La legittimità nell’illegalità è l’ambiente naturale di bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.9.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JPMorgan (la banca che ha patteggiato 13 miliardi di dollari per lo scandalo dei subprime nel 2008), critica bitcoin e le crittomonete perché implicherebbero «la creazione di denaro e di valore dal nulla». Uno che ha le idee chiare su bitcoin, il denaro fiat, l’inflazione e la teoria del valore insomma…

Prosegue: «più grandi diventano le crittomonete [immagino intenda: “maggiore diventa il loro valore di mercato”] più i governi le faranno chiudere [immagino intenda: “più i governi le renderanno illegali”, dato che con le crittomonete non c’è nulla da chiudere]».

Bitcoin è nato per essere resistente alla censura. Cioè per resistere e anzi fiorire in una situazione in cui il suo utilizzo e possesso sono illegali. La legittimità nell’illegalità è il suo ambiente naturale. Il resto è tutto grasso che cola.

Se bitcoin non resistesse nel suo ambiente naturale, l’esperimento fallirebbe. Purtroppo, poche cose al mondo sono certe come il fatto che Dimon non conosce quello di cui parla.

Tuttavia, se guardiamo al Venezuela per esempio (ai cinesi diamogli tempo), quello che vediamo è che nei paesi dove bitcoin è illegale (che poi tendono a essere i paesi in cui il potere d’acquisto del denaro fiat diminuisce più rapidamente) il suo utilizzo è più diffuso, perché spesso è l’unico modo di difendersi dall’iperinflazione, dai prelievi forzosi, dall’ipertassazione, dalle Cipro passate e future.

Bitcoin dà fastidio a chi non vuole che le persone possano scegliere

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.2.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore: “Bitcoin, il riciclaggio invisibile di mafie e terrorismo internazionale. […] «Le valute virtuali e i bitcoin in particolare […] forniscono un nuovo e potente strumento per i criminali, terroristi, finanzieri ed evasori, consentendo loro di far circolare e conservare fondi illeciti, fuori dalla portata del diritto»”.

 

Sorvoliamo sul fatto banale che seguendo lo stesso ragionamento uno dovrebbe impedire l’uso di telefoni, di computer, di automobili, ecc.; e cioè sul fatto che il crimine sta nell’azione aggressiva, non negli strumenti utilizzati.

Se l’autore dell’articolo capisse cosa è Bitcoin, sapesse cosa è il denaro e cosa è la Legge, capirebbe che ciò che si trova “fuori dalla portata del diritto” è il denaro fiat e il monopolio legale dello stesso da parte delle banche centrali (oltre che naturalmente la tassazione), non Bitcoin. Continue reading

Senza parole

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.4.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Martin Wolf (su Il Sole 24 Ore): “I tassi negativi? Colpa dell’eccesso di risparmio in Germania, non della Bce – … L’economia mondiale è affetta da un eccesso di risparmio rispetto alle opportunità di investimento. Le autorità monetarie contribuiscono a rendere i tassi coerenti con questo stato di cose. Alla fin fine sono le forze di mercato a stabilire quanto ricevono i risparmiatori.”

Se il risparmio fosse “eccessivo rispetto alle opportunità di investimento” economicamente sostenibili, il mercato abbasserebbe da sé i tassi d’interesse (senza tuttavia mai renderli negativi). Non ci sarebbe bisogno della BCE, allo stesso modo in cui se l’offerta di limoni sul mercato fosse maggiore della domanda, grazie alle forze di mercato il prezzo dei limoni si abbasserebbe da solo, senza bisogno di un politburo. Continue reading

“La grande scommessa” e la solitudine dell’uomo che pensa

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.1.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

 

L’altra sera, mangiando una pizza con l’amico Leonardo Facco, ci viene la bella idea di andare al cinema a vedere La grande scommessa (“The Big Short”), il film di Adam McKay sulla crisi economica del 2008 e sullo scandalo Lehman Brothers.

