Bitcoin non è la bolla ma l’ago

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.12.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Alan Greenspan è l’ex governatore della Banca centrale americana: quello che fino al 2006 ha prodotto un’espansione del denaro e del credito senza precedenti e quindi contribuito in modo determinante alla crisi del 2008. Un’espansione del denaro e del credito resa possibile dal monopolio legale del denaro fiat, cioè del pezzo di carta straccia il cui uso come mezzo di scambio è imposto alle persone con la forza delle armi.

Ebbene, in questi giorni Greenspan ha comparato bitcoin al “dollaro continentale”, la moneta infinitamente inflazionabile emessa da un’autorità centrale (il congresso continentale) nel 1775 e che perdette tutto il suo valore nel 1782. Greenspan sostiene che bitcoin avrà un destino simile perché “non è ancorata a un bene come ad esempio l’oro”. Continue reading

Bitcoin supera 10 mila dollari: non è una bolla

GIOVANNI BIRINDELLI, 29.11.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il termine ‘bolla’ indica un aumento non giustificato del prezzo di un asset che, in quanto tale, deve necessariamente correggere verso il basso nel lungo periodo.

Nel libero mercato, il prezzo di un asset è prodotto dalla domanda e dall’offerta: il prezzo di quell’asset sale se per esempio, a parità di offerta, la domanda sale.

Per capire se l’aumento del prezzo di un asset è ‘giustificato’ occorre andare a vedere cosa ha prodotto quella maggiore domanda. Continue reading

I fork sono belli, e possibili anche nei sistemi politici

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.11.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

A me personalmente SegWit2x non piace (soprattutto perché mi sembra favorire la centralizzazione di Bitcoin e indebolire la sua resistenza alla censura, che vedo come la sua anima); e non mi piace affatto il modo in cui questo fork è stato pianificato e verrà fatto (i tempi di attuazione troppo stretti e soprattutto l’assenza di replay protection sembrano violare regole non scritte il cui rispetto, dal mio punto di vista di non esperto, fa parte della condotta da gentleman nel campo delle crittovalute).

Tuttavia, il concetto di fork (“fork off and do your thing”: separati e fai la tua cosa, senza rompere le balle agli altri) lo trovo meraviglioso. Meraviglioso come una cosa assolutamente normale di cui, assuefatti a forme di collettivismo sempre più estreme, ci eravamo dimenticati o che pensavamo non fosse più possibile (soprattutto nel settore del denaro).

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La legittimità nell’illegalità è l’ambiente naturale di bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan (la banca che ha patteggiato 13 miliardi di dollari per lo scandalo dei subprime nel 2008), critica bitcoin e le crittomonete perché implicherebbero «la creazione di denaro e di valore dal nulla». Uno che ha le idee chiare su bitcoin, il denaro fiat, l’inflazione e la teoria del valore insomma…

Prosegue: «più grandi diventano le crittomonete [immagino intenda: “maggiore diventa il loro valore di mercato”] più i governi le faranno chiudere [immagino intenda: “più i governi le renderanno illegali”, dato che con le crittomonete non c’è nulla da chiudere]».

Bitcoin è nato per essere resistente alla censura. Cioè per resistere e anzi fiorire in una situazione in cui il suo utilizzo e possesso sono illegali. La legittimità nell’illegalità è il suo ambiente naturale. Il resto è tutto grasso che cola.

Se bitcoin non resistesse nel suo ambiente naturale, l’esperimento fallirebbe. Purtroppo, poche cose al mondo sono certe come il fatto che Dimon non conosce quello di cui parla.

Tuttavia, se guardiamo al Venezuela per esempio (ai cinesi diamogli tempo), quello che vediamo è che nei paesi dove bitcoin è illegale (che poi tendono a essere i paesi in cui il potere d’acquisto del denaro fiat diminuisce più rapidamente) il suo utilizzo è più diffuso, perché spesso è l’unico modo di difendersi dall’iperinflazione, dai prelievi forzosi, dall’ipertassazione, dalle Cipro passate e future.

Gli stati non possono combattere il protezionismo, essi sono il protezionismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.7.2017

(Pubblicazione originale: Miglioverde, qui con alcune modifiche)

 

Secondo il quotidiano La Stampa, la priorità del nuovo presidente francese Macron al G20 di Amburgo era «difendere le imprese europee, in particolare dall’avanzata degli investitori cinesi […] anche a costo di passare per protezionista, in un’epoca in cui proprio l’Europa punta il dito contro l’America di Trump per la sua chiusura».

Il vertice si è concluso col seguente comunicato: «Continueremo a combattere il protezionismo, incluse tutte le pratiche commerciali scorrette, e riconoscendo il ruolo delle difese commerciali legittime». Traduzione: continueremo a combattere il protezionismo, continuando a promuoverlo.

Quello del protezionismo è un caso singolare, che esprime meglio di altri la nevrosi degli statalisti e la loro impermeabilità alla logica (quindi anche alla scienza economica), entrambe osservabili nel comunicato del vertice in perfetto burocratese. Continue reading

Bitcoin: la corazza del libero mercato nel settore del denaro

GIOVANNI BIRINDELLI, 4.3.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Intervento al convegno: “Bitcoin e Blockchain: il mondo parallelo” – Brescia, 4.3.2017

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1. Introduzione

In un recente, bellissimo articolo su Miglioverde, Guglielmo Piombini ha narrato la storia dei contadini cinesi che, negli anni ’60 del secolo scorso, segretamente crearono un sistema di mercato all’interno del sistema comunista in cui erano costretti a vivere. Piombini ha messo in evidenza che «Gli agricoltori non sfidarono apertamente le autorità, ma crearono dal basso un sistema migliore di quello esistente, e alla fine vinsero. Senza saperlo, applicarono alla perfezione il suggerimento di Buckminster Fuller [che è stato ripreso nella locandina di questo evento]: ‘Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà esistente obsoleta’».

