Gli stati non possono combattere il protezionismo, essi sono il protezionismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 10.7.2017

(Pubblicazione originale: Miglioverde, qui con alcune modifiche)

 

Secondo il quotidiano La Stampa, la priorità del nuovo presidente francese Macron al G20 di Amburgo era «difendere le imprese europee, in particolare dall’avanzata degli investitori cinesi […] anche a costo di passare per protezionista, in un’epoca in cui proprio l’Europa punta il dito contro l’America di Trump per la sua chiusura».

Il vertice si è concluso col seguente comunicato: «Continueremo a combattere il protezionismo, incluse tutte le pratiche commerciali scorrette, e riconoscendo il ruolo delle difese commerciali legittime». Traduzione: continueremo a combattere il protezionismo, continuando a promuoverlo.

Quello del protezionismo è un caso singolare, che esprime meglio di altri la nevrosi degli statalisti e la loro impermeabilità alla logica (quindi anche alla scienza economica), entrambe osservabili nel comunicato del vertice in perfetto burocratese. Continue reading

L’anarco-capitalismo collettivista di Michael Huemer – Recensione di Giovanni Birindelli al libro “Il problema dell’autorità politica” di Michael Huemer

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.8.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

  1. Il “diritto” di rubare

Il 3 maggio 2016 la Corte di Cassazione ha dichiarato che rubare quando si ha fame è giusto: «il fatto non costituisce reato» (vedi articolo del Corriere della Sera). La notizia è stata riportata perfino dalla BBC, con stupore per il supporto che la sentenza ha avuto dai giornali mainstream italiani. Nelle parole di Massimo Gramellini su La Stampa, «Per i giudici supremi, il diritto alla sopravvivenza prevale su quello di proprietà» (dal che seguirebbe che coloro che, come Gramellini, sono entusiasticamente a favore di questa sentenza, per coerenza dovrebbero essere altrettanto entusiasticamente a favore anche del fatto che al loro figlio sia sottratto con la forza uno dei due suoi due reni sani perché sia trapiantato su un bambino che rischia di morire a causa del fatto che entrambi i suoi reni sono malati). Continue reading

La libertà è un concetto oggettivo e implica necessariamente il rispetto della soggettività del valore

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.8.2014

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il titolo di coda di questo bel video recita: “importanza significa sempre una cosa in relazione a un’altra. L’importanza oggettiva è un concetto che non esiste”.

La teoria soggettiva del valore economico afferma esattamente lo stesso principio generale. Ed è cuorioso che molti di coloro che capiscono e condividono questo principio non riescano a capire che istituzioni di cui danno per scontata la necessità e la moralità (come lo stato, il welfare, il denaro di stato, i tassi d’interesse fissati dalle banche centrali, ecc.) sono in contrasto con esso.

Al contrario dell'”importanza”, la libertà (il principio di non aggressione) è un concetto oggettivo che trascende lo spazio e il tempo. Essa non significa mai una cosa in relazione a un’altra, ma impone sempre e necessariamente il rispetto della soggettività del valore.

Il libertario e le elezioni (dal mio punto di vista)

GIOVANNI BIRINDELLI, 20.6.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il libertario è intellettualmente solo per definizione. Mentre quasi tutti vedono nella democrazia l’opposto della tirannia, lui vede in essa lo strumento più letale di tirannia. Mentre quasi tutti cercano nello stato la soluzione ai problemi economici, egli vede in esso la loro origine.

Non è, si badi bene, una questione di opinioni diverse. La posizione del libertario e quella degli “altri” non stanno sullo stesso piano. Non hanno pari dignità. Il libertario applica la logica, gli “altri” no. La posizione del libertario è scientifica, quella degli “altri” (anche quando si definiscono “scienziati sociali”) è una superstizione.

Le interpretazioni del pensiero libertario sono molte, ma i paradigmi di quel pensiero sono sempre e solo due, uno etico l’altro economico: il principio di non aggressione e la soggettività del valore. Applicando la logica a questi due paradigmi si arriva a una teoria della giustizia e a una teoria economica. Per rifiutare queste teorie occorre rifiutare il principio di non aggressione e la soggettività del valore (e occorre rifiutarli insieme). Nessuno al mondo è mai riuscito a farlo. Nella storia del pensiero sociale non esiste una sola persona che, mantenendo la coerenza logica del suo pensiero, abbia retto il confronto con un libertario.

Le elezioni sono la celebrazione della vittoria della superstizione sulla scienza, della tirannia sulla libertà, del declino economico inconsapevole sulla prosperità concreta e reale. Esse sono la celebrazione della solitudine intellettuale del libertario. Il trionfo del male sul bene, della “collettività” sull’individuo.

Il ruolo della bellezza nella scienza

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.3.16

(Pubblicazione originale: MiglioVerde col titolo: “Contro l’orrore del socialismo, la bellezza estetica della libertà”)

L’articolo è disponibile agli abbonati di MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/contro-lorrore-del-socialismo-la-bellezza-estetica-della-liberta-e-della-legge/

Riporto qui in basso un commento di Guglielmo Piombini che, con un’eleganza, una chiarezza e una sintesi che a me sono mancate nell’articolo, ne riassume il concetto essenziale:

Giovanni Birindelli ha fatto un bel regalo pasquale agli abbonati del Miglioverde con un altro dei suoi acutissimi saggi.

