Fornero, Massimo Fini e il ‘diritto al lavoro’ che non esiste

GIOVANNI BIRINDELLI, 10 July 2012

(Original publication: L’Indipendenza)

In un recente articolo Massimo Fini è partito dalla tesi che il ‘diritto al lavoro’ non esiste per arrivare a sollevare una specie di grido di dolore, o di disprezzo, verso la civilizzazione. Da una prospettiva liberale, la sua analisi è inaccettabile.
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Statali, diritto di voto e conflitto d’interessi

GIOVANNI BIRINDELLI, 28 March 2012

(original publication: L’Indipendenza)

Mi ricollego all’articolo di Leonardo Facco sugli statali per discutere alcune implicazioni politiche del problema. Il voto di uno statale e, più in generale, di chiunque a qualsiasi titolo riceva direttamente denaro “pubblico”, e cioè denaro privato sottratto ai legittimi proprietari dallo Stato con l’uso della forza, non ha la stessa valenza del voto di una persona che non riceve denaro “pubblico”.
Nel primo caso, infatti, a differenza di quanto accade nel secondo, c’è un conflitto d’interessi. Se una coalizione politica si candidasse alle elezioni con un programma di privatizzazioni, il voto dello statale potrebbe esprimere non la sua opinione sul programma di quella coalizione ma il suo interesse particolare e immediato. Continue reading

Riforma lavoro: licenziare è diventato un’altra tassa

GIOVANNI BIRINDELLI, 22 March 2012

(original publication: L’Indipendenza)

La riforma del mercato del lavoro che ha preso in questi giorni forma definitiva e che passa adesso al vaglio del parlamento è sintomo del moderno totalitarismo e, sia sul piano morale che su quello economico, essa non è meno illegittima, liberticida e economicamente fallimentare della situazione che intendeva riformare.
La situazione attuale del mercato del lavoro, quella che dovrebbe essere riformata dalla proposta del governo Monti, è naturalmente una roba da azzeccagarbugli. Tuttavia l’aspetto più critico è quello dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, in base al quale le imprese con un numero di dipendenti maggiore di 15 non possono licenziare i lavoratori per motivi economici. La sostanza della “riforma” Monti è che, per motivi economici e di organizzazione dell’azienda, le aziende potrebbero licenziare un certo numero di lavoratori ma dando loro un indennizzo pari a 17 – 25 mensilità. Inoltre, la riforma del mercato del lavoro si dovrebbe estendere a tutti i lavoratori, abolendo quindi la distinzione fra imprese con meno di 15 dipendenti (per le quali non valeva l’articolo 18) e le altre. Continue reading