputazione non ha alcun effetto sull’attività economica di chi lo produce.

[…] Parlare di reputazione […] in assenza di libertà di espressione è come parlare di valore economico in assenza di libero mercato.

[…] Sebbene nell’immaginario popolare la Costituzione venga vista come un limite all’arbitrarietà del potere politico, in un sistema giuspositivo essa ne è, al contrario, lo strumento supremo. […] Essa può essere utilizzata come copertura, nel senso che può includere una particolare declinazione del principio di non aggressione (il principio della libertà di parola, per esempio) e lasciare alla ‘legge ordinaria’ (cioè alla ‘legge’ positiva o fiat) il compito di definire le eccezioni, come ad esempio i ‘reati’ di opinione.

[…] Allo stesso modo in cui non esiste alcuna ‘terza via’ fra socialismo e libero mercato, così non esiste alcuna ‘terza via’ fra libertà di espressione e censura.

Articolo disponibile agli abbonati a MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/diritto-alla-reputazione-non-esiste-qualcuno-lo-spieghi-ad-equitalia/

Indottrinamento fiscale

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.5.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, MiglioVerde)

Il Sole 24 Ore: “[Per spiegare le tasse ai bambini] il professor Fichera distribuisce monete di cioccolato, in modo diseguale: cinque ad alcuni, dieci ad altri e ancora di più ad altri. Poi, tra il centinaio di bambini che ogni volta partecipano, alcuni vengono indicati come ‘governo’ e altri come ‘esattori’. E dovranno provvedere alle spese della comunità, tassando i compagni.
«I bambini discutono sul livello delle ‘tasse’, sulla necessità di esentare i più ‘poveri’, su quanto far pagare ai ‘ricchi’». E concetti come l’equità, la solidarietà, la progressività diventano… elementari.”
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L’Antitrust, Google e la concorrenza

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.4.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

[…] La concorrenza non è una situazione ma è quel processo attraverso il quale, nel rispetto della Legge intesa come limite non arbitrario a ogni potere coercitivo (e quindi come principio di non aggressione), emergono i più bravi, i più audaci, i più innovativi e/o i più fortunati.

[…] Lungi dall’essere una violazione della concorrenza, il monopolio e lo sfruttamento dei relativi vantaggi (il cosiddetto ‘abuso’ di posizione dominante), nei limiti in cui non è tale a seguito di un’azione coercitiva (come è nel caso del monopolio legale della moneta, per esempio), è espressione di concorrenza.

[…] Nel fatto che, mentre non ha nulla da ridire sul monopolio legale (e quindi anti-concorrenziale) del denaro da parte del sistema stato-banca centrale (o su quello della violenza da parte dello stato), l’Antitrust accusa Google di violare la concorrenza, sta tutta l’essenza delle istituzioni democratico-totalitarie.

 

L’articolo è disponibile agli abbonati del MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/viva-la-concorrenza-viva-labuso-posizione-dominante-google/

Una strategia per la libertà (versione integrale)

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.4.2016

(Pubblicazione originale in due parti: MiglioVerde, parte 1 e parte 2)

 

  1. Introduzione

Ci sono diversi sistemi istituzionali che sono realisticamente compatibili col paradigma della libertà:

  • assenza di stato (con servizi come la sicurezza assegnati ad agenzie private in competizione fra loro)[1];
  • comunità volontarie (per esempio con servizi come la sicurezza decisi e finanziati allo stesso modo in cui vengono finanziati i servizi di pulizia all’interno di un condominio)[2];
  • presenza di stato ma senza alcun monopolio legale e con tassazione volontaria (con servizi come la sicurezza offerti residualmente, se e ove possibile, in competizione con quelli offerti dal mercato)[3].

Queste soluzioni e forse altre ancora sono, per così dire, punti di arrivo, destinazioni più o meno compatibili col paradigma volontario della libertà. Il punto di partenza, oggi, è l’espressione più resistente e dilagante del paradigma coercitivo mai osservata nella storia dell’uomo: la democrazia totalitaria. Nel pensiero libertario, il problema teorico della ‘destinazione’ (cioè di quale sia concretamente il miglior sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà) ha ricevuto una discreta attenzione. Al contrario, il problema strategico di come passare dall’attuale forma di totalitarismo a uno qualsiasi dei sistemi istituzionali compatibili col paradigma della libertà, ha ricevuto e continua a ricevere molta meno attenzione. Come ricorda Murray Rothbard, «Queste sono due questioni totalmente separate: la questione di quale sia il nostro obiettivo ideale, e quella della strategia e della tattica per arrivare al nostro obiettivo partendo dal sistema attuale»[4]. E sulla seconda questione molto poco è stato detto: «L’elaborazione di una teoria sistematica della libertà è già di per sé una cosa abbastanza rara, ma l’esposizione di una teoria strategica per la libertà è stata di fatto inesistente[5]

Lo scopo di questo articolo è quello di discutere, non un possibile sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà, ma una possibile strategia per favorire una transizione verso di esso, qualunque esso sia, a partire dalla situazione reale esistente di un paese fondato su un sistema giuridico puramente positivo. Continue reading