Nella ricerca scientifica, spiega Birindelli, verità e bellezza vanno a braccetto. La teoria più vicina alla realtà è sempre quella più elegante, coerente, affascinante. Questo vale per le scienze naturali (es. l’astronomia) come per le scienze sociali (es. il diritto o l’economia).

Cosa c’è, ad esempio, di più bello ed elegante della teoria che spiega il funzionamento spontaneo dell’ordine di mercato attraverso i prezzi o l’incontro della domanda e dell’offerta? E cosa c’è di più rozzo e primitivo della visione socialista, secondo cui l’economia funziona sulla base dei comandi e degli ordini di un gruppo di persone poste al vertice della società, mentre tutti gli altri eseguono?

Anche la mia esperienza universitaria alla facoltà di legge conferma quanto ha scritto Birindelli.

Le materie che avevano a che fare con la legge fiat (diritto amministrativo, diritto del lavoro, legislazione urbanistica, ambientale, comunitaria, ecc.) erano infatti di una bruttezza estrema, e studiarle era penoso: bisognava imparare migliaia di norme incomprensibili e contraddittorie partorite a getto continuo dagli organi legislativi sulla base delle pressioni politiche del momento.

Come si poteva chiamare “diritto” una spazzatura simile?

Molto più affascinanti erano i testi che parlavano della Legge, cioè di quei principi giuridici millenari che avevano superato la prova del tempo, come il diritto privato, il diritto civile, il diritto romano, il diritto comune.

Ciò che è vero è anche bello e attraente; ciò che è falso è anche esteticamente orrendo.

Gli investimenti pubblici non esistono

GIOVANNI BIRINDELLI, 6.3.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

[…] Gli investimenti pubblici non esistono: con questo termine gli statalisti si riferiscono, di solito inconsapevolmente, alla spesa pubblica […] e [questa,] sotto l’aspetto del valore economico, appartiene alla stessa categoria concettuale dell’atto vandalico di rompere una finestra. Un’obiezione comune a questa conclusione è che nessuno, tranne eventualmente chi lo compie, trae beneficio dall’atto vandalico. Viceversa, molti possono trarre vantaggio dalla spesa pubblica. […] questa obiezione […] esprime una confusione piuttosto diffusa fra valore economico e beneficio. […]

L’articolo è disponibile agli abbonati del MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/gli-investimenti-pubblici-non-esistono-solo-spesa-pubblica/

Indicatori di ‘qualità della vita’, negazione della scienza economica e totalitarismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.12.2105

(Pubblicazione originale: Miglioverde)

… In conclusione, alcuni degli indicatori su cui si basa la graduatoria delle province italiane in relazione alla “qualità della vita” (p. es. il numero di rapine) hanno senso, anche se la loro definizione di “rapine”, “furti” ecc. esclude guarda caso la tassazione. Altri indicatori (p. es. il numero di sale cinematografiche) hanno senso come informazioni ma non hanno alcun senso come informazioni che dovrebbero contribuire a definire la “qualità della vita”. Altri indicatori ancora (p. es. il Pil), non hanno proprio senso nemmeno come informazioni. …

L’articolo è disponibile agli abbonati del Miglioverde a questo link

Segnalazione di un bellissimo articolo

MERITO, STATOLATRIA E LA MORTE DELLA SOCIETA’ OCCIDENTALE” di Novello Papafava

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario, 6.9.2014)

La mentalità anti-scientifica

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.8.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

 

L’approccio anti-scientifico ha diverse caratteristiche tipiche: una di queste è quella di fare appello a (e di considerare inviolabile) il “consenso acquisito”; un “consenso acquisito” che oggi, tra l’altro, nel caso delle scienze sociali, viene fabbricato dal potere politico con una catena di montaggio di cui le università e i media mainstream sono solo alcuni degli anelli. Questa caratteristica è tipicamente anti-scientifica perché, senza mettere continuamente e coerentemente in discussione il consenso acquisito, la scienza sarebbe ancora all’età della pietra, e noi con lei. Continue reading

L’obbrobrio del salario minimo

GIOVANNI BIRINDELLI, 14.4.2014

(Pubblicazione originale: L’Indipendenza)

Il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, ha recentemente affermato che «“si potrebbe fare finalmente una legge sul salario minimo”, che preveda per i datori di lavoro il carcere “per chi non la rispetta”». Una “legge” fiat sul “salario minimo”, con tanto di sanzione penale per i trasgressori, sarebbe un obbrobrio giuridico ed economico, almeno quanto lo sono l’articolo 18 e tutta quella serie di privilegi che rendono il cosiddetto “mercato del lavoro” (per non parlare di quello della moneta e del credito) semplicemente un non-mercato. Continue reading

Banche centrali e Bitcoin

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.3.2014

(Pubblicazione originale: Movimento Libertario)

L’applicazione della scienza economica è necessariamente impossibile da parte delle istituzioni che sono espressione delle “democrazie” totalitarie: una delle principali ragioni è che tale applicazione porterebbe necessariamente a una loro immediata e definitiva soppressione.  La soluzione che hanno trovato queste istituzioni per sopravvivere è allora quella di ignorare, o far finta di ignorare, la scienza economica, sostituendola con una serie di barzellette.

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La meritocrazia è l’essenza stessa dello statalismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.10.2013

(Original publication: Movimento Libertario)

Per quanto sia molto comune contrapporre la meritocrazia allo statalismo, questa contrapposizione non esiste: la meritocrazia è l’essenza stessa dello statalismo. I due termini sono interscambiabili: vogliono dire la stessa cosa. Continue reading