Uber: i taxisti non hanno diritto ad alcun indennizzo

GOVANNI BIRINDELLI, 23.5.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

Uber è un’applicazione per smart phone che consente di aggirare (in modo del tutto legale, tra l’altro) le attuali “leggi” che impediscono la competizione nel settore dei taxi e quindi di aprire al libero mercato questo settore che attualmente è sottoposto a monopolio legale da parte delle amministrazioni locali, con i conseguenti vantaggi in termini di costo e qualitativi per i consumatori. Per il momento, in Italia Uber è attiva solo a Milano e sta avendo un notevole successo, al punto che coloro che lavorano per questa società recentemente hanno subìto un’aggressione fisica da parte dei tassisti.

Quest’aggressione potrebbe essere presa come punto di partenza per discutere praticamente ogni aspetto della contrapposizione fra libero mercato e interventismo/collettivismo. Tuttavia, in questo articolo io partirò da questa vicenda per discutere una particolare contrapposizione tutta interna ai sostenitori del libero mercato, e quindi di Uber. Fra questi, infatti, da una parte ci sono coloro che sono a favore del fatto che, in conseguenza dell’apertura del settore al mercato, i tassisti siano indennizzati (p. es. dal comune) per le licenze che hanno acquistato a caro prezzo per il privilegio di poter esercitare il loro mestiere al riparo della concorrenza[1]: licenze che si rivelano un investimento del tutto inutile laddove quel privilegio viene abolito o comunque aggirato dalla tecnologia. Dall’altra, ci sono coloro che sono contrari al fatto che i tassisti siano indennizzati. Continue reading

Banche centrali e Bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.3.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

L’applicazione della scienza economica è necessariamente impossibile da parte delle istituzioni che sono espressione delle “democrazie” totalitarie: una delle principali ragioni è che tale applicazione porterebbe necessariamente a una loro immediata e definitiva soppressione.  La soluzione che hanno trovato queste istituzioni per sopravvivere è allora quella di ignorare, o far finta di ignorare, la scienza economica, sostituendola con una serie di barzellette.

Continue reading

Huerta de Soto: come azzerare il debito pubblico (parte II)

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.12.2013

(Original publication: Mises Italia)

3. Alcune critiche di carattere generale

Non credo che questa proposta sia esente da critiche da una prospettiva di libero mercato (un’interessante critica in questo senso è stata fatta per esempio da Phillip Bagus nell’articolo citato alla nota 8) ma, essendo una proposta strategica attuabile che si concentra su alcune delle cause del problema e non sui suoi effetti, credo che possa essere un buon punto per iniziare una discussione seria (e non ristretta a pochi isolati circoli accademici) su come ridurre il debito pubblico che si contrapponga al solito pensiero unico statalista.

Esprimo qui una perplessità e una critica. Continue reading

Huerta de Soto: come azzerare il debito pubblico (Parte I)

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.12.2013

(Original publication: Mises Italia)

Prendo spunto da un recente editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera per illustrare una particolare proposta per la riduzione del debito pubblico: quella avanzata dal Prof. Huerta de Soto. L’articolo di Alesina e Giavazzi, trattandosi della solita solfa statalista, non meriterebbe nemmeno la porzione di foglio di carta su cui viene letto: la ragione per cui prendo spunto da quell’articolo è che rappresenta perfettamente il non-pensiero di quella parte di statalisti che si ritengono o addirittura vengono ritenuti “liberali” in virtù del fatto che sono a favore delle “privatizzazioni”. La proposta di Huerta de Soto non è immune da possibili critiche, ma aiuta a capire cosa significa pensare in modo economico al di fuori dei paletti intellettuali imposti dal potere politico (in altre parole, cosa significa non essere megafoni del regime); cosa significa ragionare sulle cause strutturali dei problemi e non sui loro effetti; e infine cosa significa, in questo deserto intellettuale delle cosiddette élites, avere idee. Per questo, oltre che per il fatto che nell’insieme la ritengo una buona proposta (anche se migliorabile), penso che possa essere utile ricordarla e discuterla. Continue reading

La cultura del privilegio non è altro che la cultura della legalità

GIOVANNI BIRINDELLI, 11.7.2013

(Original publication: L’Indipendenza, Movimento Libertario)

Dopo la sua elezione a sindaco di Roma, Ignazio Marino ha enfaticamente affermato: «A partire da questo palazzo dobbiamo cancellare la cultura del privilegio e degli amici degli amici. Già da questa sera sceglieremo le persone più competenti, motivate, capaci». Chi pensa che la cultura del privilegio possa essere cambiata scegliendo “le persone [arbitrariamente ritenute essere quelle] più competenti, motivate, capaci” semplicemente non ha capito cosa è la cultura del privilegio e dove affonda le sue radici. Continue reading

