Indipendenza, denaro e credito

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.12.2016

(Pubblicazione originale: Switzerland Institute in Venice – Quaderno n. 9)

 

Switzerland Institute in Venice

 

1. Introduzione. 2. Sistema monetario e del credito: tre concetti base (Il tasso d’interesse. – Il denaro. – La differenza fra deposito e prestito). 3. Il libero mercato nel settore del denaro e del credito (Cenni generali. – Maggiore crescita da abbassamento delle preferenze temporali). 4. L’espansione artificiale del denaro e del credito (Come avviene. – Gli effetti: il ciclo economico). 5. Scienza economica, metodologia ed “esilio”. 6. L’ambiente giuridico del libero mercato (La conservazione nel tempo del libero mercato. – Il problema strategico della transizione). 7. Conclusioni: autodeterminazione, denaro e credito.

Zappare la terra può forse aiutare qualcuno a capire il ruolo svolto dal tempo nel processo economico e in quello di formazione della Legge

GIOVANNI BIRINDELLI, 6.9.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

“Mi ricordo una conversazione con un vecchio che coltivava alberi, nel mio paese. Io gli chiesi di vendermi un grande albero per il mio giardino. Egli rispose: «tutti oggi vogliono grandi alberi. Li vogliono subito, senza curarsi del fatto che gli alberi crescono lentamente e ci vogliono tempo e fatica per farli crescere. Tutti oggi hanno fretta» concluse amaramente «e non so perché». Keynes avrebbe potuto spiegarglielo: la gente pensa che a lungo termine sarà morta”. [Bruno Leoni  *]

Piantare e crescere alberi (e in misura minore un orto) forse potrebbe aiutare qualcuno a sentire, prima ancora che a comprendere, il concetto del tempo nel processo economico (così come in quello della formazione della Legge) e quindi a capire la Scuola Austriaca di economia (la scienza economica) e, se si può usare questa parola, l’anima del pensiero libertario. Continue reading

La libertà è un concetto oggettivo e implica necessariamente il rispetto della soggettività del valore

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.8.2014

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il titolo di coda di questo bel video recita: “importanza significa sempre una cosa in relazione a un’altra. L’importanza oggettiva è un concetto che non esiste”.

La teoria soggettiva del valore economico afferma esattamente lo stesso principio generale. Ed è cuorioso che molti di coloro che capiscono e condividono questo principio non riescano a capire che istituzioni di cui danno per scontata la necessità e la moralità (come lo stato, il welfare, il denaro di stato, i tassi d’interesse fissati dalle banche centrali, ecc.) sono in contrasto con esso.

Al contrario dell'”importanza”, la libertà (il principio di non aggressione) è un concetto oggettivo che trascende lo spazio e il tempo. Essa non significa mai una cosa in relazione a un’altra, ma impone sempre e necessariamente il rispetto della soggettività del valore.

Senza parole

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.4.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Martin Wolf (su Il Sole 24 Ore): “I tassi negativi? Colpa dell’eccesso di risparmio in Germania, non della Bce – … L’economia mondiale è affetta da un eccesso di risparmio rispetto alle opportunità di investimento. Le autorità monetarie contribuiscono a rendere i tassi coerenti con questo stato di cose. Alla fin fine sono le forze di mercato a stabilire quanto ricevono i risparmiatori.”

Se il risparmio fosse “eccessivo rispetto alle opportunità di investimento” economicamente sostenibili, il mercato abbasserebbe da sé i tassi d’interesse (senza tuttavia mai renderli negativi). Non ci sarebbe bisogno della BCE, allo stesso modo in cui se l’offerta di limoni sul mercato fosse maggiore della domanda, grazie alle forze di mercato il prezzo dei limoni si abbasserebbe da solo, senza bisogno di un politburo. Continue reading

Dalla presunzione fatale alla strada verso la schiavitù: l’euro e l’UE

FRANCESCO SIMONCELLI, 31.7.2015

(Pubblicazione originale: francescosimoncelli.blogspot.com)

Com’era prevedibile, e come avevo preannunciato in questo commento, la Grecia è stata infine salvata. Non c’è da sorprendersi. Il progetto europeo è qualcosa che riguarda fortemente una pianificazione centralizzata dell’economia su scala extra-nazionale, ed è stato impiegato troppo capitale materiale e temporale affinché venisse portato alla luce. Il progetto europeo doveva essere il fiore all’occhiello del NWO, invece si sta trasformando in un incubo per le persone sottomesse ai suoi dettami e un misero fallimento per gli eurocrati che ancora ci credono. A questo proposito, quindi, si farà di tutto per tenere in piedi questa farsa. Il prezzo non è qualcosa che preoccupa i pianificatori centrali, non saranno loro a pagarlo. Sarà, come la solito, scaricato sui contribuenti. Se volete un assaggio, vi basta guardare al Giappone. Esatto, questo è il paziente zero; se si vuole sapere dove finirà l’occidente basta guardare alla colonia di vecchi ultra-indebitata del sol levante, dove il continuo interventismo centrale sta ammazzando ciò che resta di onesto nell’economia nipponica. Continue reading

