Marco Travaglio, libertà di espressione, libertà economica, denaro fiat, bitcoin, sussidi ai giornali e altro…

GIOVANNI BIRINDELLI, 15.4.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Mai avrei pensato che ci sarebbe stata un’occasione in cui sarei stato solidale con Marco Travaglio, che è stato condannato per un suo articolo dalla corte di Strasburgo, a cui si era appellato sulla base della libertà di espressione.

Al contrario di quello che in questo articolo (link) viene sostenuto e di quello che ha affermato la corte di Strasburgo, libertà di espressione vuol dire anche libertà di dire cose false, o di “sputtanare”. Ci penserà il libero mercato delle idee a selezionare la “verità” (se esiste, se è possibile conoscerla, nei limiti in cui lo è, ecc.), allo stesso modo in cui, senza l’intervento dello stato (e anzi oggi nonostante lo stato), il processo di libero mercato seleziona una buona moneta da una moneta cattiva, per esempio. Continue reading

“Il Truffone” – puntata 97 (ed errata corrige)

Terza intervista del podcast “Il Truffone” di Francesco Carbone a Giovanni Birindelli:

http://iltruffone.com/it097-i-3-privilegi-del-moderno-sistema-monetario-e-bancario-spiegati-e-messi-a-nudo-da-bitcoin/

ERRATA CORRIGE

Nel podcast faccio due volte riferimento al caso del “free-banking scozzese” citato da Murray Rothbard nel suo libro Il Mistero dell’Attività Bancaria.

Subito prima della pubblicazione del podcast, Francesco Carbone mi ha segnalato questo interessantissimo articolo di Rothbard che non avevo letto o non mi ricordavo di aver letto, dal titolo Il Mito del Free-Banking Scozzese, che Francesco ha segnalato anche nelle note della puntata.

In questo articolo, Rothbard corregge quello che lui stesso aveva scritto ne Il Mistero dell’Attività Bancaria a proposito del sistema bancario scozzese nel periodo XVIII- prima metà XIX secolo. Continue reading

Bitcoin tra Legge e Mercato: Video dell’incontro e diapositive dell’intervento di Giovanni Birindelli

  • Video dell’incontro Bitcoin tra Legge e mercato organizzato da Lodi Liberale, con Giovanni Birindelli, Alberto De Luigi, Lorenzo Maggi e Giacomo Zucco (Lodi, 6.3.2018):

 

Errata corrige:

1) nel video, alla diapositiva 28 c’è un errore: attualmente il block reward (la ricompensa in bitcoin per blocco registrato e verificato) è di 12,5 BTC, non di 25 BTC;

2) diapositiva 30: nel 2140 non sarà naturalmente l’ultimo blocco a essere minato ma l’ultimo bitcoin a essere ‘estratto’.

Nota: il video che durante la presentazione non partiva si può vedere cliccando sull’immagine della diapositiva nr. 23 oppure a questo link

 

  • Diapositive relative all’intervento di Giovanni Birindelli (versione online): aggiornato 18.3.2018:

 

 

  • Diapositive relative all’intervento di Giovanni Birindelli: versione .PDF (scaricabili): aggiornato 18.3.2018:

 

  • Diapositive presentazione G. Birindelli: "Bitcoin tra Legge e mercato" - Lodi, 6.3.2018
    Diapositive presentazione G. Birindelli: “Bitcoin tra Legge e mercato” – Lodi, 6.3.2018

Understanding bitcoin di Robert Murphy e Silas Barta

ADMIN

“Understanding Bitcoin, a Liberty Lover’s Guide to the Mechanics and Economics of Crypto-Currencies”: un bellissimo, piccolo libro in .pdf di Bob Murphy (economista della Scuola Austriaca) e Silas Barta (sviluppatore software) per chi vuole capire bitcoin partendo da zero con l’obiettivo di arrivare a un buon livello.

Copre sia la parte tecnica (dapprincipio ricorrendo a metafore per semplificare) che quella economica (da una prospettiva austriaca, naturalmente). Sfiora appena quella filosofica.