Tassare i “ricchi improduttivi” è la via migliore per la decrescita

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.6.2013

(Original publication: L’Indipendenza)

In un articolo apparso di recente su questo giornale Fabrizio Dal Col ha aderito alle tesi di coloro (Engel, Krugman, Stiglitz) che sostengono che per tornare a crescere occorra tassare maggiormente i “ricchi improduttivi … [quelli] che cercano la rendita”. Nei limiti in cui l’economia è lo studio dell’azione umana, questa tesi non solo non ha nessun fondamento economico ma è il modo migliore per proseguire lungo la via più diretta e sicura verso la catastrofe economica. Continue reading

Il programma di Letta: consolidamento dei privilegi e decrescita

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.5.2013

(Original publication: L’Indipendenza, Movimento Libertario)

Nel suo discorso alla Camera il neopremier Enrico Letta ha affermato di volersi rivolgere al parlamento e al paese col «linguaggio “sovversivo” della verità» e ha lanciato la sfida di un’«autorevolezza del potere [che] … sceglie sempre e solo la verità e ha il coraggio e la pazienza di raccontarla ai cittadini, anche se dolorosa o brutale». Questa sfida Letta la ha persa in partenza. Continue reading

Lo Stato smantella i princìpi. La civiltà ha fatto il suo tempo

GIOVANNI BIRINDELLI (20.4.2013)

(Original publication: L’Indipendenza, Movimento Libertario)

«Il segreto bancario ha fatto il suo tempo» ha affermato Pierre Moscovici, ministro dell’economia francese, a supporto del tentativo da parte dei governi di (per adesso) dieci paesi europei di mettere in piedi, «possibilmente entro l’anno – come riporta La Stamnpa – una piattaforma multilaterale per lo scambio automatico di informazioni sui conti bancari che consenta di arginare in modo efficace contro l’evasione fiscale». La storia di princìpi che “hanno fatto il loro tempo” è lunga e i suoi passi sono invariabilmente scanditi dalle sempre maggiori esigenze di cassa degli Stati. Continue reading

Confiscare i risparmi è una follia!

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.3.2013

(Original publication: Movimento Libertario, qui in versione aggiornata)

Nella sua semplicità, oscenità e idiozia, la vicenda di Cipro ha contagiato il resto d’Europa e non solo. Il ministro spagnolo dell’Economia, Luis De Guindos, ha proclamato in Senato che “i depositi in banca sotto i 100 mila euro sono sacri e che i risparmiatori non si devo allarmare”, ma la Spagna ha cambiato una norma costituzionale che consente un prelievo forzoso una tantum dai conti (che prima era proibito per legge). La Nuova Zelanda sembra interessata ad adottare una misura del genere. Come in molti hanno osservato, la vicenda di Cipro (e, non scordiamocelo, della UE che ha avallato questo atto di saccheggio) ha rotto un tabù. La confisca dei risparmi ha delle implicazioni enormi, sia sotto il profilo della legittimità che sotto quello economico. In questo articolo, per ragioni di brevità, considero solo un aspetto economico di questa follia. Continue reading

“Fermare il declino” ha fallito perché non era per nulla liberale

GIOVANNI BIRINDELLI (6.3.2013)

(Original publication: L’Indipendenza, qui con errata corrige)

In un articolo pubblicato ieri su questo giornale, Costantino de Blasi (candidato per Fare per Fermare il Declino – FFD – alle recenti elezioni politiche), ha discusso le ragioni che, dal suo punto di vista e al netto della figuraccia di Oscar Giannino, stanno alla base dell’insuccesso del suo movimento. Io personalmente ho un’opinione molto diversa su quelle ragioni. Continue reading

Monte dei Paschi spiegato a Travaglio: la riserva frazionaria è un crimine

GIOVANNI BIRINDELLI, 25.2.2013

(Original publication: L’Indipendenza, Movimento Libertario)

La vicenda MPS ha ringalluzzito coloro che ritengono che il problema principale del sistema bancario sia la presenza dei partiti politici negli organi che controllano le banche (generalmente le fondazioni). In un recente articolo, per esempio, Marco Travaglio invita Napolitano a lanciare “un bel monito ai politici perché escano dalle banche (e dalle fondazioni) con le mani alzate e tornino a fare il loro mestiere: che, sulle banche, è quello dell’arbitro, non del giocatore”.

Le ragioni per cui ai partiti politici debba essere impedito con la forza di partecipare al controllo delle banche sono ovvie e non è mia intenzione discuterle. Quello che invece credo che valga la pena discutere è l’idea, che mi sembra implicita nelle parole di Travaglio, secondo cui questo basterebbe perché le banche operino in un sistema di libero mercato. Non è così. Continue reading