Indipendenza, denaro e credito

GIOVANNI BIRINDELLI, 16.12.2016

(Pubblicazione originale: Switzerland Institute in Venice – Quaderno n. 9)

 

Switzerland Institute in Venice

 

1. Introduzione. 2. Sistema monetario e del credito: tre concetti base (Il tasso d’interesse. – Il denaro. – La differenza fra deposito e prestito). 3. Il libero mercato nel settore del denaro e del credito (Cenni generali. – Maggiore crescita da abbassamento delle preferenze temporali). 4. L’espansione artificiale del denaro e del credito (Come avviene. – Gli effetti: il ciclo economico). 5. Scienza economica, metodologia ed “esilio”. 6. L’ambiente giuridico del libero mercato (La conservazione nel tempo del libero mercato. – Il problema strategico della transizione). 7. Conclusioni: autodeterminazione, denaro e credito.

Idee di legge e isolamento intellettuale nella resistenza allo stato

Intervento di Giovanni Birindelli a Interlibertarians 2016 – Lugano (Svizzera), 20.11.2016

 

Buongiorno. Vorrei ringraziare Interlibertarians per questo invito e per lo sforzo davvero straordinario che quest’anno è stato fatto nell’organizzazione di questo evento. Grazie in particolare agli amici Rivo Cortonesi, Leonardo Facco e Giorgio Fidenato. È una grande gioia per me essere qui. Il titolo del mio intervento parla di solitudine intellettuale: ecco, oggi la solitudine è la fuori, non qua dentro.

In questo intervento discuterò il tema della resistenza allo stato sul piano delle idee astratte di libertà.

Da sole, le idee non bastano a migliorare le cose. Le idee di libertà non sono mai un mezzo per resistere concretamente allo stato. Il mezzo è sempre e solo il mercato.

Continue reading

Quale è il nesso tra Truffone monetario e Truffone politico?

Seconda parte dell’intervista di Francesco Carbone a Giovanni Birindelli sul Podcast audio “Il Truffone”

http://iltruffone.com/12

Una strategia per la libertà (versione sintetica)

GIOVANNI BIRINDELLI, 31.10.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

 

creare un sistema legislativo privato, informale e parallelo che, attraverso una struttura di incentivi, induca le persone a usare quello pubblico e formale contro il positivismo giuridico e in favore del principio di non aggressione.

 

A. Introduzione

Ci sono diversi sistemi istituzionali che sono realisticamente più o meno compatibili col paradigma della libertà: dal cosiddetto ‘stato minimo’ (del quale esistono diverse versioni, più o meno incoerenti) all’anarco-capitalismo (anch’esso presente in versioni più o meno coerenti[1]). Questi sistemi istituzionali sono, per così dire, punti di arrivo, destinazioni più o meno lontane dall’ideale di libertà (e quindi dalla prosperità sostenibile). Il punto di partenza, oggi, è l’espressione più resistente e dilagante del paradigma coercitivo mai osservata nella storia dell’uomo: la democrazia totalitaria.

Nel pensiero libertario, il problema teorico della ‘destinazione’ (cioè di quale sia concretamente il miglior sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà) ha ricevuto una discreta attenzione. Al contrario, il problema strategico di come passare dall’attuale forma di totalitarismo a uno qualsiasi dei sistemi istituzionali compatibili col paradigma della libertà, ha ricevuto e continua a ricevere molta meno attenzione. Come ricorda Murray Rothbard, «Queste sono due questioni totalmente separate: la questione di quale sia il nostro obiettivo ideale, e quella della strategia e della tattica per arrivare al nostro obiettivo partendo dal sistema attuale»[2]. E sulla seconda questione molto poco è stato scritto: «L’elaborazione di una teoria sistematica della libertà è già di per sé una cosa abbastanza rara, ma l’esposizione di una teoria strategica per la libertà è stata di fatto inesistente[3]

Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare, non un sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà, ma una possibile strategia per favorire una transizione verso di esso, qualunque esso sia, partendo dal sistema attuale.

