Lockdown: se continui a cercare la logica dove non ce n’è alcuna, diventi matto

GIOVANNI BIRINDELLI, 27.11.2020

«Il fatto che i legislatori, almeno in occidente, si astengano ancora dall’interferire in alcuni campi dell’attività individuale – come parlare, scegliere il coniuge, indossare un tipo determinato di abbigliamento, viaggiare – nasconde di solito il crudo fatto che essi hanno effettivamente il potere di interferire in questi ambiti» (Bruno Leoni). Quando Leoni scriveva queste parole forse non immaginava che dopo appena sessant’anni gran parte di queste astensioni dall’interferenza dello stato in alcuni ambiti dell’attività individuale generalmente visti come intoccabili sarebbero venute meno. A parte la scelta del coniuge (rimpiazzata però dall’attività del respiro) oggi lo stato interferisce in tutte le attività elencate da Leoni.

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“Piove, governo ladro” vs. “C’è il Covid, azienda omicida”

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.10.2020

Covid e lavoro, il contagio in azienda è infortunio: le conseguenze. L’impresa rischia processo penale e risarcimento. Se per il lavoratore dovesse sopraggiungere il decesso, si ipotizza il reato di omicidio colposo” (corriere.it).

La frase “piove, governo ladro” è stata inventata per deridere i petulanti: quella particolare categoria di statalisti che, essendo incapaci perfino di concepire il concetto di iniziativa e responsabilità individuali, addossano al governo la responsabilità di qualsivoglia problema. I petulanti sono spesso gli statalisti perdenti: quelli che non sono riusciti a raccattare nemmeno le briciole del continuo banchetto pagato dallo stato col denaro estorto a chi produce e vende. L’elemento derisorio della frase sta naturalmente nel fatto che il governo non ha potere sulla pioggia (anche se oggi pensa di poterlo avere sulla temperatura del pianeta). 

A prima vista, si potrebbe pensare che la frase “c’è il Covid, azienda omicida”, che riassume abbastanza bene quello che deve pensare chi ha reso possibile la situazione descritta nel titolo del Corriere, sia equivalente alla frase “piove, governo ladro”. Dopo tutto, l’azienda in quanto tale non ha più potere sul Covid di quanto il governo ne abbia sulla pioggia.

Tuttavia, fra le due frasi esistono differenze sostanziali. 

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Una corte di Cassazione senza etica accusa Tiziano Ferro di esserlo

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.10.2020 (aggiornato 10.10.2020)

«Evasione fiscale, la Cassazione contro Tiziano Ferro: “Chi è famoso deve avere più etica”» titola ilsole24ore.com. «La Suprema corte ricorda che, per i personaggi pubblici, è più stringente il dovere di comportarsi eticamente. … Per i giudici di legittimità Tiziano Ferro ha un elevato livello economico e culturale, è certamente un personaggio famoso nel mondo della musica e dunque in possesso «degli strumenti necessari per valutare la giustezza di un determinato comportamento». E la Cassazione non manca di ammonire i personaggi pubblici le cui azioni sono sotto gli occhi di tutti, circostanza che impone il dovere di una condotta più etica, rispetto ad altri contribuenti». 

In questo articolo, ricorrendo al metodo della logica (che è un metodo terzo, oggettivo e indipendentemente verificabile – “falsificabile” nelle parole di Karl Popper) dimostrerò che, nel suo accusare Tiziano Ferro di essere senza etica, la Cassazione dimostra di esserlo (senza etica). 

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Durante il coronavirus, andare in giro per strada è una violazione del principio di non aggressione?

GIOVANNI BIRINDELLI, 1.4.2020

Qualcuno (da quello che mi è sembrato di capire perfino fra i libertari) sostiene che, nella situazione attuale, andare in giro per strada sia una violazione del principio di non aggressione (NAP).

Questa posizione mi sembra illogica e semplicemente sbagliata. In particolare, mi sembra trascurare nientepopodimeno che i diritti di proprietà, che stanno alla base del NAP. Continue reading

Il “nuovo sistema fiscale internazionale”

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.2.2020

 

A Cino

 

In una lettera aperta, i ministri dell’economia e/o delle finanze di alcuni fra gli stati più interventisti dell’UE (Francia, Germania, Italia -come ti sbagli- e Spagna) propongono un “nuovo sistema fiscale internazionale” disegnato per tassare “in modo adeguato” i “colossi tecnologici”.

Prima di entrare nel dettaglio di quella che per adesso è solo una proposta allo studio dell’OCSE, a scanzo di equivolci è sempre utile fare un rapido cenno al fatto che l’imposizione fiscale di per sé viola il principio di non aggressione. Questa è l’unica regola di giusto comportamento (cioè l’unica regola di comportamento la cui violazione giustifica il ricorso alla coercizione) che è logicamente compatibile col principio di uguaglianza davanti alla legge. In questo senso, è l’unica regola di giusto comportamento (o legge) che ha valore scientifico: non arbitraria, oggettivamente vera, indipendentemente verificabile da parte di chiunque mediate il ricorso alla logica. In altre parole, per evitare fraintendimenti è sempre bene ricordare che l’imposizione fiscale in quanto tale (che è una forma di aggressione e che è un privilegio statale), anche se legale, è oggettivamente, scientificamente un crimine. In particolare, un’estorsione aggravata[1].

Premesso questo, la proposta in oggetto è pensata per “correggere due gravi debolezze di cui soffre la tassazione[2] a livello internazionale”.

1. La prima di queste due “gravi debolezze” sarebbe che “Gli utili dei colossi tecnologici, siano questi americani, europei o cinesi, non sono tassati in modo adeguato. Queste società realizzano profitti considerevoli in luoghi dove hanno una presenza fisica limitata, ma nei quali sfruttano i dati di milioni di utenti. Le società più profittevoli spesso sono quelle che pagano le imposte più basse. Di conseguenza, non contribuiscono in maniera equa al finanziamento delle nostre comunità. […] Il[nuovo] sistema internazionale di tassazione digitale ci permetterebbe di affrontare questo problema, stabilendo un prelievo giusto e stabile, «tagliato su misura» per i nuovi modelli di economia digitale. Inoltre darebbe alle imprese che operano nel settore digitale maggiore certezza del diritto”. Continue reading