Il libro è online, gratuito e costantemente aggiornato. È possibile fare donazioni agli autori.

http://understandingbitcoin.us/

Bitcoin, legislazione e processo di emancipazione dallo stato

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.1.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Bruno Leoni scriveva che «Il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come parlare, scegliere il coniuge, indossare un tipo determinato di abbigliamento, viaggiare – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti»[1]. La ragione per cui nella lista Leoni non poteva includere “usare un tipo determinato di denaro” è che, all’epoca in cui scriveva, in questo campo lo stato non solo già da tempo interferiva nelle scelte individuali, ma già le vietava tout court.

E lo faceva senza che peraltro molti notassero che le ragioni di principio per le quali ognuno dovrebbe essere libero di usare il tipo particolare di denaro che preferisce sono esattamente le stesse di quelle per cui ognuno dovrebbe essere libero di indossare il tipo particolare di abbigliamento che preferisce. Queste ragioni hanno a che vedere col principio di autodeterminazione, che è l’altra faccia, quella positiva, del principio di non aggressione.

Tuttavia, le ragioni economiche per introdurre il libero mercato nel settore del denaro sono molto più forti rispetto a quelle per salvaguardarlo nel settore dell’abbigliamento. L’intervento statale nella produzione di vestiti produrrebbe seri danni economici settoriali. D’altro canto, la Scuola Austriaca di economia ha dimostrato col metodo adatto alla scienza economica che il monopolio legale del mezzo di scambio produce necessariamente crisi cicliche sistemiche.

Tuttavia, fino al 2009, non c’era alcuna strada realisticamente percorribile per difendere con successo il libero mercato nel settore del denaro. Nessuna delle due strade fino ad allora disponibili, infatti (e cioè la via politica e quella culturale), poteva riportare il denaro a casa.

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Bitcoin non è la bolla ma l’ago

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.12.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Alan Greenspan è l’ex governatore della Banca centrale americana: quello che fino al 2006 ha prodotto un’espansione del denaro e del credito senza precedenti e quindi contribuito in modo determinante alla crisi del 2008. Un’espansione del denaro e del credito resa possibile dal monopolio legale del denaro fiat, cioè del pezzo di carta straccia il cui uso come mezzo di scambio è imposto alle persone con la forza delle armi.

Ebbene, in questi giorni Greenspan ha comparato bitcoin al “dollaro continentale”, la moneta infinitamente inflazionabile emessa da un’autorità centrale (il congresso continentale) nel 1775 e che perdette tutto il suo valore nel 1782. Greenspan sostiene che bitcoin avrà un destino simile perché “non è ancorata a un bene come ad esempio l’oro”. Continue reading

Bitcoin supera 10 mila dollari: non è una bolla

GIOVANNI BIRINDELLI, 29.11.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il termine ‘bolla’ indica un aumento non giustificato del prezzo di un asset che, in quanto tale, deve necessariamente correggere verso il basso nel lungo periodo.

Nel libero mercato, il prezzo di un asset è prodotto dalla domanda e dall’offerta: il prezzo di quell’asset sale se per esempio, a parità di offerta, la domanda sale.

Per capire se l’aumento del prezzo di un asset è ‘giustificato’ occorre andare a vedere cosa ha prodotto quella maggiore domanda. Continue reading

I fork sono belli, e possibili anche nei sistemi politici

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.11.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

A me personalmente SegWit2x non piace (soprattutto perché mi sembra favorire la centralizzazione di Bitcoin e indebolire la sua resistenza alla censura, che vedo come la sua anima); e non mi piace affatto il modo in cui questo fork è stato pianificato e verrà fatto (i tempi di attuazione troppo stretti e soprattutto l’assenza di replay protection sembrano violare regole non scritte il cui rispetto, dal mio punto di vista di non esperto, fa parte della condotta da gentleman nel campo delle crittovalute).

Tuttavia, il concetto di fork (“fork off and do your thing”: separati e fai la tua cosa, senza rompere le balle agli altri) lo trovo meraviglioso. Meraviglioso come una cosa assolutamente normale di cui, assuefatti a forme di collettivismo sempre più estreme, ci eravamo dimenticati o che pensavamo non fosse più possibile (soprattutto nel settore del denaro).