Qui provo a fare alcune riflessioni, da una prospettiva libertaria, su una cosa che mi è piaciuta del film e su una che invece non mi è piaciuta ma che mi aspettavo.

 

  1. Premessa

Prima del commento, può essere opportuno fare una breve sinossi del film e chiarire un paio di concetti tecnici. Il film racconta la storia vera di quei pochissimi speculatori che prima del 2008, capendo cosa stava accadendo, ricorsero a opportuni strumenti finanziari (i cosiddetti Credit Default Swaps, CDS) per scommettere sul fatto che determinati titoli legati a crediti esposti a default (e, in particolare, legati ai mutui cosiddetti subprime) sarebbero collassati e avrebbero messo in crisi l’intero sistema finanziario ed economico americano (e in effetti mondiale). Continue reading

“La grande scommessa” e la solitudine dell’uomo che pensa

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.1.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

L’altra sera, mangiando una pizza con l’amico Leonardo Facco, ci viene la bella idea di andare al cinema a vedere La grande scommessa (“The Big Short”), il film di Adam McKay sulla crisi economica del 2008 e sullo scandalo Lehman Brothers. Qui provo a fare alcune riflessioni, da una prospettiva libertaria, su una cosa che mi è piaciuta del film e su una che invece non mi è piaciuta ma che mi aspettavo. …

L’articolo è disponibile agli abbonati di MiglioVerde a questo link

L’ipocrisia di un presidente della repubblica che esterna a favore del risparmio

GIOVANNI BIRINDELLI, 28.10.2015

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Mattarella: «Nonostante la crisi abbia intaccato le riserve di molte famiglie, il risparmio rappresenta un elemento di forza della nostra economia e società» Continue reading

È la Fed il vero lupo di Wall Street

NOVELLO PAPAFAVA, 20.2.2014

(Pubblicazione originale: Ludwig von Mises Italia)

Recensione dell’ultimo film di Martin Scorsese.

Ho visto al cinema recentemente “The Wolf of Wall Street”, un film che suscita sentimenti contrastanti non solo tra i vari spettatori, ma anche dentro se stessi. Non so ancora dire se mi è piaciuto; ho persino provato a leggere qualche recensione, ma nessuna mi dà quella lettura chiara di cui sento il bisogno. Proverò allora, scrivendo qui, a riordinare le mie idee. Continue reading

Crescita strutturale e ripresa ciclica

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

… La ripresa ciclica è dunque un fenomeno opposto a quello della crescita strutturale. Quest’ultima è il momento in cui, grazie al coordinamento fra risparmi e investimenti svolto dal tasso d’interesse, si ha creazione di ricchezza. La ripresa ciclica è al contrario la fase in cui, a causa del fatto che l’espansione artificiale del credito impedisce al tasso d’interesse di svolgere la sua funzione di coordinamento fra risparmi e investimenti, vengono fatti ulteriori investimenti economicamente insostenibili o malinvestments e quindi vengono gettate le basi per ulteriore distruzione di ricchezza. …

L’articolo è disponibile qui: http://www.miglioverde.eu/crescita-strutturale-e-ripresa-ciclica-laddove-regna-la-confusione/

Crescita strutturale e ripresa ciclica

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

Spesso (e non a caso) nei media mainstream viene fatta confusione fra “crescita” e “ripresa”. Esse vengono viste come se fossero la stessa cosa. In realtà sono due fenomeni opposti: la crescita produce ricchezza; la ripresa porta alla distruzione di ricchezza. Continue reading

Draghi, la “crescita strutturale” e la “democrazia” totalitaria

GIOVANNI BIRINDELLI, 20.4.2015

(Pubblicazione originale Miglioverde.eu)

“Draghi ha ricordato che la politica monetaria può favorire la ripresa ciclica, ma non una crescita strutturale, che solo le riforme possono garantire” (ilsole24ore.com). Se “ripresa ciclica” si riferisce a “bolla”, sul primo punto Draghi ha ragione. Tuttavia egli ha tralasciato di ricordare un paio di cose.

