Zappare la terra può forse aiutare qualcuno a capire il ruolo svolto dal tempo nel processo economico e in quello di formazione della Legge

GIOVANNI BIRINDELLI, 6.9.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

“Mi ricordo una conversazione con un vecchio che coltivava alberi, nel mio paese. Io gli chiesi di vendermi un grande albero per il mio giardino. Egli rispose: «tutti oggi vogliono grandi alberi. Li vogliono subito, senza curarsi del fatto che gli alberi crescono lentamente e ci vogliono tempo e fatica per farli crescere. Tutti oggi hanno fretta» concluse amaramente «e non so perché». Keynes avrebbe potuto spiegarglielo: la gente pensa che a lungo termine sarà morta”. [Bruno Leoni  *]

Piantare e crescere alberi (e in misura minore un orto) forse potrebbe aiutare qualcuno a sentire, prima ancora che a comprendere, il concetto del tempo nel processo economico (così come in quello della formazione della Legge) e quindi a capire la Scuola Austriaca di economia (la scienza economica) e, se si può usare questa parola, l’anima del pensiero libertario. Continue reading

Referendum “Trivelle”, crescita e ambiente

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.4.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Personalmente, non avendo una particolare empatia con la tirannia della maggioranza (e quindi con la ‘democrazia’ per com’è comunemente intesa) trovo che in un sistema giuspositivo il voto politico (elezioni, referendum, ecc.) sia in generale un atto criminale (tranne quando fosse diretto a demolire lo stesso positivismo giuridico a favore di regole generali valide per tutti, stato per primo ove ci fosse, allo stesso modo). Nel caso particolare del referendum sulle trivelle, inoltre, trovo che votare senza essere in grado di dare una propria coerente risposta alle questioni sollevate dall’ecologismo di mercato [1] sia come votare sulla migliore strategia di cura di un paziente senza aver mai studiato medicina. Continue reading

Expo di Milano: fiera dello statalismo. Expo di Londra: fiera della libertà

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.4.2015

(Pubblicazione originale: Miglioverde.eu – Aperta ai lettori non abbonati il 2.11.2015)

In un articolo dal titolo “La storia di Expo in 34 edizioni, dal 1851 ad oggi” il Corriere della Sera passa brevemente in rassegna le diverse edizioni delle maggiori esposizioni internazionali. La sensazione che si ha e che senza dubbio vuole essere trasmessa dal titolo di quell’articolo è che, a partire dalla grande esposizione del Crystal Palace di Londra del 1851, è stata creata una “scatola” il cui contenuto (che dovrebbe essere il meglio e quanto di più avanzato ogni paese ha da offrire) cambia da edizione a edizione, ma la scatola rimane sostanzialmente la stessa. Expo sarebbe l’ultima edizione di un evento nato appunto nel 1851.

Figuriamoci. Continue reading

Dalla presunzione fatale alla strada verso la schiavitù: l’euro e l’UE

FRANCESCO SIMONCELLI, 31.7.2015

(Pubblicazione originale: francescosimoncelli.blogspot.com)

Com’era prevedibile, e come avevo preannunciato in questo commento, la Grecia è stata infine salvata. Non c’è da sorprendersi. Il progetto europeo è qualcosa che riguarda fortemente una pianificazione centralizzata dell’economia su scala extra-nazionale, ed è stato impiegato troppo capitale materiale e temporale affinché venisse portato alla luce. Il progetto europeo doveva essere il fiore all’occhiello del NWO, invece si sta trasformando in un incubo per le persone sottomesse ai suoi dettami e un misero fallimento per gli eurocrati che ancora ci credono. A questo proposito, quindi, si farà di tutto per tenere in piedi questa farsa. Il prezzo non è qualcosa che preoccupa i pianificatori centrali, non saranno loro a pagarlo. Sarà, come la solito, scaricato sui contribuenti. Se volete un assaggio, vi basta guardare al Giappone. Esatto, questo è il paziente zero; se si vuole sapere dove finirà l’occidente basta guardare alla colonia di vecchi ultra-indebitata del sol levante, dove il continuo interventismo centrale sta ammazzando ciò che resta di onesto nell’economia nipponica. Continue reading