La strategia che propongo, in due parole, può essere riassunta all’osso dicendo che consiste nel creare un sistema legislativo privato, informale e parallelo che, attraverso una struttura di incentivi, induca le persone a usare quello pubblico e formale contro il positivismo giuridico e in favore del principio di non aggressione.

Continue reading

Una strategia per la libertà (versione integrale)

GIOVANNI BIRINDELLI, 13.4.2016

(Pubblicazione originale in due parti: MiglioVerde, parte 1 e parte 2)

 

  1. Introduzione

Ci sono diversi sistemi istituzionali che sono realisticamente compatibili col paradigma della libertà:

  • assenza di stato (con servizi come la sicurezza assegnati ad agenzie private in competizione fra loro)[1];
  • comunità volontarie (per esempio con servizi come la sicurezza decisi e finanziati allo stesso modo in cui vengono finanziati i servizi di pulizia all’interno di un condominio)[2];
  • presenza di stato ma senza alcun monopolio legale e con tassazione volontaria (con servizi come la sicurezza offerti residualmente, se e ove possibile, in competizione con quelli offerti dal mercato)[3].

Queste soluzioni e forse altre ancora sono, per così dire, punti di arrivo, destinazioni più o meno compatibili col paradigma volontario della libertà. Il punto di partenza, oggi, è l’espressione più resistente e dilagante del paradigma coercitivo mai osservata nella storia dell’uomo: la democrazia totalitaria. Nel pensiero libertario, il problema teorico della ‘destinazione’ (cioè di quale sia concretamente il miglior sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà) ha ricevuto una discreta attenzione. Al contrario, il problema strategico di come passare dall’attuale forma di totalitarismo a uno qualsiasi dei sistemi istituzionali compatibili col paradigma della libertà, ha ricevuto e continua a ricevere molta meno attenzione. Come ricorda Murray Rothbard, «Queste sono due questioni totalmente separate: la questione di quale sia il nostro obiettivo ideale, e quella della strategia e della tattica per arrivare al nostro obiettivo partendo dal sistema attuale»[4]. E sulla seconda questione molto poco è stato detto: «L’elaborazione di una teoria sistematica della libertà è già di per sé una cosa abbastanza rara, ma l’esposizione di una teoria strategica per la libertà è stata di fatto inesistente[5]

Lo scopo di questo articolo è quello di discutere, non un possibile sistema istituzionale compatibile col paradigma teorico della libertà, ma una possibile strategia per favorire una transizione verso di esso, qualunque esso sia, a partire dalla situazione reale esistente di un paese fondato su un sistema giuridico puramente positivo. Continue reading

La manipolazione monetaria e la Legge

GIOVANNI BIRINDELLI, 30.11.2014

(Video e testo dell’intervento tenuto alla conferenza Interlibertarians, Lugano 30.11.2014. Ripubblicato da Movimento Libertario)

Buonasera. Vorrei ringraziare Interlibertarians per l’invito, e in particolare Rivo Cortonesi, Leonardo Facco e Luca Fusari.

*   *   *

Col termine manipolazione monetaria e del credito mi riferirò a tutte quelle misure coercitive illegittime (anche se legali) volte all’impedimento del libero e spontaneo processo di mercato nei settori della moneta e del credito.

