Bitcoin dà fastidio a chi non vuole che le persone possano scegliere

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.2.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore: “Bitcoin, il riciclaggio invisibile di mafie e terrorismo internazionale. […] «Le valute virtuali e i bitcoin in particolare […] forniscono un nuovo e potente strumento per i criminali, terroristi, finanzieri ed evasori, consentendo loro di far circolare e conservare fondi illeciti, fuori dalla portata del diritto»”.

 

Sorvoliamo sul fatto banale che seguendo lo stesso ragionamento uno dovrebbe impedire l’uso di telefoni, di computer, di automobili, ecc.; e cioè sul fatto che il crimine sta nell’azione aggressiva, non negli strumenti utilizzati.

Se l’autore dell’articolo capisse cosa è Bitcoin, sapesse cosa è il denaro e cosa è la Legge, capirebbe che ciò che si trova “fuori dalla portata del diritto” è il denaro fiat e il monopolio legale dello stesso da parte delle banche centrali (oltre che naturalmente la tassazione), non Bitcoin. Continue reading

L’anarco-capitalismo collettivista di Michael Huemer – Recensione di Giovanni Birindelli al libro “Il problema dell’autorità politica” di Michael Huemer

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.8.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

  1. Il “diritto” di rubare

Il 3 maggio 2016 la Corte di Cassazione ha dichiarato che rubare quando si ha fame è giusto: «il fatto non costituisce reato» (vedi articolo del Corriere della Sera). La notizia è stata riportata perfino dalla BBC, con stupore per il supporto che la sentenza ha avuto dai giornali mainstream italiani. Nelle parole di Massimo Gramellini su La Stampa, «Per i giudici supremi, il diritto alla sopravvivenza prevale su quello di proprietà» (dal che seguirebbe che coloro che, come Gramellini, sono entusiasticamente a favore di questa sentenza, per coerenza dovrebbero essere altrettanto entusiasticamente a favore anche del fatto che al loro figlio sia sottratto con la forza uno dei due suoi due reni sani perché sia trapiantato su un bambino che rischia di morire a causa del fatto che entrambi i suoi reni sono malati). Continue reading

La legalizzazione del furto fra privati

GIOVANNI BIRINDELLI, 22.11.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

… Nella società dello stato moderno ci sono due forze in gioco. Da una parte ci sono le forze che tendono a legare gli individui e, più in generale, i soggetti economici gli uni agli altri sulla base di volontari scambi di mercato regolati da liberi contratti. Queste sono forze ‘orizzontali’, costruttive, legittime e sempre di più illegali (cioè ostacolate dalla ‘legge’ intesa come strumento di potere politico arbitrario e quindi come strumento al servizio dello stato per la sua continua espansione). Dall’altra parte ci sono le forze che tendono a legare coercitivamente gli individui allo stato. Queste sono forze ‘verticali’, distruttive, illegittime e legali (cioè espressione della ‘legge’ intesa come sopra). …

L’articolo è disponibile a questo link.

 

La tassazione volontaria

GUGLIELMO PIOMBINI, 2014

(Pubblicazione originale: Liberamente 1/2014)

Molti grandi pensatori liberali dell’Otto-Novecento di scuola francese e italiana avevano messo al centro delle loro riflessioni sociologiche il concetto di spogliazione. Jean-Baptiste Say, Frédéric Bastiat, Vilfredo Pareto o Maffeo Pantaleoni avevano osservato che in ogni società gli individui hanno a disposizione solo due modi per procurarsi le ricchezze che desiderano: lo produzione e lo scambio volontario, oppure la spogliazione. In questa seconda ipotesi si aspetta che qualcuno abbia prodotto qualcosa, per poi sottrarglielo con la forza o con l’inganno. La spogliazione commessa da una persona a danno di un’altra viene di regola condannata dalla legge e dalla morale; al contrario, la spogliazione esercitata da coloro che controllano l’apparato coercitivo dello Stato assume un carattere legale e sistematico, e prende il nome di tassazione. Continue reading

