L’ipocrisia complice dei radical-chic

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.2.2017

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

 

The New Yorker, il giornale-simbolo dei radical-chic americani, ha di recente pubblicato un articolo di George Prochnik titolato When It’s Too Late to Stop Fascism, According to Stefan Zweig (“Quando è troppo tardi per fermare il fascismo, secondo Stefan Zweig”).

Si tratta dell’ennesima espressione di quella particolare forma di ipocrisia contemporanea che ha trovato rinnovato vigore dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Un’altra manifestazione di questa ipocrisia è per esempio rappresentata dal discorso di Meryl Streep alla cerimonia per la consegna dei Golden Globe.

Per questa particolare forma di ipocrisia sarebbe necessario trovare un nome. In questo articolo, per incapacità di trovare termini migliori, la chiamerò “ipocrisia complice”.

L’ipocrisia complice ha alcune caratteristiche distintive. Continue reading

Idee di legge e isolamento intellettuale nella resistenza allo stato

Intervento di Giovanni Birindelli a Interlibertarians 2016 – Lugano (Svizzera), 20.11.2016

 

Buongiorno. Vorrei ringraziare Interlibertarians per questo invito e per lo sforzo davvero straordinario che quest’anno è stato fatto nell’organizzazione di questo evento. Grazie in particolare agli amici Rivo Cortonesi, Leonardo Facco e Giorgio Fidenato. È una grande gioia per me essere qui. Il titolo del mio intervento parla di solitudine intellettuale: ecco, oggi la solitudine è la fuori, non qua dentro.

In questo intervento discuterò il tema della resistenza allo stato sul piano delle idee astratte di libertà.

Da sole, le idee non bastano a migliorare le cose. Le idee di libertà non sono mai un mezzo per resistere concretamente allo stato. Il mezzo è sempre e solo il mercato.

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La privacy e le persone perbene

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.8.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, ripreso da Movimento Libertario col titolo “Lo stato odia la vostra privacy”)

lastampa.it: “La Francia mobilita l’Europa contro la cifratura delle app” (ma sicuramente farà rispettare con rigore le “leggi sulla privacy”…)

Ora, la crittografia su internet non è aggredibile dagli stati: solo quella “di superficie” lo è (cioè quella delle app utilizzate dalle masse, come WhatsApp). L’effetto di questa ulteriore aggressione della privacy sarà quindi un maggiore mercato per la crittografia seria: quella usata da chi tiene alla libertà e da chi l’aggredisce.

Di fatto, a utilizzare le app non crittografate rimarranno solo quelli che se ne fregano della libertà: le persone perbene che pensano: “leggano pure tutto quello che vogliono, non ho nulla da nascondere”.

Nelle parole di Edward Snowden: “Affermare che non t’importa del diritto alla privacy perché non hai nulla da nascondere non è diverso dall’affermare che non t’importa della libertà di parola perché non hai nulla da dire”.

In altre parole, come sempre, coloro che se ne ne fregano della libertà (le persone perbene) sono un danno per la libertà forse ancora maggiore di chi l’aggredisce (governanti, politici o terroristi, per esempio).

Law, Money, Banking and the Business Cycle

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.10.2015

(Original publication: Catallaxy Institute)

Giovanni Birindelli’s lecture at SRH HOCHSCHULE BERLIN, 23.10.2015

(high resolution here: Law, Money, Banking and the Business Cycle .pdf)

Glenn Greenwald and civil libertarians’ ‘double paradigm’ syndrome

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.6.2015 Publication in English: Mises Canada: https://mises.ca/posts/articles/glenn-greenwald-and-civil-libertarians-double-paradigm-syndrome/

Glenn Greenwald e le contraddizioni dei “civil libertarians”

GIOVANNI BIRINDELLI, 27.6.2015 (Pubblicazione originale in italiano: Movimento Libertario)

Coloro che danno valore alla privacy intesa come rispetto dei diritti di proprietà individuali, p. es. nelle proprie comunicazioni, saranno per sempre in debito con Edward Snowden. E anche coloro che oggi non danno alcun valore alla privacy sono in debito con lui. Snowden è il grande eroe del nostro tempo. In gran parte completamente da solo, ha difeso la privacy dalle sue violazioni da parte del sistema di stati più potenti della storia dell’uomo. Ha dato molto per farlo, ed era disposto a dare tutto. Continue reading

Della libertà di espressione (versione integrale)

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.2.2015

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario in 5 parti: 1, 2, 3, 4, 5 )

  

Parte 1: Introduzione 

 

Un imprenditore è stato multato un milione di euro perché ha detto che «evadere non è un reato grave». Un politico è stato condannato a sei mesi di reclusione per aver detto che Giorgio Napolitano, quando era presidente della repubblica (minuscole, soprattutto in questo caso, intenzionali), era «indegno». Anche un ragazzo monzese di 24 anni è stato denunciato per vilipendio del presidente della repubblica: su un sito aveva scritto frasi del tipo «Vergogna d’Italia». Un uomo è stato multato mille euro per aver detto che l’Italia è un «paese di merda» (se lo stato applicasse una multa di mille euro a tutti quelli, me incluso, che in un solo giorno pronunciano questa esatta frase per dire che l’Italia è uno stato che viola sistematicamente la libertà e che fa tutto ciò che è umanamente possibile per ridurre in miseria i sudditi che opprime, probabilmente riuscirebbe ad azzerare all’istante, e per un solo istante, l’intero debito pubblico). Beppe Grillo è stato indagato per istigazione dei militari a disobbedire alle “leggi” (cioè, in una situazione di positivismo giuridico come quella attuale, ai comandi arbitrari dell’autorità): in una lettera aperta chiedeva ai vertici di Polizia, Carabinieri ed Esercito di non schierarsi a protezione della classe politica italiana. Leonardo Facco è stato querelato da un pubblico ufficiale per aver osato criticare i vigili urbani. Erri de Luca è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere: aveva detto che «la Tav va sabotata». Questi sono solo alcuni dei casi più eclatanti del 2014 in cui delle persone sono state aggredite dallo stato per le loro parole. Chissà quante altre persone solo nell’ultimo anno sono state denunciate e/o condannate per quello che hanno detto, scritto o disegnato (in particolare contro il Dio stato, le sue agenzie e i suoi pubblici ufficiali). Continue reading

Lecture at Liberi Comuni d’Italia

GIOVANNI BIRINDELLI, 4.5.2014

(English translation of the lecture which took place at Liberi Comuni d’Italia – Siena, Italy, 4.5.2014)

 

Decadence manifests itself in an extremely real, concrete, tangible way: an entrepreneur committing suicide, a company closing down, a person losing a job, a family not managing to make ends meet, an olive grove being abandoned to itself. Therefore, it is instinctive and even reassuring to try to counter decadence in an equally real, concrete, action-oriented manner while, at the same time, avoiding and even making fun of philosophical chatter. However, even though the decadence we are seeing manifests itself in a very real and concrete way, its ultimate cause is purely philosophical: it consists of the abstract idea of law which, in the Italian case, has been imposed by the Constitution. Continue reading