Non sanno quello che fanno, per questo votano

Keynes vs Mises

GIOVANNI BIRINDELLI, 27.5.2014

Renzi: «Facciamo un’operazione keynesiana da 150 miliardi in 5 anni». Mi chiedo quanti di coloro che hanno votato Renzi hanno letto Mises. Probabilmente nessuno. In una “democrazia” totalitaria votare chi la vuole mantenere è immorale di per sé. Ma votare per strategie economiche quando non si conosce l’economia è ancora peggio che votare per una strategia di cura senza aver studiato medicina. E i primi a non aver studiato economia sono proprio gli ‘economisti’ collettivisti, p. es. keynesiani (come lo sono praticamente tutti i ministri dell’economia): di fatto la Scuola Austriaca non è mai insegnata nelle università perché il potere politico da cui queste dipendono non la gradisce. Coloro che sperano nel ‘cambiamento’ votando una dose ancora superiore delle stesse ricette keynesiane che hanno portato alla crisi e che, se essi avessero letto gli austriaci, saprebbero perché non avrebbero potuto portare altro che alla crisi, forse si meritano il disastro che col loro voto hanno contribuito a creare.

Assalto al risparmio, nel nome della costituzione italiana

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.4.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

Allo stesso modo in cui non c’è peggior nemico della libertà di colui che la vorrebbe difendere senza mettere in discussione la piattaforma ideologica, economica e  istituzionale del collettivismo, così non c’è peggior nemico del risparmio di colui che denuncia l’ulteriore “assalto ai risparmi” da parte dello stato sulla base del fatto che questo “assalto” è incostituzionale, e cioè ricordando che l’articolo 47 della costituzione stabilisce che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. Continue reading