Della libertà di espressione (versione integrale)

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.2.2015

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario in 5 parti: 1, 2, 3, 4, 5 )

  

Parte 1: Introduzione 

 

Un imprenditore è stato multato un milione di euro perché ha detto che «evadere non è un reato grave». Un politico è stato condannato a sei mesi di reclusione per aver detto che Giorgio Napolitano, quando era presidente della repubblica (minuscole, soprattutto in questo caso, intenzionali), era «indegno». Anche un ragazzo monzese di 24 anni è stato denunciato per vilipendio del presidente della repubblica: su un sito aveva scritto frasi del tipo «Vergogna d’Italia». Un uomo è stato multato mille euro per aver detto che l’Italia è un «paese di merda» (se lo stato applicasse una multa di mille euro a tutti quelli, me incluso, che in un solo giorno pronunciano questa esatta frase per dire che l’Italia è uno stato che viola sistematicamente la libertà e che fa tutto ciò che è umanamente possibile per ridurre in miseria i sudditi che opprime, probabilmente riuscirebbe ad azzerare all’istante, e per un solo istante, l’intero debito pubblico). Beppe Grillo è stato indagato per istigazione dei militari a disobbedire alle “leggi” (cioè, in una situazione di positivismo giuridico come quella attuale, ai comandi arbitrari dell’autorità): in una lettera aperta chiedeva ai vertici di Polizia, Carabinieri ed Esercito di non schierarsi a protezione della classe politica italiana. Leonardo Facco è stato querelato da un pubblico ufficiale per aver osato criticare i vigili urbani. Erri de Luca è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere: aveva detto che «la Tav va sabotata». Questi sono solo alcuni dei casi più eclatanti del 2014 in cui delle persone sono state aggredite dallo stato per le loro parole. Chissà quante altre persone solo nell’ultimo anno sono state denunciate e/o condannate per quello che hanno detto, scritto o disegnato (in particolare contro il Dio stato, le sue agenzie e i suoi pubblici ufficiali). Continue reading

La società aperta e il diritto

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.12.14

(Testo, qui con alcuni errata corrige, della lezione di chiusura del corso della Scuola di Liberalismo della Fondazione Einaudi, Bologna 18.12.2014

Pubblicato da Movimento Libertario. Data la lunghezza dell’articolo allego una versione PDF per la stampa)

 

Buonasera. Vorrei ringraziare la Fondazione Einaudi e la sua Scuola di Liberalismo per questo invito, e in particolare Quinto Leprai ed Enrico Morbelli. Io sono qui per sostituire all’ultimo momento il Prof. Carlo Lottieri che non è potuto venire. Non ne sarò minimamente all’altezza quindi vi prego di ricalibrare le vostre aspettative.

Per affrontare il tema della società aperta e il diritto, che è complesso, vorrei iniziare dalla seguente notizia di pochi giorni fa: «Alcune centinaia di taxi hanno bloccato lunedì mattina, dall’alba, le strade fra gli aeroporti Charles de Gaulle e Orly a Parigi per protestare contro il servizio di taxi privati Uber. Per disinnescare la tensione, il portavoce del ministero dell’Interno … ha annunciato che dal 1 gennaio il servizio sarà vietato per legge. “Il servizio è illegale”», ha detto.

La lezione di oggi sarà in gran parte dedicata a cercare di capire il significato di questo termine (“illegale”); la differenza di significato esistente fra esso e il termine “illegittimo”; e infine a dare alcuni spunti per riflettere sulle differenze fra una società basata sulla legalità e una basata sulla legittimità. Continue reading

L’Italia ha dichiarato guerra a chi produce. Difendersi è legittimo

GUGLIELMO PIOMBINI, 14.1.2014

Riporto al link seguente un bellissimo articolo di Guglielmo Piombini pubblicato da L’Indipendenza

http://www.lindipendenza.com/litalia-ha-dichiarato-guerra-a-chi-produce-difendersi-e-legittimo/

I liberali e la televisione

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.8.2013

(Original publication: Movimento Libertario)