La prima è che le distorsioni nella struttura produttiva create dalla “politica monetaria” (cioè dall’inflazione monetaria) allontanano e impediscono la crescita strutturale, cioè lavorano contro di essa. Questa è una cosa molto diversa dal “non poterla favorire”. La manipolazione monetaria e del credito non è neutra rispetto alla “crescita strutturale”. Tale manipolazione produce necessariamente, in primo luogo attraverso un tasso d’interesse artificialmente basso (e quindi segnali sbagliati agli agenti economici), un orientamento della struttura produttiva in una direzione diversa da quella dei beni e servizi maggiormente richiesti dal mercato. Le crisi cicliche e (quando si continua a confondere il male -l’interventismo, a partire da quello monetario- con la cura) le depressioni non sono altro che il tentativo del sistema di auto-curarsi dal male, cioè di ripulirsi da questi malinvestments prodotti dall’interventismo.

Il seguito dell’articolo qui: link

Follia collettiva, fiducia cieca nel socialismo e oblio

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.6.2014

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore, 5.6.2014 “La Banca centrale europea ha deciso una serie di misure per stimolare l’economia, abbassare la quotazione dell’euro e allontanare lo spettro della deflazione. [Fra queste sono inclusi il taglio del] tasso di riferimento dell’area Euro a 0,15% dal precedente 0,25 per cento. … lo stop alle operazioni di sterilizzazione dei titoli di Stato acquistati durante il piano Smp varato nel 2010 (il che equivale a immettere nuova liquidità nel sistema per circa 170 miliardi di euro) … acquisto di titoli Abs (Asset backed securities). Misura che lascia ipotizzare che la Bce ha intenzione di varare un piano di quantitative easing. … Il Fmi plaude all’azione della Bce. «Diamo il benvenuto» alle mosse della Bce e «siamo incoraggiati dal fatto che» il presidente Mario Draghi, «abbia detto che la Bce è pronta a fare di più se ce ne sarà bisogno». Lo afferma il portavoce del Fmi, Gerry Rice.” (Il Sole 24 Ore)

Ludwig von Mises, 1949: “Se le variazioni del potere d’acquisto della moneta prodotte dai cambiamenti della quantità di denaro effettuati dai governi risultassero solo in un trasferimento di ricchezza da alcune persone verso altre … sarebbe ovviamente fraudolento giustificarle sotto il pretesto del ‘bene comune’ o dell’ ‘interesse pubblico’. Tuttavia uno potrebbe comunque considerarle come misure politiche adatte a promuovere gli interessi di alcuni gruppi a scapito di altri, senza altre conseguenze negative. Tuttavia, ci sono ben altre cose in gioco… Continue reading

Intervento a Liberi Comuni d’Italia

GIOVANNI BIRINDELLI, 4.5.2014

(Testo dell’intervento tenuto a Siena il 4 maggio 2014 in occasione della costituzione di Liberi Comuni d’Italia)

La decadenza si manifesta in modo estremamente reale, concreto, tangibile: un imprenditore che si toglie la vita, un’impresa che chiude, una persona che perde il lavoro, una famiglia che non ce la fa ad arrivare a fine mese, un campo di ulivi che viene abbandonato a se stesso. È allora istintivo e perfino rassicurante cercare di contrastare la decadenza in modo altrettanto reale, concreto, “fattivo” e, contemporaneamente, evitare e perfino ridicolizzare le chiacchiere filosofiche. Tuttavia, anche se la decadenza a cui stiamo assistendo si manifesta in modo molto reale e concreto, la sua causa ultima è puramente filosofica: essa consiste nell’idea astratta di legge che è stata imposta, nel caso italiano, dalla costituzione. Continue reading