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La legittimità nell’illegalità è l’ambiente naturale di bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan (la banca che ha patteggiato 13 miliardi di dollari per lo scandalo dei subprime nel 2008), critica bitcoin e le crittomonete perché implicherebbero «la creazione di denaro e di valore dal nulla». Uno che ha le idee chiare su bitcoin, il denaro fiat, l’inflazione e la teoria del valore insomma…

Prosegue: «più grandi diventano le crittomonete [immagino intenda: “maggiore diventa il loro valore di mercato”] più i governi le faranno chiudere [immagino intenda: “più i governi le renderanno illegali”, dato che con le crittomonete non c’è nulla da chiudere]».

Bitcoin è nato per essere resistente alla censura. Cioè per resistere e anzi fiorire in una situazione in cui il suo utilizzo e possesso sono illegali. La legittimità nell’illegalità è il suo ambiente naturale. Il resto è tutto grasso che cola.

Se bitcoin non resistesse nel suo ambiente naturale, l’esperimento fallirebbe. Purtroppo, poche cose al mondo sono certe come il fatto che Dimon non conosce quello di cui parla.

Tuttavia, se guardiamo al Venezuela per esempio (ai cinesi diamogli tempo), quello che vediamo è che nei paesi dove bitcoin è illegale (che poi tendono a essere i paesi in cui il potere d’acquisto del denaro fiat diminuisce più rapidamente) il suo utilizzo è più diffuso, perché spesso è l’unico modo di difendersi dall’iperinflazione, dai prelievi forzosi, dall’ipertassazione, dalle Cipro passate e future.

Gli stati non possono combattere il protezionismo, essi sono il protezionismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.7.2017

(Pubblicazione originale: Miglioverde, qui con alcune modifiche)

 

Secondo il quotidiano La Stampa, la priorità del nuovo presidente francese Macron al G20 di Amburgo era «difendere le imprese europee, in particolare dall’avanzata degli investitori cinesi […] anche a costo di passare per protezionista, in un’epoca in cui proprio l’Europa punta il dito contro l’America di Trump per la sua chiusura».

Il vertice si è concluso col seguente comunicato: «Continueremo a combattere il protezionismo, incluse tutte le pratiche commerciali scorrette, e riconoscendo il ruolo delle difese commerciali legittime». Traduzione: continueremo a combattere il protezionismo, continuando a promuoverlo.

Quello del protezionismo è un caso singolare, che esprime meglio di altri la nevrosi degli statalisti e la loro impermeabilità alla logica (quindi anche alla scienza economica), entrambe osservabili nel comunicato del vertice in perfetto burocratese. Continue reading

Bitcoin: la corazza del libero mercato nel settore del denaro

GIOVANNI BIRINDELLI, 4.3.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Intervento al convegno: “Bitcoin e Blockchain: il mondo parallelo” – Brescia, 4.3.2017

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1. Introduzione

In un recente, bellissimo articolo su Miglioverde, Guglielmo Piombini ha narrato la storia dei contadini cinesi che, negli anni ’60 del secolo scorso, segretamente crearono un sistema di mercato all’interno del sistema comunista in cui erano costretti a vivere. Piombini ha messo in evidenza che «Gli agricoltori non sfidarono apertamente le autorità, ma crearono dal basso un sistema migliore di quello esistente, e alla fine vinsero. Senza saperlo, applicarono alla perfezione il suggerimento di Buckminster Fuller [che è stato ripreso nella locandina di questo evento]: ‘Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà esistente obsoleta’».

Questo è esattamente quello che ha fatto Satoshi Nakamoto, chiunque egli sia, inventando Bitcoin. Egli non ha combattuto la realtà esistente (e vedremo oltre che i sistemi monetari esistenti sono disastrosi e perché). Ha costruito un modello nuovo, non conflittuale (anzi, anti-conflittuale: come lo è il mercato), che sta rendendo la realtà esistente obsoleta.

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