Crescita strutturale e ripresa ciclica

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

… La ripresa ciclica è dunque un fenomeno opposto a quello della crescita strutturale. Quest’ultima è il momento in cui, grazie al coordinamento fra risparmi e investimenti svolto dal tasso d’interesse, si ha creazione di ricchezza. La ripresa ciclica è al contrario la fase in cui, a causa del fatto che l’espansione artificiale del credito impedisce al tasso d’interesse di svolgere la sua funzione di coordinamento fra risparmi e investimenti, vengono fatti ulteriori investimenti economicamente insostenibili o malinvestments e quindi vengono gettate le basi per ulteriore distruzione di ricchezza. …

L’articolo è disponibile qui: http://www.miglioverde.eu/crescita-strutturale-e-ripresa-ciclica-laddove-regna-la-confusione/

Crescita strutturale e ripresa ciclica

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

Spesso (e non a caso) nei media mainstream viene fatta confusione fra “crescita” e “ripresa”. Esse vengono viste come se fossero la stessa cosa. In realtà sono due fenomeni opposti: la crescita produce ricchezza; la ripresa porta alla distruzione di ricchezza. Continue reading

Expo di Milano: fiera dello statalismo. Expo di Londra: fiera della libertà

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.4.2015

(Pubblicazione originale: Migliverde.eu)

In un articolo dal titolo “La storia di Expo in 34 edizioni, dal 1851 ad oggi” il Corriere della Sera passa brevemente in rassegna le diverse edizioni delle maggiori esposizioni internazionali. La sensazione che si ha e che senza dubbio vuole essere trasmessa dal titolo di quell’articolo è che, a partire dalla grande esposizione del Crystal Palace di Londra del 1851, è stata creata una “scatola” il cui contenuto (che dovrebbe essere il meglio e quanto di più avanzato ogni paese ha da offrire) cambia da edizione a edizione, ma la scatola rimane sostanzialmente la stessa. Expo sarebbe l’ultima edizione di un evento nato appunto nel 1851.

Figuriamoci. La grande esposizione di Londra del 1851 fu un evento interamente privato che non ricevette un solo centesimo di denaro cosiddetto “pubblico” (cioè estorto con la violenza ai legittimi proprietari mediante il prelievo fiscale). …

 

Il seguito dell’articolo qui: link

Draghi, la “crescita strutturale” e la “democrazia” totalitaria

GIOVANNI BIRINDELLI, 20.4.2015

(Pubblicazione originale Miglioverde.eu)

“Draghi ha ricordato che la politica monetaria può favorire la ripresa ciclica, ma non una crescita strutturale, che solo le riforme possono garantire” (ilsole24ore.com). Se “ripresa ciclica” si riferisce a “bolla”, sul primo punto Draghi ha ragione. Tuttavia egli ha tralasciato di ricordare un paio di cose.

La prima è che le distorsioni nella struttura produttiva create dalla “politica monetaria” (cioè dall’inflazione monetaria) allontanano e impediscono la crescita strutturale, cioè lavorano contro di essa. Questa è una cosa molto diversa dal “non poterla favorire”. La manipolazione monetaria e del credito non è neutra rispetto alla “crescita strutturale”. Tale manipolazione produce necessariamente, in primo luogo attraverso un tasso d’interesse artificialmente basso (e quindi segnali sbagliati agli agenti economici), un orientamento della struttura produttiva in una direzione diversa da quella dei beni e servizi maggiormente richiesti dal mercato. Le crisi cicliche e (quando si continua a confondere il male -l’interventismo, a partire da quello monetario- con la cura) le depressioni non sono altro che il tentativo del sistema di auto-curarsi dal male, cioè di ripulirsi da questi malinvestments prodotti dall’interventismo.

Il seguito dell’articolo qui: link

La prostituzione fa bene al Pil. E alla propaganda di stato.