Questo è esattamente quello che ha fatto Satoshi Nakamoto, chiunque egli sia, inventando Bitcoin. Egli non ha combattuto la realtà esistente (e vedremo oltre che i sistemi monetari esistenti sono disastrosi e perché). Ha costruito un modello nuovo, non conflittuale (anzi, anti-conflittuale: come lo è il mercato), che sta rendendo la realtà esistente obsoleta.

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Bitcoin dà fastidio a chi non vuole che le persone possano scegliere

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.2.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore: “Bitcoin, il riciclaggio invisibile di mafie e terrorismo internazionale. […] «Le valute virtuali e i bitcoin in particolare […] forniscono un nuovo e potente strumento per i criminali, terroristi, finanzieri ed evasori, consentendo loro di far circolare e conservare fondi illeciti, fuori dalla portata del diritto»”.

 

Sorvoliamo sul fatto banale che seguendo lo stesso ragionamento uno dovrebbe impedire l’uso di telefoni, di computer, di automobili, ecc.; e cioè sul fatto che il crimine sta nell’azione aggressiva, non negli strumenti utilizzati.

Se l’autore dell’articolo capisse cosa è Bitcoin, sapesse cosa è il denaro e cosa è la Legge, capirebbe che ciò che si trova “fuori dalla portata del diritto” è il denaro fiat e il monopolio legale dello stesso da parte delle banche centrali (oltre che naturalmente la tassazione), non Bitcoin. Continue reading

MPS e i sognatori

GIOVANNI BIRINDELLI, 28.12.2016

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

 

In un articolo dal titolo “Mps, come difendere i risparmi” pubblicato sul quotidiano La Stampa si legge: “L’intervento di Stato è una buona notizia per i risparmiatori perché in questo modo vengono evitati i meccanismi di bail-in (salvataggio interno) e di conseguenza non vengono intaccati i depositi e i conti correnti.”

Da queste righe si deduce che la categoria dei risparmiatori coinciderebbe con quella di coloro che hanno scelto di avere il proprio conto corrente presso MPS o di investire in bond subordinati e/o azioni della banca senese. Per fortuna, nonostante le elementari assurdità diffuse dalla propaganda statalista, la categoria dei risparmiatori (e più in generale quella degli speculatori) non coincide con quella dei clienti della banca Montepaschi (e quest’ultima categoria è inclusa in quella di coloro che subiscono l’imposizione fiscale). Continue reading

Indipendenza, denaro e credito. Un saggio di Giovanni Birindelli su moneta e libertà

CARLO LOTTIERI, 19.12.2016

(Pubblicazione originale: Switzerland Institute in Venice)

Con questo corposo articolo dal titolo «Indipendenza, denaro e credito» Giovanni Birindelli invita alla riflessione quanti in Veneto (e non solo) sono impegnati nel favorire un processo di disgregazione dello Stato nazionale italiano. In particolare, egli richiama l’attenzione sulle questioni di ordine morale e di ordine economico che sono sottese a un sistema monetario basato su una valuta fiduciaria (fiat money), senza copertura in oro e offerta in maniera monopolistica.

Quanti auspicano che la fine del nazionalismo italiano (dalla monarchia sabauda al fascismo, alla socialdemocrazia assistenziale) possa portare a un ordine basato su diritto e libertà devono evitare di ripetere gli errori del passato entro il nuovo quadro che potrebbe venire a creare.

La società veneta, allora, non ha bisogno di sostituire un monopolio monetario con un altro, ma deve invece lasciare che gli strumenti degli scambi emergano dalle libere scelte degli attori economici: i quali devono potere essere liberi di utilizzare le monete attuali (euro, dollaro, franco svizzero, ecc.), usare altri mezzi (bitcoin, oro, ecc.) e dare vita a nuove monete alternative (se esse verranno accettate dai consumatori).

Indipendenza, denaro e credito

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.12.2016

(Pubblicazione originale: Switzerland Institute in Venice – Quaderno n. 9)

 

Switzerland Institute in Venice

 

1. Introduzione. 2. Sistema monetario e del credito: tre concetti base (Il tasso d’interesse. – Il denaro. – La differenza fra deposito e prestito). 3. Il libero mercato nel settore del denaro e del credito (Cenni generali. – Maggiore crescita da abbassamento delle preferenze temporali). 4. L’espansione artificiale del denaro e del credito (Come avviene. – Gli effetti: il ciclo economico). 5. Scienza economica, metodologia ed “esilio”. 6. L’ambiente giuridico del libero mercato (La conservazione nel tempo del libero mercato. – Il problema strategico della transizione). 7. Conclusioni: autodeterminazione, denaro e credito.

Ansel Lindner su cosa è una blockchain

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.12.2016

Su segnalazione di Giacomo Zucco, pubblico una traduzione in italiano di alcuni punti che ritengo essenziali di un articolo di Ansel Lindner (la cui versione originale in inglese può essere trovata qui: http://bitcoinandmarkets.com/blockchain-rules-of-thumb/ ). In questo scritto, Lindner spiega in modo estremamente chiaro cosa è una blockchain, quali sono i suoi punti di forza e i suoi limiti. Cosa fa bene e cosa fa male. A seguito della lettura di questo articolo, devo correggere alcuni passaggi di un paio di miei articoli, in cui affermavo che una crittomoneta ancorata all’oro fisico potrebbe essere uno scenario sostenibile. Continue reading

Quale è il nesso tra Truffone monetario e Truffone politico?

Seconda parte dell’intervista di Francesco Carbone a Giovanni Birindelli sul Podcast audio “Il Truffone”

http://iltruffone.com/12