Il totalitarismo ‘nuovo’ indebolito dal coraggio degli indipendentisti catalani

GIOVANNI BIRINDELLI, 1.10.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Oggi, in Catalogna, nel silenzio dell’UE e dei governi europei (con l’eccezione di quello belga), il totalitarismo ‘nuovo’ (quello democratico e ‘soffice’ che generalmente aggredisce economicamente la proprietà prima che fisicamente la persona) ha adottato forme di repressione tipiche del totalitarismo ‘vecchia maniera’ (quello ‘ruvido’ e brutale che generalmente aggredisce fisicamente la persona prima che economicamente la proprietà).

Nel fare questo, il totalitarismo ‘nuovo’ si è indebolito, perché ha negato sé stesso. Esso infatti è nato in risposta e in antitesi proprio a quelle forme di repressione.

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Bitcoin: la corazza del libero mercato nel settore del denaro

GIOVANNI BIRINDELLI, 4.3.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Intervento al convegno: “Bitcoin e Blockchain: il mondo parallelo” – Brescia, 4.3.2017

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1. Introduzione

In un recente, bellissimo articolo su Miglioverde, Guglielmo Piombini ha narrato la storia dei contadini cinesi che, negli anni ’60 del secolo scorso, segretamente crearono un sistema di mercato all’interno del sistema comunista in cui erano costretti a vivere. Piombini ha messo in evidenza che «Gli agricoltori non sfidarono apertamente le autorità, ma crearono dal basso un sistema migliore di quello esistente, e alla fine vinsero. Senza saperlo, applicarono alla perfezione il suggerimento di Buckminster Fuller [che è stato ripreso nella locandina di questo evento]: ‘Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà esistente obsoleta’».

Questo è esattamente quello che ha fatto Satoshi Nakamoto, chiunque egli sia, inventando Bitcoin. Egli non ha combattuto la realtà esistente (e vedremo oltre che i sistemi monetari esistenti sono disastrosi e perché). Ha costruito un modello nuovo, non conflittuale (anzi, anti-conflittuale: come lo è il mercato), che sta rendendo la realtà esistente obsoleta.

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Bitcoin dà fastidio a chi non vuole che le persone possano scegliere

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.2.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore: “Bitcoin, il riciclaggio invisibile di mafie e terrorismo internazionale. […] «Le valute virtuali e i bitcoin in particolare […] forniscono un nuovo e potente strumento per i criminali, terroristi, finanzieri ed evasori, consentendo loro di far circolare e conservare fondi illeciti, fuori dalla portata del diritto»”.

 

Sorvoliamo sul fatto banale che seguendo lo stesso ragionamento uno dovrebbe impedire l’uso di telefoni, di computer, di automobili, ecc.; e cioè sul fatto che il crimine sta nell’azione aggressiva, non negli strumenti utilizzati.

Se l’autore dell’articolo capisse cosa è Bitcoin, sapesse cosa è il denaro e cosa è la Legge, capirebbe che ciò che si trova “fuori dalla portata del diritto” è il denaro fiat e il monopolio legale dello stesso da parte delle banche centrali (oltre che naturalmente la tassazione), non Bitcoin. Continue reading

Patriottismo ed egualitarismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.1.2017

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il patriottismo esprime una mentalità collettivista (cioè totalitaria) non meno di quanto faccia il cosiddetto egualitarismo.

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“Dov’era Meryl Streep quando Obama perseguiva i whistleblowers e bombardava matrimoni?”

Traduzione di un estratto dell’articolo Where Was Meryl Streep when Obama was Prosecuting Whistleblowers and Bombing Weddings? di Danielle Ryan, 10.1.2017

“Ok. Chiariamo subito una cosa: adoro Meryl Streep. [… Ma] Dov’era Meryl Streep […] e dov’erano tutti quegli altri ipocriti nella sala mentre [il premio Nobel per la pace, n.d.r.] Obama ha passato l’intero 2016 a scaricare 26171 bombe? Ah si, festeggiavano alla Casa Bianca (http://www.dailymail.co.uk/…/Inside-Obama-s-final-star-stud…)! […] Nel suo appassionato discorso, Streep ha chiesto ai suoi colleghi e ai suoi fans di unirsi a lei nel fare donazioni al Comitato per la Protezione dei Giornalisti: ‘abbiamo bisogno di una stampa che stia dalla parte dei princìpi; che inchiodi il potere alle sue resposabilità, che lo chiami in causa per ogni oltraggio. Questa è la ragione per cui i nostri padri fondatori hanno incastonato la stampa e le sue libertà nella costituzione’ ha detto. Ha ragione, naturalmente. Tuttavia viene da chiedersi: la Streep era al corrente, per esempio, del fatto che Obama ha perseguito più whistleblowers [coloro che denunciano alla stampa i crimini dell’agenzia governativa di cui fanno parte, n.d.r.] di tutti i presidenti precedenti combinati insieme (https://www.theguardian.com/…/whistleblowers-double-standar…)? Si tratta di una tradizione che Trump probabilmente continuerà, naturalmente, ma è piuttosto strano che la questione non l’abbia mai sfiorata fino a ora. E dov’era la Streep — d’improvviso interessata al fatto che “la violenza incita la violenza” — quando Obama aiutava l’Arabia Saudita a radere al suolo lo Yemen bombardando funerali e matrimoni? […] L’oltraggio morale avvertito da queste persone è vuoto e privo di significato se non è coerente. […] L’eroe di Hollywood Obama ha reso ancora più facile per Trump perseguire i giornalisti e i whistleblowers e bombardare gli innocenti se questo è quello che decide di fare”. (Danielle Ryan)

Indipendenza, denaro e credito. Un saggio di Giovanni Birindelli su moneta e libertà

CARLO LOTTIERI, 19.12.2016

(Pubblicazione originale: Switzerland Institute in Venice)

Con questo corposo articolo dal titolo «Indipendenza, denaro e credito» Giovanni Birindelli invita alla riflessione quanti in Veneto (e non solo) sono impegnati nel favorire un processo di disgregazione dello Stato nazionale italiano. In particolare, egli richiama l’attenzione sulle questioni di ordine morale e di ordine economico che sono sottese a un sistema monetario basato su una valuta fiduciaria (fiat money), senza copertura in oro e offerta in maniera monopolistica.

