La facile e rischiosa ironia de “Il Foglio”

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.11.2018

In un recente articolo, il quotidiano Il Foglio ironizza sul fatto che, durante una trasmissione televisiva, una tale Laura Castelli, sottosegretario all’economia «con un curriculum da ‘addetto sicurezza presso Stadio Comunale di Torino’, … ci [abbia] tenuto a spiegare lo spread a Padoan, ex direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale e capo economista dell’Ocse, docente di Economia nelle università di Roma, di Bruges e Varsavia, di Bruxelles, di Urbino, di La Plata e di Tokyo».

Ora, l’ironia del quotidiano si basa interamente sulla differenza di curriculum fra la Castelli e Padoan. Padoan ha ragione perché è ex direttore esecutivo per l’Italia bla bla bla…; la Castelli ha torto perché è addetto sicurezza presso lo Stadio Comunale di Torino.

Non è, quella de Il Foglio, una base solida per l’ironia. In questo caso, Padoan ha ragione e la Castelli torto per ragioni tecniche (la cui discussione è completamente assente dall’articolo), non per il prestigio del rispettivo curriculum.

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La nascita delle banche centrali

MURRAY N. ROTHBARD*

«La chiave per capire la storia inglese nei secoli XVII e XVIII sono le guerre perpetue in cui lo stato inglese era continuamente coinvolto. Le guerre implicavano spese finanziarie gigantesche per la Corona. Prima della comparsa delle banche centrali e del denaro statale cartaceo, ogni governo che non volesse tassare il paese per l’intero costo della guerra faceva affidamento su un corposo debito pubblico. Tuttavia, se il debito pubblico continua a crescere e le tasse non vengono aumentate, da qualche parte il denaro per pagare il pifferaio deve essere trovato.

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Video della conferenza “Liberi di scegliere” – Sessione I: “Bitcoin”

Video della conferenza LIBERI DI SCEGLIERE – Sessione 1: Bitcoin e Blockchain. Ci attende una rivoluzione? – Piacenza, 27-28 gennaio 2018

I video dell’intera conferenza sono disponibili a questo link (gli interventi di ciascun relatore possono essere selezionati facendo scorrere il pannello sulla destra dello schermo)

Gli interventi di Giovanni Birindelli sono i seguenti:

“Vollgeld”: la riedizione della “legge di Peel” (all’inverso)

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.6.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Dopodomani in Svizzera si vota per un referendum importante: se vincesse il “Si” (pare improbabile, purtroppo), in tutta la Svizzera verrebbe impedito alle banche commerciali di creare denaro dal nulla attraverso la riserva frazionaria. In altre parole, verrebbe loro impedito di prestare denaro depositato (sul quale cioè le persone mantengono la piena disponibilità). Questo sarebbe un primo passo nella direzione dei “tradizionali principi legali che governano il deposito di denaro” (*).

Tuttavia, rimarrebbero la banca centrale e la sua capacità di creare dal nulla, in regime di monopolio legale, denaro fiat di stato: “I sostenitori del referendum vogliono che le banche tengano il cento per cento dei depositi come riserva e che dunque cessino di creare denaro, compito quest’ultimo — dicono — esclusivo della Banca Nazionale Svizzera” (corriere.it).

L’improbabile approvazione di questa riforma sarebbe quindi una sorta di riedizione, all’inverso, dell’errore commesso dalla “legge di Peel” in Inghilterra nel 1844. Continue reading

“L’anarco-capitalismo” di Pierre Lemieux: commento alla recensione di Guglielmo Piombini

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.5.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Altro bellissimo articolo del mitico Guglielmo Piombini. Leggerlo oggi, nel giorno dell’incarico a un probabile presidente del consiglio dei ministri, ha su di me un effetto psicologicamente lenitivo e calmante. Quindi grazie anche per questo all’amico Guglielmo.

L’autore scrive che “un mutamento troppo rapido nella direzione dell’anarco-capitalismo, non accompagnato dalla persuasione, potrebbe essere controproducente”.

Sul fatto che un mutamento troppo rapido nella direzione dell’anarco-capitalismo potrebbe essere controproducente, sono perfettamente d’accordo con Guglielmo, per le ragioni che lui ha ben sintetizzato.

Quello su cui sono più scettico è il fatto che la persuasione possa avere un benché minimo ruolo in questo cambiamento.

