Lo statalista Monti spiegato con la metafora del semaforo

GIOVANNI BIRINDELLI, 18 May 2012

(original publication: L’Indipendenza)

Pare che le idee per la crescita del nostro originalissimo presidente del consiglio consistano nel fare investimenti pubblici “veri e genuini”, magari con lo scorporo totale o parziale delle spese per investimenti dal calcolo del deficit. Rinfrancato dall’elezione del socialista Hollande in Francia, il nostro Professore dice di volersi porre a metà fra politiche keynesiane e austerità tedesca ma davvero non si capisce dove la ricetta che lui propone non sia puramente keynesiana. Forse perché la spesa pubblica in deficit sarebbe finalizzata solo agli investimenti “veri e genuini”? Quello che caratterizza le politiche keynesiane non è il tipo particolare di spesa pubblica ma è l’uso della spesa pubblica come strumento per rilanciare la crescita e cioè l’idea che la crescita economica possa essere prodotta dall’interventismo economico, il quale invece, di qualunque tipo esso sia, al di là di un momentaneo effetto-droga ha necessariamente effetti distruttivi non soltanto sulla crescita ma sulle stesse possibilità che questa possa essere prodotta in futuro. Continue reading