Prescrizione, “giusto processo” e libero mercato

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.2.2020

Il “giusto processo” (e quindi anche la prescrizione) è un problema economico (non politico). Cercare una soluzione politica a un problema economico è un approccio oggettivamente sbagliato nel metodo, quindi fallimentare per definizione. Un problema economico può avere solo una soluzione economica, quindi di libero mercato senza se e senza ma. Una qualsiasi soluzione diversa da quella economica, e in particolare una soluzione politica, è necessariamente sia inefficace che ingiusta.

Limitandosi a stabilire in modo logico (quindi oggettivo) che l’aggressione è illegittima in ogni sua forma, sempre, in qualsiasi luogo, quale che sia lo status sociale di chi la compie e di chi la riceve, quale che sia il motivo per cui viene compiuta ecc., la scienza della libertà (o, il che è lo stesso, la ‘giustizia’ intesa in senso scientifico) ha poco da dire in merito al processo. Il processo sta, per così dire, al di fuori della giustizia intesa in senso scientifico.

Questo non è assolutamente un problema. Infatti, in una società libera (che in generale, ma in particolare nella catastrofe statalista attuale, ha più senso immaginare come direzione di marcia che come punto di arrivo) tutto quello che non è governato dalle leggi scientifiche (logiche) della scienza della libertà (cioè dal principio di non aggressione) è governato dalle leggi scientifiche (logiche) dell’economia, con lo spazio disponibile per la politica e le sue ‘leggi’ fiat ridotto allo zero assoluto. Continue reading

Tribunali ‘pubblici’ vs. tribunali privati

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.4.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

Ciao Giovanni, ti chiedo per favore una piccola “consulenza tecnica”. Anche stamattina a scuola, come mi capita sempre più spesso, si è aperta una accesa discussione in classe tra me e diversi studenti su come potrebbe davvero funzionare l’amministrazione della giustizia (e perfino la produzione legislativa) in un sistema di organizzazione sociale a potere diffuso, senza una autorità statale nazionale. La proposta libertaria, come ormai ben sanno i miei studenti, è quella di un sistema di tribunali privati in concorrenza in un libero mercato della giustizia, un altro dei molti liberi mercati che offrono servizi al cittadino (amministrazione politica, sicurezza e protezione, sanità, istruzione…). Una studentessa, di orientamento politico di sinistra e particolarmente legata al sistema dell’autorità centrale, sostiene che il mercato dei tribunali privati degenererebbe: alcuni tribunali, ingolositi dai profitti, assicurerebbero sentenze di favore ai cittadini più ricchi, garantendo loro privilegi e impunità. Ho replicato che il mercato penalizzerebbe quei tribunali che operano in modo ritenuto ingiusto dalla maggior parte dei cittadini, tuttavia la ragazza ribatteva che questi tribunali non avrebbero bisogno dell’apprezzamento della maggior parte dei cittadini, ma soltanto di quei pochi facoltosi clienti disposti a pagare profumatamente per comprare sentenze truccate. Le ho detto quindi che avrei chiesto a te, come esperto del settore. Come replicheresti alla ragazza? Ti ringrazio.

 

L’obiezione della tua alunna è sensata ed esprime una cosa molto bella: una posizione di principio a favore dell’uguaglianza davanti alla legge. Tuttavia, prima di rispondere alla sua obiezione, faccio un’osservazione.  Continue reading