Follia collettiva, fiducia cieca nel socialismo e oblio

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.6.2014

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Il Sole 24 Ore, 5.6.2014 “La Banca centrale europea ha deciso una serie di misure per stimolare l’economia, abbassare la quotazione dell’euro e allontanare lo spettro della deflazione. [Fra queste sono inclusi il taglio del] tasso di riferimento dell’area Euro a 0,15% dal precedente 0,25 per cento. … lo stop alle operazioni di sterilizzazione dei titoli di Stato acquistati durante il piano Smp varato nel 2010 (il che equivale a immettere nuova liquidità nel sistema per circa 170 miliardi di euro) … acquisto di titoli Abs (Asset backed securities). Misura che lascia ipotizzare che la Bce ha intenzione di varare un piano di quantitative easing. … Il Fmi plaude all’azione della Bce. «Diamo il benvenuto» alle mosse della Bce e «siamo incoraggiati dal fatto che» il presidente Mario Draghi, «abbia detto che la Bce è pronta a fare di più se ce ne sarà bisogno». Lo afferma il portavoce del Fmi, Gerry Rice.” (Il Sole 24 Ore)

Ludwig von Mises, 1949: “Se le variazioni del potere d’acquisto della moneta prodotte dai cambiamenti della quantità di denaro effettuati dai governi risultassero solo in un trasferimento di ricchezza da alcune persone verso altre … sarebbe ovviamente fraudolento giustificarle sotto il pretesto del ‘bene comune’ o dell’ ‘interesse pubblico’. Tuttavia uno potrebbe comunque considerarle come misure politiche adatte a promuovere gli interessi di alcuni gruppi a scapito di altri, senza altre conseguenze negative. Tuttavia, ci sono ben altre cose in gioco… Continue reading

Assalto al risparmio, nel nome della costituzione italiana

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.4.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

Allo stesso modo in cui non c’è peggior nemico della libertà di colui che la vorrebbe difendere senza mettere in discussione la piattaforma ideologica, economica e  istituzionale del collettivismo, così non c’è peggior nemico del risparmio di colui che denuncia l’ulteriore “assalto ai risparmi” da parte dello stato sulla base del fatto che questo “assalto” è incostituzionale, e cioè ricordando che l’articolo 47 della costituzione stabilisce che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. Continue reading

Confiscare i risparmi è una follia!

GIOVANNI BIRINDELLI, 21.3.2013

(Original publication: Movimento Libertario, qui in versione aggiornata)

Nella sua semplicità, oscenità e idiozia, la vicenda di Cipro ha contagiato il resto d’Europa e non solo. Il ministro spagnolo dell’Economia, Luis De Guindos, ha proclamato in Senato che “i depositi in banca sotto i 100 mila euro sono sacri e che i risparmiatori non si devo allarmare”, ma la Spagna ha cambiato una norma costituzionale che consente un prelievo forzoso una tantum dai conti (che prima era proibito per legge). La Nuova Zelanda sembra interessata ad adottare una misura del genere. Come in molti hanno osservato, la vicenda di Cipro (e, non scordiamocelo, della UE che ha avallato questo atto di saccheggio) ha rotto un tabù. La confisca dei risparmi ha delle implicazioni enormi, sia sotto il profilo della legittimità che sotto quello economico. In questo articolo, per ragioni di brevità, considero solo un aspetto economico di questa follia. Continue reading

“Fermare il declino” ha fallito perché non era per nulla liberale

GIOVANNI BIRINDELLI (6.3.2013)

(Original publication: L’Indipendenza, qui con errata corrige)

In un articolo pubblicato ieri su questo giornale, Costantino de Blasi (candidato per Fare per Fermare il Declino – FFD – alle recenti elezioni politiche), ha discusso le ragioni che, dal suo punto di vista e al netto della figuraccia di Oscar Giannino, stanno alla base dell’insuccesso del suo movimento. Io personalmente ho un’opinione molto diversa su quelle ragioni. Continue reading

Monte dei Paschi spiegato a Travaglio: la riserva frazionaria è un crimine

GIOVANNI BIRINDELLI, 25.2.2013

(Original publication: L’Indipendenza, Movimento Libertario)

La vicenda MPS ha ringalluzzito coloro che ritengono che il problema principale del sistema bancario sia la presenza dei partiti politici negli organi che controllano le banche (generalmente le fondazioni). In un recente articolo, per esempio, Marco Travaglio invita Napolitano a lanciare “un bel monito ai politici perché escano dalle banche (e dalle fondazioni) con le mani alzate e tornino a fare il loro mestiere: che, sulle banche, è quello dell’arbitro, non del giocatore”.

Le ragioni per cui ai partiti politici debba essere impedito con la forza di partecipare al controllo delle banche sono ovvie e non è mia intenzione discuterle. Quello che invece credo che valga la pena discutere è l’idea, che mi sembra implicita nelle parole di Travaglio, secondo cui questo basterebbe perché le banche operino in un sistema di libero mercato. Non è così. Continue reading

La manipolazione monetaria è la causa della crisi, non la cura

GIOVANNI BIRINDELLI (13.2.2013)

(Original publication: Movimento Libertario, L’Indipendenza)

Fra molti paesi industrializzati (Giappone e Stati Uniti in testa) è attualmente in atto una sorta di competizione a chi svaluta di più la propria moneta. In un recente articolo dal titolo “Il super-euro preoccupa? Se la Bce potesse stampare moneta calerebbe a 1,18 dollari“, Il Sole 24 Ore si lamenta che da questa competizione si sia autoesclusa l’Europa la cui Banca Centrale, per statuto (e a differenza della Federal Reserve americana), in teoria potrebbe intervenire solo per mantenere l’inflazione entro il limite del 2% e non anche per ‘sostenere la crescita e l’occupazione’. Continue reading