La prima guerra mondiale, ovvero il suicidio della civiltà liberale

GUGLIELMO PIOMBINI, 25.3.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

L’articolo è disponibile agli abbonati a MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/la-guerra-mondiale-ovvero-suicidio-della-civilta-liberale/

 

Il ruolo della bellezza nella scienza

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.3.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

 

  1. Introduzione

Nel senso comune del termine, la bellezza è un concetto puramente soggettivo (“non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace”). Ai fini di questo articolo, tuttavia, in relazione a una teoria scientifica userò il termine “bellezza” per indicare un insieme di caratteristiche oggettive fra cui, in particolare:

  1. la sua non-arbitrarietà,
  2. la sua coerenza (interna ed esterna),
  3. la sua eleganza (semplicità e basso numero delle sue leggi),
  4. la sua capacità di trovare unità nella diversità particolare dei fenomeni.

Nella Rivoluzione Copernicana, la bellezza ha svolto un ruolo fondamentale. Come vedremo, se oggi possiamo andare in aeroplano, per dire, questo lo dobbiamo anche al ruolo che la ricerca della bellezza ha svolto nelle scienze naturali e, in particolare, in astronomia. Io credo che la ricerca della bellezza svolga un ruolo simile anche nelle scienze sociali e, in particolare, in filosofia politica e in economia. Continue reading

Il ruolo della bellezza nella scienza

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.3.16

(Pubblicazione originale: MiglioVerde col titolo: “Contro l’orrore del socialismo, la bellezza estetica della libertà”)

L’articolo è disponibile agli abbonati di MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/contro-lorrore-del-socialismo-la-bellezza-estetica-della-liberta-e-della-legge/

Riporto qui in basso un commento di Guglielmo Piombini che, con un’eleganza, una chiarezza e una sintesi che a me sono mancate nell’articolo, ne riassume il concetto essenziale:

Giovanni Birindelli ha fatto un bel regalo pasquale agli abbonati del Miglioverde con un altro dei suoi acutissimi saggi.

Nella ricerca scientifica, spiega Birindelli, verità e bellezza vanno a braccetto. La teoria più vicina alla realtà è sempre quella più elegante, coerente, affascinante. Questo vale per le scienze naturali (es. l’astronomia) come per le scienze sociali (es. il diritto o l’economia).

Cosa c’è, ad esempio, di più bello ed elegante della teoria che spiega il funzionamento spontaneo dell’ordine di mercato attraverso i prezzi o l’incontro della domanda e dell’offerta? E cosa c’è di più rozzo e primitivo della visione socialista, secondo cui l’economia funziona sulla base dei comandi e degli ordini di un gruppo di persone poste al vertice della società, mentre tutti gli altri eseguono?

Anche la mia esperienza universitaria alla facoltà di legge conferma quanto ha scritto Birindelli.

Le materie che avevano a che fare con la legge fiat (diritto amministrativo, diritto del lavoro, legislazione urbanistica, ambientale, comunitaria, ecc.) erano infatti di una bruttezza estrema, e studiarle era penoso: bisognava imparare migliaia di norme incomprensibili e contraddittorie partorite a getto continuo dagli organi legislativi sulla base delle pressioni politiche del momento.

Come si poteva chiamare “diritto” una spazzatura simile?

Molto più affascinanti erano i testi che parlavano della Legge, cioè di quei principi giuridici millenari che avevano superato la prova del tempo, come il diritto privato, il diritto civile, il diritto romano, il diritto comune.

Ciò che è vero è anche bello e attraente; ciò che è falso è anche esteticamente orrendo.

Gli investimenti pubblici non esistono

GIOVANNI BIRINDELLI, 6.3.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

[…] Gli investimenti pubblici non esistono: con questo termine gli statalisti si riferiscono, di solito inconsapevolmente, alla spesa pubblica […] e [questa,] sotto l’aspetto del valore economico, appartiene alla stessa categoria concettuale dell’atto vandalico di rompere una finestra. Un’obiezione comune a questa conclusione è che nessuno, tranne eventualmente chi lo compie, trae beneficio dall’atto vandalico. Viceversa, molti possono trarre vantaggio dalla spesa pubblica. […] questa obiezione […] esprime una confusione piuttosto diffusa fra valore economico e beneficio. […]

L’articolo è disponibile agli abbonati del MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/gli-investimenti-pubblici-non-esistono-solo-spesa-pubblica/

“Il problema dell’autorità politica” di Michael Huemer: recensione di Guglielmo Piombini

GUGLIELMO PIOMBINI, 1.3.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

“La condanna universale della tassazione, in quanto istituzione malvagia e degradante, potrebbe rappresentare una conquista di civiltà paragonabile al rifiuto della schiavitù” [E magari anche la condanna universale dell’impedimento del libero mercato nel settore del denaro, impedimento che consente la tassazione indiretta attraverso inflazione, n.d.r.]

Una bellissima recensione di Guglielmo Piombini del libro “Il problema dell’autorità politica. Un esame del diritto di obbligare e del dovere di obbedire” di Michael Huemer (Liberilibri).

L’articolo è disponibile a questo link

Il libro è disponibile su www.libreriadelponte.com