La massa è incompatibile con la causa liberale, non con il liberalismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.9.2012

(Original publication: Movimento Libertario; L’Indipendenza)

La recente costituzione di movimenti politici che affermano di ispirarsi alle idee liberali o libertarie (mi riferisco a “Fermare il declino” e a “Forza evasori”, due movimenti politici molto diversi fra loro) ha spinto alcuni liberali o libertari a storcere il naso. Credo che in alcuni casi dietro questo scetticismo ci sia in parte la convinzione che il liberalismo è un pensiero d’élite che per definizione non può essere condiviso dalla massa e, in parte, la convinzione che il liberalismo non è compatibile con un partito politico.

In questo articolo provo a rispondere alla prima domanda (il liberalismo può essere condiviso dalla massa?), lasciando la seconda domanda (il liberalismo è compatibile con un partito politico?) eventualmente per un articolo successivo. Continue reading

Evasori? Ma quale guerra, per i nemici della libertà sono dei sovversivi

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.8.2012

(Original publication: L’Indipendenza – qui con un errata corrige)

In una recente intervista pubblicata sul settimanale Tempi, Mario Monti, a proposito dell’evasione fiscale, ha affermato: “Io penso che l’Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno «stato di guerra»”. Il richiamo allo “stato di guerra” (tra virgolette) per situazioni che di guerra non sono (se lo fossero occorrerebbe una formale dichiarazione di guerra con le annesse responsabilità, doveri e implicazioni) è uno strumento spesso usato da chi detiene il potere politico nelle democrazie totalitarie per giustificare misure speciali (o “strumenti forti”, così forti da rappresentare, nel caso dell’evasione fiscale oggi in Italia, uno “strappo allo stato di diritto” nelle parole del ‘garante’ della privacy Pizzetti). Continue reading

Pascal Salin: l’evasione fiscale non è immorale (intervista esclusiva del Movimento Libertario)

GIOVANNI BIRINDELLI, 4 July 2012

(Original publication: Movimeto Libertario)

Riporto la sintesi di un’intervista al Professor Pascal Salin, economista francese della Scuola Austriaca. Il video integrale dell’intervista, in inglese, può essere trovato QUI.

Origine della crisi. La crisi è stata prodotta dal fatto che per molto tempo i governi europei, e in particolare quelli dei paesi oggi maggiormente esposti (Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, Irlanda e, aggiunge il Professor Salin, Francia) hanno speso molto di più di quello che potevano permettersi. La crisi è adesso peggiorata per due ragioni. In primo luogo, la recessione economica ha ridotto le entrate fiscali. In secondo luogo, molti governi, adottando politiche keynesiane, hanno reagito alla crisi spendendo di più, non di meno: in altre parole, essi hanno reagito al problema aumentando il ricorso all’interventismo economico che ha creato il problema. Continue reading

Evasione fiscale, progressività e stato minimo (parte seconda)

GIOVANNI BIRINDELLI, 25 April 2012

(original publication: L’Indipendenza)

Nella prima parte di questo articolo ho sostenuto che un evasore fiscale non può essere giudicato moralmente senza giudicare moralmente il sistema fiscale a cui esso è sottoposto; che gli elementi che occorre prendere in considerazione per giudicare moralmente un sistema fiscale sono soltanto due: il modo in cui le tasse sono raccolte e il modo in cui sono spese; e infine che il sistema fiscale italiano, ad esempio, essendo basato sulla progressività fiscale, è illegittimo e che quindi il giudizio morale di un evasore oggi in Italia non ha alcun senso ma è solo propaganda per tentare di isolare coloro che cercano di sfuggire al totalitarismo.
In questa seconda parte discuto il secondo elemento necessario per giudicare la legittimità di un sistema fiscale: il modo in cui le tasse sono spese e, in particolare, per che cosa vengono spese. Continue reading

Evasione fiscale, progressività e stato minimo (parte prima)

GIOVANNI BIRINDELLI, 24 April 2012

(original publication: L’Indipendenza)

Un evasore fiscale non può essere giudicato moralmente senza giudicare moralmente il sistema fiscale a cui esso è sottoposto.
Se questo fosse possibile, infatti, ciò implicherebbe necessariamente che la fuga dalla coercizione sarebbe illegittima di per sé, indipendentemente dalla natura di quella coercizione, e quindi che se dieci persone fossero rinchiuse in una grotta e seviziate tutti i giorni e una di queste trovasse il modo di fuggire, la sua fuga sarebbe automaticamente un crimine.
A meno che si sia disposti a sostenere questo, quindi, prima di chiamare ‘ladro’ un evasore oppure di dire che “sono gli evasori fiscali a mettere le mani nelle tasche degli italiani” occorre giudicare moralmente il sistema fiscale a cui quell’evasore è sottoposto. Chi non è disposto a fare questo o è un totalitario oppure è un suddito intellettuale del totalitarismo, e cioè una persona che è stata indottrinata a considerare lo stato totalitario come un sovrano assoluto e, in quanto tale, indiscutibile. Continue reading