Queste misure includono ogni forma di interventismo che agisce direttamente su questi settori. Quindi, fra gli altri, includono il corso forzoso, la stampa di denaro fiat da parte delle banche centrali, la fissazione arbitraria del tasso d’interesse da parte delle stesse (in effetti l’esistenza stessa delle banche centrali), la riserva frazionaria, l’assicurazione di stato sui depositi bancari, la nazionalizzazione delle banche in difficoltà (a partire da quelle too big to fail), ogni forma di aiuto pubblico a queste banche, le discriminazioni fiscali e quelle normative a beneficio dei titoli del debito pubblico, il divieto dell’uso del contante, le regolamentazioni restrittive sui metalli preziosi e sulle monete matematiche come Bitcoin, la creatività propagandistica sugli indici statistici, del tipo di quella che voleva includere la prostituzione nel calcolo del PIL (e, oltre che sul PIL stesso come indice statistico, ci sarebbe da discutere sul concetto di prostituzione, perché se questa viene intesa in senso etimologicamente corretto dovrebbe includere in primo luogo la prostituzione intellettuale, che come sappiamo negli attuali regimi collettivisti non è un bene economicamente scarso). Continue reading

La “via normale” verso la libertà

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.11.2014

(Testo dell’intervento a Liberi Comuni, Fidenza – 23.11.2014; ripubblicato da: Movimento Libertario)

Buonasera. Vorrei ringraziare Liberi Comuni e in particolare il Governo dei Nove per questo invito e fare loro i complimenti non solo per l’organizzazione di questo evento ma anche per gli obiettivi raggiunti in questi mesi: piattaforma Bitcoin per le donazioni, sito web chiaro ed efficace, comunicazione con uno stile molto pulito, secondo me belle proposte di nuovo simbolo, e altri. Sappiamo tutti che il decollo di un aereo richiede molta più energia, a parità di distanza percorsa, del volo ad alta quota.

*   *   *

In quanto segue, col termine libertà intenderò quella condizione dell’uomo in cui la coercizione di alcuni su altri è ridotta il massimo possibile ed è sempre e comunque limitata alla difesa delle Leggi intese come princìpi, cioè come regole generali e negative di comportamento individuale che esistono indipendentemente dalla volontà di qualunque maggioranza e di qualunque autorità; e che sono valide per tutti, stato per primo, allo stesso modo.

Ora, l’attuale totalitarismo soffice-“democratico”, per quanto in generale sia meno evidentemente e fisicamente violento di quello ruvido-dittatoriale, è riuscito a portare gran parte delle persone oneste dalla sua parte e ad asservirle culturalmente come forse nessun’altra forma di totalitarismo è mai riuscita a fare. A causa di questo fatto, in occidente la libertà non è mai stata così lontana come lo è oggi, nel senso che la marcia politica nella direzione opposta a quella della libertà non è mai stata così priva di ostacoli politici, culturali e ideali. Il totalitarismo e l’apatia sono talmente diffusi e hanno attecchito talmente in profondità che perfino quei pochissimi che sono in linea di principio favorevoli alla libertà, spesso rinunciano in partenza a combattere coerentemente per essa, etichettando come “utopisti” coloro che provano a farlo. Passando dalla sua dimensione ‘ruvida’ a quella ‘soffice’ (in altre parole evolvendosi) il totalitarismo è riuscito ad annientare ogni resistenza politica al suo avanzamento (oltre che gran parte della resistenza intellettuale). Continue reading

Libero mercato, interventismo e legislazione privata

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.6.2013

(Original Publication: Ludwig von Mises Italia, revised edition)

1. Libero mercato e interventismo sono processi, non stati

Battersi per il libero mercato senza allo stesso tempo battersi anche per l’idea filosofica di legge sulla quale il libero mercato si regge, e quindi contro l’idea filosofica di legge che rende possibile l’interventismo, è uno sforzo in gran parte inutile. Continue reading

L’offerta privata della legislazione

GIOVANNI BIRINDELLI (Testo dell’intervento alla conferenza Interlibertarians: Lugano, 24,25-11-2012)

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 16.1.2014

(Publication: Movimento Libertario)

Buonasera. Vorrei ringraziare Interlibertarians per questo incontro, e in particolare Franco Bertelli, Rivo Cortonesi, Leonardo Facco, Luca Fusari e Emanuela Gini.

Come possono i libertari ottenere consenso per influenzare o cambiare le istituzioni esistenti. La mia risposta è: “Riportando sulla scena la legge”. Continue reading