Indipendenza, denaro e credito. Un saggio di Giovanni Birindelli su moneta e libertà

CARLO LOTTIERI, 19.12.2016

(Pubblicazione originale: Switzerland Institute in Venice)

Con questo corposo articolo dal titolo «Indipendenza, denaro e credito» Giovanni Birindelli invita alla riflessione quanti in Veneto (e non solo) sono impegnati nel favorire un processo di disgregazione dello Stato nazionale italiano. In particolare, egli richiama l’attenzione sulle questioni di ordine morale e di ordine economico che sono sottese a un sistema monetario basato su una valuta fiduciaria (fiat money), senza copertura in oro e offerta in maniera monopolistica.

Quanti auspicano che la fine del nazionalismo italiano (dalla monarchia sabauda al fascismo, alla socialdemocrazia assistenziale) possa portare a un ordine basato su diritto e libertà devono evitare di ripetere gli errori del passato entro il nuovo quadro che potrebbe venire a creare.

La società veneta, allora, non ha bisogno di sostituire un monopolio monetario con un altro, ma deve invece lasciare che gli strumenti degli scambi emergano dalle libere scelte degli attori economici: i quali devono potere essere liberi di utilizzare le monete attuali (euro, dollaro, franco svizzero, ecc.), usare altri mezzi (bitcoin, oro, ecc.) e dare vita a nuove monete alternative (se esse verranno accettate dai consumatori).

Intervista di Francesco Carbone a Francesco Simoncelli

Intervista di Francesco Carbone a Francesco Simoncelli sul Podcast audio “Il Truffone”

http://iltruffone.com/it-023-chiarezza-e-buone-letture-il-modo-per-diradare-la-confusione-economica/

Bitcoin e “teoria quantitativa” della moneta

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.6.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde.eu)

 

In un recente articolo[1], Gerardo Coco fa un’analisi economica delle criptovalute (come Bitcoin ad esempio). L’Autore si chiede se «impulsi magnetici, ossia “non cose” possano costituire il fondamento di un sistema monetario di un’economia complessa». La risposta che dà nell’articolo è “No”. Personalmente non condivido quest’analisi. In questo articolo provo a spiegare perché. Continue reading

Il collettivismo strisciante di sedicenti ‘liberali’

GIOVANNI BIRINDELLI, 26.2.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, ripreso da Movimento Libertario)

È stato recentemente rilanciato con entusiasmo, anche da ambienti sinceramente favorevoli alla libertà e ostili allo statalismo, un intervento di Angelo Panebianco a proposito di Keynes vs. Scuola Austriaca / statalismo vs. libero mercato.

Ora, che Panebianco dica quello che dice non mi stupisce. Tuttavia non riesco a non stupirmi del fatto che ci sia ancora qualcuno, fra coloro che hanno letto gli autori coerentemente libertari, che confonde il collettivismo strisciante di Panebianco con una difesa del libero mercato. Continue reading

I successi della Scuola Austriaca e i fallimenti keynesiani

GUGLIELMO PIOMBINI, 2.2.2016

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

Un meraviglioso articolo di Guglielmo Piombini in due parti. Con una chiarezza e semplicità espositiva tipica degli autori libertari, Piombini illustra i passaggi essenziali della storia economica del ‘900 e quelli del dibattito teorico fra gli economisti nel senso proprio del termine (gli ‘austriaci’) e gli anti-economisti (i keynesiani ma, implicitamente e più in generale, credo, tutti coloro che non prendono nemmeno in considerazione il libero mercato della moneta: quindi praticamente tutti gli altri). Lettura fondamentale.

L’articolo è disponibile agli abbonati del Miglioverde a questi link:

PARTE 1: http://www.miglioverde.eu/successi-della-scuola-austriaca-…/

PARTE 2: http://www.miglioverde.eu/i-successi-della-scuola-austriac…/

Banche fallite, cattivo credito, economisti e giornalisti di regime

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.12.2015

(Pubblicazione originale: Miglioverde)


La differenza che c’è fra, da una parte, i pre-copernicani e, dall’altra, i contemporanei banchieri centrali, ‘economisti’ mainstream, ‘giornalisti’ ecc. è che al tempo dei pre-copernicani la scienza che dimostrava che era la Terra a orbitare attorno al Sole e le le
leggi fisiche che determinavano questo moto non erano ancora state scoperte, mentre la Scuola Austriaca di economia (cioè la scienza economica basata su una coerente teoria del valore) nasce nel 1861 e viene perfezionata e sistematizzata nel 1949. …