La comunicazione verbale, e in particolare televisiva, del pensiero liberale/libertario[1] presenta un problema specifico e non facile da superare. In estrema sintesi, questo problema è dato dal fatto che, in un contesto intellettualmente avverso (che per il liberale è la regola), l’esposizione verbale del pensiero liberale richiede molto più tempo di quello che di solito si ha a disposizione. D’altro canto, l’esposizione del “pensiero” collettivista richiede un tempo praticamente nullo. Continue reading

Dal gentiluomo al parassita, passando per il delatore e per il ladro

GIOVANNI BIRINDELLI, 31.10.2012

(Original publication: L’Indipendenza, Movimento Libertario – qui con errata corrige)

Il concetto di gentiluomo, termine che originariamente aveva un’accezione esclusivamente maschile e che oggi, senza essere costretti a modificarlo in gentildonna quando ha un’accezione femminile, può essere riferito all’uomo in quanto persona umana, è stato ben descritto da Samuel Smiles, nel 1859:“Il vero gentiluomo ha un profondo senso dell’onore ed evita scrupolosamente di compiere azioni meschine. Il suo livello di probità, sia nelle sue azioni che nella sua parola, è alto. Egli non schiva le sue responsabilità né prevarica, non si nasconde né si muove furtivamente, ma è onesto, ha la schiena dritta ed è schietto. La sua legge è la rettitudine – azione in linea retta. Quando dice ‘si’ è legge .. Soprattutto, il gentiluomo dice la verità” . Continue reading

Monti ci vorrebbe cittadini italiani a suon di tasse e gabelle

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.10.2012

(Original publication: L’Indipendenza)

In un recente discorso, il primo ministro Mario Monti ha affermato di essere sicuro che la contrapposizione politica fra chi paga le tasse e gli evasori fiscali “contribuirebbe a dare… un senso di cittadinanza comune”. Del significato della contrapposizione politica fra chi paga le tasse e gli evasori fiscali ha già ampiamente discusso Leonardo Facco in un recente articolo al quale non ho nulla da aggiungere.

Il rapporto fra questa contrapposizione e “un senso di cittadinanza comune” merita invece di essere brevemente discusso. Continue reading

La massa è incompatibile con la causa liberale, non con il liberalismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.9.2012

(Original publication: Movimento Libertario; L’Indipendenza)

La recente costituzione di movimenti politici che affermano di ispirarsi alle idee liberali o libertarie (mi riferisco a “Fermare il declino” e a “Forza evasori”, due movimenti politici molto diversi fra loro) ha spinto alcuni liberali o libertari a storcere il naso. Credo che in alcuni casi dietro questo scetticismo ci sia in parte la convinzione che il liberalismo è un pensiero d’élite che per definizione non può essere condiviso dalla massa e, in parte, la convinzione che il liberalismo non è compatibile con un partito politico.

In questo articolo provo a rispondere alla prima domanda (il liberalismo può essere condiviso dalla massa?), lasciando la seconda domanda (il liberalismo è compatibile con un partito politico?) eventualmente per un articolo successivo. Continue reading

Evasori? Ma quale guerra, per i nemici della libertà sono dei sovversivi

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.8.2012

(Original publication: L’Indipendenza – qui con un errata corrige)

In una recente intervista pubblicata sul settimanale Tempi, Mario Monti, a proposito dell’evasione fiscale, ha affermato: “Io penso che l’Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno «stato di guerra»”. Il richiamo allo “stato di guerra” (tra virgolette) per situazioni che di guerra non sono (se lo fossero occorrerebbe una formale dichiarazione di guerra con le annesse responsabilità, doveri e implicazioni) è uno strumento spesso usato da chi detiene il potere politico nelle democrazie totalitarie per giustificare misure speciali (o “strumenti forti”, così forti da rappresentare, nel caso dell’evasione fiscale oggi in Italia, uno “strappo allo stato di diritto” nelle parole del ‘garante’ della privacy Pizzetti). Continue reading