Infatti sono convinto che la persuasione (ma in particolare la persuasione dell’anarco-capitalismo) richieda la capacità di ragionare con la propria testa. Tuttavia, ho l’impressione che le persone che sono incapaci di ragionare con la loro testa (le cosiddette “masse”) siano e continueranno sempre di più a essere la stragrande maggioranza rispetto a coloro che sono capaci di farlo. In altri termini, sono convinto che la stragrande maggioranza delle persone sia e continui a essere profondamente stupida nel campo delle scienze sociali.

Questa tuttavia non è una ragione per essere pessimisti. Anzi. L’anarco-capitalismo in realtà già c’è, anche se per adesso in un unico settore (importantissimo): quello del denaro. La grande lezione di bitcoin, a mio parere, è stata quella di creare una graduale familiarità con l’anarco-capitalismo senza creare persuasione ma invece una struttura di incentivi.

Nella mia personale esperienza, il numero di persone che ieri non mettevano nemmeno in discussione l’assunto che potesse esistere una sola moneta e che questa dovesse essere quella di stato e che oggi (senza passare per la teoria monetaria della Scuola Austriaca) ridono di questo assunto, non si contano. Queste persone non sono persuase dell’anarco-capitalismo (anzi, molte di loro sono dichiaratamente ostili alla libertà). Tuttavia, grazie a bitcoin, nel settore monetario stanno cominciando ad avere familiarità con esso e ad apprezzarlo per ragioni puramente di interesse (non quindi intellettuali, di principio o economiche).

Bitcoin sta portando all’anarco-capitalismo in modo graduale. Tuttavia, questo non è il “gradualismo in teoria” di cui parlava William Lloyd Garrison (che si traduce in “perpetuità [dello statalismo] in pratica”); né è il “gradualismo in pratica” che segue un mutamento politico. Ma un gradualismo nuovo, che segue un processo di mercato che si affianca a quello politico e che rende quest’ultimo, nelle belle parole di Fuller che Guglielmo mi ha insegnato, “obsoleto”.

Marco Travaglio, libertà di espressione, libertà economica, denaro fiat, bitcoin, sussidi ai giornali e altro…

GIOVANNI BIRINDELLI, 15.4.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Mai avrei pensato che ci sarebbe stata un’occasione in cui sarei stato solidale con Marco Travaglio, che è stato condannato per un suo articolo dalla corte di Strasburgo, a cui si era appellato sulla base della libertà di espressione.

Al contrario di quello che in questo articolo (link) viene sostenuto e di quello che ha affermato la corte di Strasburgo, libertà di espressione vuol dire anche libertà di dire cose false, o di “sputtanare”. Ci penserà il libero mercato delle idee a selezionare la “verità” (se esiste, se è possibile conoscerla, nei limiti in cui lo è, ecc.), allo stesso modo in cui, senza l’intervento dello stato (e anzi oggi nonostante lo stato), il processo di libero mercato seleziona una buona moneta da una moneta cattiva, per esempio. Continue reading

“Il Truffone” – puntata 97 (ed errata corrige)

Terza intervista del podcast “Il Truffone” di Francesco Carbone a Giovanni Birindelli:

http://iltruffone.com/it097-i-3-privilegi-del-moderno-sistema-monetario-e-bancario-spiegati-e-messi-a-nudo-da-bitcoin/

ERRATA CORRIGE

Nel podcast faccio due volte riferimento al caso del “free-banking scozzese” citato da Murray Rothbard nel suo libro Il Mistero dell’Attività Bancaria.

Subito prima della pubblicazione del podcast, Francesco Carbone mi ha segnalato questo interessantissimo articolo di Rothbard che non avevo letto o non mi ricordavo di aver letto, dal titolo Il Mito del Free-Banking Scozzese, che Francesco ha segnalato anche nelle note della puntata.

In questo articolo, Rothbard corregge quello che lui stesso aveva scritto ne Il Mistero dell’Attività Bancaria a proposito del sistema bancario scozzese nel periodo XVIII- prima metà XIX secolo. Continue reading

Bitcoin tra Legge e Mercato: Video dell’incontro e diapositive dell’intervento di Giovanni Birindelli

  • Video dell’incontro Bitcoin tra Legge e mercato organizzato da Lodi Liberale, con Giovanni Birindelli, Alberto De Luigi, Lorenzo Maggi e Giacomo Zucco (Lodi, 6.3.2018):

 

Errata corrige:

1) nel video, alla diapositiva 28 c’è un errore: attualmente il block reward (la ricompensa in bitcoin per blocco registrato e verificato) è di 12,5 BTC, non di 25 BTC;

2) diapositiva 30: nel 2140 non sarà naturalmente l’ultimo blocco a essere minato ma l’ultimo bitcoin a essere ‘estratto’.

