Il ruolo della bellezza nella scienza

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.3.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

 

  1. Introduzione

Nel senso comune del termine, la bellezza è un concetto puramente soggettivo (“non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace”). Ai fini di questo articolo, tuttavia, in relazione a una teoria scientifica userò il termine “bellezza” per indicare un insieme di caratteristiche oggettive fra cui, in particolare:

  1. la sua non-arbitrarietà,
  2. la sua coerenza (interna ed esterna),
  3. la sua eleganza (semplicità e basso numero delle sue leggi),
  4. la sua capacità di trovare unità nella diversità particolare dei fenomeni.

Nella Rivoluzione Copernicana, la bellezza ha svolto un ruolo fondamentale. Come vedremo, se oggi possiamo andare in aeroplano, per dire, questo lo dobbiamo anche al ruolo che la ricerca della bellezza ha svolto nelle scienze naturali e, in particolare, in astronomia. Io credo che la ricerca della bellezza svolga un ruolo simile anche nelle scienze sociali e, in particolare, in filosofia politica e in economia. Continue reading

Il ruolo della bellezza nella scienza

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.3.16

(Pubblicazione originale: MiglioVerde col titolo: “Contro l’orrore del socialismo, la bellezza estetica della libertà”)

L’articolo è disponibile agli abbonati di MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/contro-lorrore-del-socialismo-la-bellezza-estetica-della-liberta-e-della-legge/

Riporto qui in basso un commento di Guglielmo Piombini che, con un’eleganza, una chiarezza e una sintesi che a me sono mancate nell’articolo, ne riassume il concetto essenziale:

Giovanni Birindelli ha fatto un bel regalo pasquale agli abbonati del Miglioverde con un altro dei suoi acutissimi saggi.

Nella ricerca scientifica, spiega Birindelli, verità e bellezza vanno a braccetto. La teoria più vicina alla realtà è sempre quella più elegante, coerente, affascinante. Questo vale per le scienze naturali (es. l’astronomia) come per le scienze sociali (es. il diritto o l’economia).

Cosa c’è, ad esempio, di più bello ed elegante della teoria che spiega il funzionamento spontaneo dell’ordine di mercato attraverso i prezzi o l’incontro della domanda e dell’offerta? E cosa c’è di più rozzo e primitivo della visione socialista, secondo cui l’economia funziona sulla base dei comandi e degli ordini di un gruppo di persone poste al vertice della società, mentre tutti gli altri eseguono?

Anche la mia esperienza universitaria alla facoltà di legge conferma quanto ha scritto Birindelli.

Le materie che avevano a che fare con la legge fiat (diritto amministrativo, diritto del lavoro, legislazione urbanistica, ambientale, comunitaria, ecc.) erano infatti di una bruttezza estrema, e studiarle era penoso: bisognava imparare migliaia di norme incomprensibili e contraddittorie partorite a getto continuo dagli organi legislativi sulla base delle pressioni politiche del momento.

Come si poteva chiamare “diritto” una spazzatura simile?

Molto più affascinanti erano i testi che parlavano della Legge, cioè di quei principi giuridici millenari che avevano superato la prova del tempo, come il diritto privato, il diritto civile, il diritto romano, il diritto comune.

Ciò che è vero è anche bello e attraente; ciò che è falso è anche esteticamente orrendo.

La mentalità anti-scientifica

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.8.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

 

L’approccio anti-scientifico ha diverse caratteristiche tipiche: una di queste è quella di fare appello a (e di considerare inviolabile) il “consenso acquisito”; un “consenso acquisito” che oggi, tra l’altro, nel caso delle scienze sociali, viene fabbricato dal potere politico con una catena di montaggio di cui le università e i media mainstream sono solo alcuni degli anelli. Questa caratteristica è tipicamente anti-scientifica perché, senza mettere continuamente e coerentemente in discussione il consenso acquisito, la scienza sarebbe ancora all’età della pietra, e noi con lei. Continue reading

Money and the Law

GIOVANNI BIRINDELLI (26.1.2013)

(Original Italian publication: Movimento Libertario, L’Indipendenza)

The modern (or totalitarian) State is founded on two frauds: the fraud of law and the fraud of money. The wielders of political power have replaced the law and money with things they called by the same name but which have nothing at all to do with them. These two frauds paved the way for totalitarianism, both the ‘old’ (nazism, fascism, communism) and the ‘new’ (contemporary social democracy). They have destroyed the market economy and created long-term economic decline, all for the benefit of those in power (the so-called political caste) and, in the short term, of those who allowed the caste to buy them off (with money expropriated from others) in order to obtain specific privileges.

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“Fermare il declino”? Il manifesto di Giannino contribuisce a rafforzarlo

GIOVANNI BIRINDELLI, 3 August 2012

(Original publication: L’Indipendenza)

Grande stima per Oscar Giannino, quasi quanto la delusione per il suo Manifesto politico. Un’altra (grande) occasione sprecata. Se lo scopo del Manifesto del giornalista e degli altri che hanno contribuito a produrlo è prendere voti per avere voce in parlamento e riempire in qualche misura quel vuoto che si è creato nell’area politica moderata, io credo che esso potrebbe avere ragionevoli possibilità di successo, non solo per i demeriti dei competitors ma questa volta anche per i meriti e la credibilità di alcuni di coloro che lo propongono, e in particolare di Giannino (e questa è già una novità). Ma se lo scopo dei dieci punti programmatici del manifesto è, come essi affermano che sia, “fermare il declino dell’Italia”, tranquilli: non c’è nessuna possibilità che questo scopo venga raggiunto. Il declino dell’Italia (e più in generale, seppure in forme e gradi diversi, dell’Europa e in particolare dell’Europa continentale) ha una causa ben precisa la quale non viene minimamente nemmeno sfiorata dal Manifesto di Giannino. Continue reading