L’articolo è disponibile per gli abbonati del Miglioverde a questo link

Crescita strutturale e ripresa ciclica

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

… La ripresa ciclica è dunque un fenomeno opposto a quello della crescita strutturale. Quest’ultima è il momento in cui, grazie al coordinamento fra risparmi e investimenti svolto dal tasso d’interesse, si ha creazione di ricchezza. La ripresa ciclica è al contrario la fase in cui, a causa del fatto che l’espansione artificiale del credito impedisce al tasso d’interesse di svolgere la sua funzione di coordinamento fra risparmi e investimenti, vengono fatti ulteriori investimenti economicamente insostenibili o malinvestments e quindi vengono gettate le basi per ulteriore distruzione di ricchezza. …

L’articolo è disponibile qui: http://www.miglioverde.eu/crescita-strutturale-e-ripresa-ciclica-laddove-regna-la-confusione/

Crescita strutturale e ripresa ciclica

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.15

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

Spesso (e non a caso) nei media mainstream viene fatta confusione fra “crescita” e “ripresa”. Esse vengono viste come se fossero la stessa cosa. In realtà sono due fenomeni opposti: la crescita produce ricchezza; la ripresa porta alla distruzione di ricchezza. Continue reading

In difesa dell’ideologia

GIOVANNI BIRINDELLI, 3.7.2015

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

Se al termine ‘ideologia’ si dà il significato comune, allora questa parola indica un concetto che, avendo molto di ‘politico’ e di arbitrario, è antitetico alla scienza sociale e, in particolare, a quella economica. Tuttavia, se a quel termine si dà un significato compatibile con la sua etimologia, allora ‘ideologia’ può indicare un concetto che è strettamente connesso alla scienza sociale e di cui secondo me c’è parecchio bisogno. Continue reading

Segnalazione di un bellissimo articolo

MERITO, STATOLATRIA E LA MORTE DELLA SOCIETA’ OCCIDENTALE” di Novello Papafava

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario, 6.9.2014)

La mentalità anti-scientifica

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.8.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

 

L’approccio anti-scientifico ha diverse caratteristiche tipiche: una di queste è quella di fare appello a (e di considerare inviolabile) il “consenso acquisito”; un “consenso acquisito” che oggi, tra l’altro, nel caso delle scienze sociali, viene fabbricato dal potere politico con una catena di montaggio di cui le università e i media mainstream sono solo alcuni degli anelli. Questa caratteristica è tipicamente anti-scientifica perché, senza mettere continuamente e coerentemente in discussione il consenso acquisito, la scienza sarebbe ancora all’età della pietra, e noi con lei. Continue reading

Follia collettiva, fiducia cieca nel socialismo e oblio

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.6.2014

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore, 5.6.2014 “La Banca centrale europea ha deciso una serie di misure per stimolare l’economia, abbassare la quotazione dell’euro e allontanare lo spettro della deflazione. [Fra queste sono inclusi il taglio del] tasso di riferimento dell’area Euro a 0,15% dal precedente 0,25 per cento. … lo stop alle operazioni di sterilizzazione dei titoli di Stato acquistati durante il piano Smp varato nel 2010 (il che equivale a immettere nuova liquidità nel sistema per circa 170 miliardi di euro) … acquisto di titoli Abs (Asset backed securities). Misura che lascia ipotizzare che la Bce ha intenzione di varare un piano di quantitative easing. … Il Fmi plaude all’azione della Bce. «Diamo il benvenuto» alle mosse della Bce e «siamo incoraggiati dal fatto che» il presidente Mario Draghi, «abbia detto che la Bce è pronta a fare di più se ce ne sarà bisogno». Lo afferma il portavoce del Fmi, Gerry Rice.” (Il Sole 24 Ore)

Ludwig von Mises, 1949: “Se le variazioni del potere d’acquisto della moneta prodotte dai cambiamenti della quantità di denaro effettuati dai governi risultassero solo in un trasferimento di ricchezza da alcune persone verso altre … sarebbe ovviamente fraudolento giustificarle sotto il pretesto del ‘bene comune’ o dell’ ‘interesse pubblico’. Tuttavia uno potrebbe comunque considerarle come misure politiche adatte a promuovere gli interessi di alcuni gruppi a scapito di altri, senza altre conseguenze negative. Tuttavia, ci sono ben altre cose in gioco… Continue reading