Nota: il video che durante la presentazione non partiva si può vedere cliccando sull’immagine della diapositiva nr. 23 oppure a questo link

 

  • Diapositive relative all’intervento di Giovanni Birindelli (versione online): aggiornato 18.3.2018:

 

 

  • Diapositive relative all’intervento di Giovanni Birindelli: versione .PDF (scaricabili): aggiornato 18.3.2018:

 

  • Diapositive presentazione G. Birindelli: "Bitcoin tra Legge e mercato" - Lodi, 6.3.2018
    Diapositive presentazione G. Birindelli: “Bitcoin tra Legge e mercato” – Lodi, 6.3.2018

Understanding bitcoin di Robert Murphy e Silas Barta

ADMIN

“Understanding Bitcoin, a Liberty Lover’s Guide to the Mechanics and Economics of Crypto-Currencies”: un bellissimo, piccolo libro in .pdf di Bob Murphy (economista della Scuola Austriaca) e Silas Barta (sviluppatore software) per chi vuole capire bitcoin partendo da zero con l’obiettivo di arrivare a un buon livello.

Copre sia la parte tecnica (dapprincipio ricorrendo a metafore per semplificare) che quella economica (da una prospettiva austriaca, naturalmente). Sfiora appena quella filosofica.

Il libro è online, gratuito e costantemente aggiornato. È possibile fare donazioni agli autori.

http://understandingbitcoin.us/

Bitcoin, legislazione e processo di emancipazione dallo stato

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.1.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Bruno Leoni scriveva che «Il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come parlare, scegliere il coniuge, indossare un tipo determinato di abbigliamento, viaggiare – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti»[1]. La ragione per cui nella lista Leoni non poteva includere “usare un tipo determinato di denaro” è che, all’epoca in cui scriveva, in questo campo lo stato non solo già da tempo interferiva nelle scelte individuali, ma già le vietava tout court.

E lo faceva senza che peraltro molti notassero che le ragioni di principio per le quali ognuno dovrebbe essere libero di usare il tipo particolare di denaro che preferisce sono esattamente le stesse di quelle per cui ognuno dovrebbe essere libero di indossare il tipo particolare di abbigliamento che preferisce. Queste ragioni hanno a che vedere col principio di autodeterminazione, che è l’altra faccia, quella positiva, del principio di non aggressione.

Tuttavia, le ragioni economiche per introdurre il libero mercato nel settore del denaro sono molto più forti rispetto a quelle per salvaguardarlo nel settore dell’abbigliamento. L’intervento statale nella produzione di vestiti produrrebbe seri danni economici settoriali. D’altro canto, la Scuola Austriaca di economia ha dimostrato col metodo adatto alla scienza economica che il monopolio legale del mezzo di scambio produce necessariamente crisi cicliche sistemiche.

Tuttavia, fino al 2009, non c’era alcuna strada realisticamente percorribile per difendere con successo il libero mercato nel settore del denaro. Nessuna delle due strade fino ad allora disponibili, infatti (e cioè la via politica e quella culturale), poteva riportare il denaro a casa.

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Bitcoin non è la bolla ma l’ago

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.12.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Alan Greenspan è l’ex governatore della Banca centrale americana: quello che fino al 2006 ha prodotto un’espansione del denaro e del credito senza precedenti e quindi contribuito in modo determinante alla crisi del 2008. Un’espansione del denaro e del credito resa possibile dal monopolio legale del denaro fiat, cioè del pezzo di carta straccia il cui uso come mezzo di scambio è imposto alle persone con la forza delle armi.

Ebbene, in questi giorni Greenspan ha comparato bitcoin al “dollaro continentale”, la moneta infinitamente inflazionabile emessa da un’autorità centrale (il congresso continentale) nel 1775 e che perdette tutto il suo valore nel 1782. Greenspan sostiene che bitcoin avrà un destino simile perché “non è ancorata a un bene come ad esempio l’oro”. Continue reading