Protectionism (2019)

Slides of the lectures on the subject of protectionism given at the Course in Economic Geography (Prof. A. Vitale) LLM in Sustainable Development, Faculty of Law, University of Milan.

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Main changes from previous version (2018) include:

  • added section on the structure of thought (section: Introduction)
  • added section with data on new protectionist measures by US (global), between US and China, and between the US and the EU (section: 4.b)
  • added section on ‘free trade’ areas (section 4.h)
  • general revision and update

Unabomber, la ‘decrescita felice’ e l’ambientalismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 2.12.2018

Il bel film Manhunt: Unabomber (Netflix, 2017) è basato sulla storia vera di Theodore Kaczynski, un matematico straordinariamente intelligente in diversi campi (e ordinariamente stupido nel campo delle scienze sociali) che, avendo sviluppato una sorta di ‘filosofia’ della ‘decrescita felice’ secondo la quale l’industrializzazione capitalista rende l’uomo schiavo e distrugge la natura, vive da eremita in un bosco. Per far ascoltare le sue idee, spedisce bombe per posta a persone-simbolo. Ottiene col ricatto la pubblicazione, da parte di un grande quotidiano nazionale, della sua ‘teoria sociale’ che vorrebbe fosse imposta a (o accolta da) tutti e che prevede il ritorno a una sorta di condizione pre-industriale. Questa pubblicazione è in realtà una trappola tesa dell’agente dell’FBI James Fitzgerlad, che nelle sue indagini ricorre a tecniche di linguistica comparativa mai usate prima grazie alle quali riuscirà a catturare Kaczynski. Fitzgerlad è l’eroe buono che tuttavia condivide la ‘filosofia’ della sua preda.

Questo è un aspetto interessante: la tesi della ‘decrescita felice’ viene esplicitamente difesa nel film. Quello che viene condannato è naturalmente il modo in cui questo messaggio è stato diffuso da Kaczynski, non il messaggio in sé, che al contrario sembra essere condiviso dagli autori. Anche se etichettato come ‘puerile’ e ‘dilettantesco’ da alcuni personaggi negativi, infatti, questo messaggio è condiviso esplicitamente dall’eroe buono e dagli altri personaggi positivi.

In effetti, questo messaggio oggi (e da qualche tempo) è molto di moda. Il pregiudizio positivo per il cibo a “Km 0”, quello negativo per il cibo OGM, il divieto di lavorare la domenica, la diffusa ostilità nei confronti dei giganti della distribuzione (e di quella online in particolare), il divieto di Uber Pop a operare, le deliranti regolamentazioni edilizie, sono solo alcuni esempi di questo messaggio che in Occidente è vivo e vegeto fra i socialisti, specie quelli di ‘sinistra’, ambientalisti e ‘di protesta’, i radical-chic e i fricchettoni.

  1. L’immagine dell’incrocio deserto in cui un’automobile è ferma davanti al semaforo rosso

Il messaggio di Kaczynski è simbolizzato da un’immagine che ricorre più volte nel film e che è usata per l’ultima potente scena. L’immagine è quella di un incrocio deserto in cui un’automobile è ferma davanti al semaforo rosso. Dal punto di vista della ‘filosofia’ che il film vuole difendere, il conducente è costretto da quel semaforo (simbolo dell’industrializzazione capitalista) ad agire come se fosse una persona senza mente.

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Referendum “Trivelle”, crescita e ambiente

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.4.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Personalmente, non avendo una particolare empatia con la tirannia della maggioranza (e quindi con la ‘democrazia’ per com’è comunemente intesa) trovo che in un sistema giuspositivo il voto politico (elezioni, referendum, ecc.) sia in generale un atto criminale (tranne quando fosse diretto a demolire lo stesso positivismo giuridico a favore di regole generali valide per tutti, stato per primo ove ci fosse, allo stesso modo). Nel caso particolare del referendum sulle trivelle, inoltre, trovo che votare senza essere in grado di dare una propria coerente risposta alle questioni sollevate dall’ecologismo di mercato [1] sia come votare sulla migliore strategia di cura di un paziente senza aver mai studiato medicina. Continue reading

A vietare è capace qualunque imbecille

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.12.2015

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

“Il piano del governo per l’emergenza smog: limiti a riscaldamento e velocità delle auto”

A vietare, così come a tassare, è capace qualunque imbecille.
L’imbecille è capace di vedere la causa diretta del problema: l’automobile che emette gas di scarico. Non è capace di vederne la causa primaria: l’assenza di diritti di proprietà, in questo caso nelle strade e nell’aria. Continue reading