Quanti auspicano che la fine del nazionalismo italiano (dalla monarchia sabauda al fascismo, alla socialdemocrazia assistenziale) possa portare a un ordine basato su diritto e libertà devono evitare di ripetere gli errori del passato entro il nuovo quadro che potrebbe venire a creare.

La società veneta, allora, non ha bisogno di sostituire un monopolio monetario con un altro, ma deve invece lasciare che gli strumenti degli scambi emergano dalle libere scelte degli attori economici: i quali devono potere essere liberi di utilizzare le monete attuali (euro, dollaro, franco svizzero, ecc.), usare altri mezzi (bitcoin, oro, ecc.) e dare vita a nuove monete alternative (se esse verranno accettate dai consumatori).

Dove ci sono libertà particolari non c’è libertà

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.12.2016

(Pubblicato su: Movimento Libertario)

Secondo l’ultimo rapporto annuale di Reporters Sans Frontieres, [in relazione alla libertà di stampa] l’Italia è il fanalino di coda dell’Ue […], seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria e preceduta da Tonga, Burkina Faso e Botswana. […] I risultati dell’ultima edizione del rapporto mettono in evidenza una situazione globale in peggioramento, con l’Europa e i Balcani in cima alla classifica di peggioramento” (lastampa.it). Continue reading

Referendum, governabilità e ordine spontaneo

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.11.2016

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

Il Corriere della Sera: «OCSE: Italia più governabile con il Si al referendum.»

Ortega y Gasset sosteneva che dire di essere di destra o di sinistra è uno dei tanti modi che una persona ha di dichiararsi imbecille. Probabilmente oggi, per le stesse ragioni, egli direbbe che votare Si o No al referendum è un altro modo di dichiararsi tale (almeno nel campo delle scienze sociali). Continue reading

Idee di legge e isolamento intellettuale nella resistenza allo stato

Intervento di Giovanni Birindelli a Interlibertarians 2016 – Lugano (Svizzera), 20.11.2016

 

Buongiorno. Vorrei ringraziare Interlibertarians per questo invito e per lo sforzo davvero straordinario che quest’anno è stato fatto nell’organizzazione di questo evento. Grazie in particolare agli amici Rivo Cortonesi, Leonardo Facco e Giorgio Fidenato. È una grande gioia per me essere qui. Il titolo del mio intervento parla di solitudine intellettuale: ecco, oggi la solitudine è la fuori, non qua dentro.

In questo intervento discuterò il tema della resistenza allo stato sul piano delle idee astratte di libertà.

Da sole, le idee non bastano a migliorare le cose. Le idee di libertà non sono mai un mezzo per resistere concretamente allo stato. Il mezzo è sempre e solo il mercato.

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Quale è il nesso tra Truffone monetario e Truffone politico?

Seconda parte dell’intervista di Francesco Carbone a Giovanni Birindelli sul Podcast audio “Il Truffone”

http://iltruffone.com/12

Una strategia per la libertà (versione sintetica)

GIOVANNI BIRINDELLI, 31.10.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

creare un sistema legislativo privato, informale e parallelo che, attraverso una struttura di incentivi, induca le persone a usare quello pubblico e formale contro il positivismo giuridico e in favore del principio di non aggressione.

 

A. Introduzione

Ci sono diversi sistemi istituzionali che sono realisticamente più o meno compatibili col paradigma della libertà: dal cosiddetto ‘stato minimo’ (del quale esistono diverse versioni, più o meno incoerenti) all’anarco-capitalismo (anch’esso presente in versioni più o meno coerenti[1]). Questi sistemi istituzionali sono, per così dire, punti di arrivo, destinazioni più o meno lontane dall’ideale di libertà (e quindi dalla prosperità sostenibile). Il punto di partenza, oggi, è l’espressione più resistente e dilagante del paradigma coercitivo mai osservata nella storia dell’uomo: la democrazia totalitaria.

Nel pensiero libertario, il problema teorico della ‘destinazione’ (cioè di quale sia concretamente il miglior sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà) ha ricevuto una discreta attenzione. Al contrario, il problema strategico di come passare dall’attuale forma di totalitarismo a uno qualsiasi dei sistemi istituzionali compatibili col paradigma della libertà, ha ricevuto e continua a ricevere molta meno attenzione. Come ricorda Murray Rothbard, «Queste sono due questioni totalmente separate: la questione di quale sia il nostro obiettivo ideale, e quella della strategia e della tattica per arrivare al nostro obiettivo partendo dal sistema attuale»[2]. E sulla seconda questione molto poco è stato scritto: «L’elaborazione di una teoria sistematica della libertà è già di per sé una cosa abbastanza rara, ma l’esposizione di una teoria strategica per la libertà è stata di fatto inesistente[3]

Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare, non un sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà, ma una possibile strategia per favorire una transizione verso di esso, qualunque esso sia, partendo dal sistema attuale.

La strategia che propongo, in due parole, può essere riassunta all’osso dicendo che consiste nel creare un sistema legislativo privato, informale e parallelo che, attraverso una struttura di incentivi, induca le persone a usare quello pubblico e formale contro il positivismo giuridico e in favore del principio di non aggressione.

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