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.7.2014

(Pubblicazione originale: Miglioverde.eu)

 

La notizia, di circa un mese e mezzo fa, è questa: a partire dal 2014 attività illegali (per quanto legittime) quali la prostituzione, la droga e il contrabbando (di sigarette e alcol) entreranno nel calcolo del cosiddetto Prodotto Interno Lordo (Pil).

Il fatto che gli uffici (pubblici) di statistica utilizzino gli indici da essi elaborati per truccare le carte a favore del loro padrone, lo stato totalitario, e quindi ai danni delle persone che questo opprime, è cosa arcinota a coloro che studiano l’economia (cioè la Scuola Austriaca di economia). L’esempio tipico è dato dalla manipolazione dell’indice dei prezzi al consumo […]. Tuttavia, la decisione di includere alcune attività illegali nel calcolo del Pil è un salto di qualità della propaganda statistica che ha sorpreso molti perfino fra coloro che studiano economia. Prima di discutere brevemente le implicazioni di questa decisione è necessario spendere due parole sul Pil. …

L’articolo si trova a questo indirizzo: http://www.miglioverde.eu/la-prostituzione-fa-bene-al-pil-e-alla-propaganda-di-stato/

Non è guardando alla Svizzera che riduciamo la coercizione che c’è in Italia

GIOVANNI BIRINDELLI, 17.6.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

In un interessante articolo, il bravo Guglielmo Piombini ha tessuto le lodi del sistema politico svizzero. Grazie anche alla decentralizzazione, a un ricorso ampio allo strumento referendario, alla competizione fiscale fra comuni e fra cantoni e a un’apertura resa necessaria dalle sue piccole dimensioni, in Svizzera il Leviatano è contenuto in uno spazio molto più ristretto di quanto lo sia in altri paesi europei (e in particolare nei più collettivisti fra questi come l’Italia). Di conseguenza, relativamente a questi paesi, i risultati economici della Svizzera sono naturalmente molto positivi.

Personalmente, tuttavia, pur riconoscendo tutti i vantaggi discussi da Piombini nel suo articolo, non considero la Svizzera una società libera. Nei limiti in cui l’obiettivo è ridurre il totalitarismo e avvicinarsi al proprio potenziale di crescita (e trascurando in questa sede per motivi di spazio la strategia del “votare con i piedi”), a mio parere è solo alla libertà che è necessario puntare, e a niente di meno. Questo non solo per motivi ideologici, ma anche per motivi strategici: nella loro astrattezza, gli ideali di libertà, se difesi in modo coerente, sono l’unica cosa che concretamente è in grado di contrastare la coercizione statale; e tanto maggiore è questa coercizione, tanto più fondamentale per ridurla è il ruolo giocato dagli ideali di libertà. Continue reading

La rivolta degli imbecilli contro il lusso

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.12.2013

(Original publication: Movimento Libertario)

Sabato scorso a Firenze c’è stato un “assedio al lusso” da parte di sedicenti “movimenti antagonisti”. Questi sono stati contrastati dalle forze dell’ordine al servizio dello stato e qualcuno potrebbe chiedersi perché. Infatti, se c’è un aspetto in cui la natura collettivista e totalitaria dello stato italiano si manifesta in modo lampante è proprio la persecuzione del “lusso”, la quale è implicita, tanto per fare un esempio, nella progressività fiscale prevista all’articolo 53 della costituzione. Continue reading

Tassare i “ricchi improduttivi” è la via migliore per la decrescita

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.6.2013

(Original publication: L’Indipendenza)

In un articolo apparso di recente su questo giornale Fabrizio Dal Col ha aderito alle tesi di coloro (Engel, Krugman, Stiglitz) che sostengono che per tornare a crescere occorra tassare maggiormente i “ricchi improduttivi … [quelli] che cercano la rendita”. Nei limiti in cui l’economia è lo studio dell’azione umana, questa tesi non solo non ha nessun fondamento economico ma è il modo migliore per proseguire lungo la via più diretta e sicura verso la catastrofe economica. Continue reading