Vittorio Feltri è un segnale di decadenza più forte di Di Maio

GIOVANNI BIRINDELLI, 6.4.2018

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

In un articolo di ieri dedicato a Luigi Di Maio, Vittorio Feltri vede quest’ultimo come «un drammatico segnale di decadenza». Descrive il politico grillino come un «personaggetto incolore, privo di spessore, adatto si e no a guidare il tram, altro che il Paese». «Non ci rendiamo conto che il Parlamento è un luogo teoricamente importante e bisognoso di rispetto». «Pulcinella è simpatico e arguto, tuttavia non può essere uno statista. Noi siamo riusciti nell’impresa di farlo apparire un pretendente legittimo al ruolo di presidente del Consiglio». «Chi è mentalmente normale non deve accettare che la Patria sia umiliata in questa maniera». «Ricordiamoci: passare da Leonardo Da Vinci, da Guglielmo Marconi, da Enrico Fermi, da Galileo Galilei … a Di Maio è un’offesa sanguinosa e intollerabile».

Sul ritratto del soggetto («personaggetto incolore, privo di spessore» ecc.), concordo in pieno con Feltri. Il resto dell’articolo, tuttavia, esprime una struttura di pensiero che, se da un lato è identica a quella di Di Maio e a quella di coloro che lo hanno votato, dall’altro è quella di una persona colta, che ha avuto modo e tempo per studiare, per approfondire; una persona che, almeno in teoria, è stata perfino esposta a idee di libertà. Quindi il fatto che questa persona abbia quella struttura di pensiero è più grave. Continue reading