La differenza fra un buon capo d’azienda e un buon primo ministro

GIOVANNI BIRINDELLI, 23.8.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, ripreso da Movimento Libertario col titolo: “Un primo ministro o si dimette o smantella lo stato”)

La differenza fra un buon capo d’azienda e un buon primo ministro è che il primo fa mentre il secondo disfa; nel senso che il primo sviluppa il suo business, mentre il secondo smantella lo stato (quindi è una contraddizione in termini). Continue reading

Quando il potere politico interferisce nel modo di vestirsi

GIOVANNI BIRINDELLI, 18.8.2016

“Il costume coprente vietato in spiaggia. Il primo ministro [francese]: «Progetto fondato sull’asservimento della donna»”.

Curioso il fatto che chi s’indigna per l’asservimento della donna sia al vertice di un’organizzazione che asservisce l’essere umano. Continue reading

La privacy e le persone perbene

GIOVANNI BIRINDELLI, 12.8.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute, ripreso da Movimento Libertario col titolo “Lo stato odia la vostra privacy”)

lastampa.it: “La Francia mobilita l’Europa contro la cifratura delle app” (ma sicuramente farà rispettare con rigore le “leggi sulla privacy”…)

Ora, la crittografia su internet non è aggredibile dagli stati: solo quella “di superficie” lo è (cioè quella delle app utilizzate dalle masse, come WhatsApp). L’effetto di questa ulteriore aggressione della privacy sarà quindi un maggiore mercato per la crittografia seria: quella usata da chi tiene alla libertà e da chi l’aggredisce.

Di fatto, a utilizzare le app non crittografate rimarranno solo quelli che se ne fregano della libertà: le persone perbene che pensano: “leggano pure tutto quello che vogliono, non ho nulla da nascondere”.

Nelle parole di Edward Snowden: “Affermare che non t’importa del diritto alla privacy perché non hai nulla da nascondere non è diverso dall’affermare che non t’importa della libertà di parola perché non hai nulla da dire”.

In altre parole, come sempre, coloro che se ne ne fregano della libertà (le persone perbene) sono un danno per la libertà forse ancora maggiore di chi l’aggredisce (governanti, politici o terroristi, per esempio).

L’anarco-capitalismo collettivista di Michael Huemer – Recensione di Giovanni Birindelli al libro “Il problema dell’autorità politica” di Michael Huemer

GIOVANNI BIRINDELLI, 8.8.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

  1. Il “diritto” di rubare

Il 3 maggio 2016 la Corte di Cassazione ha dichiarato che rubare quando si ha fame è giusto: «il fatto non costituisce reato» (vedi articolo del Corriere della Sera). La notizia è stata riportata perfino dalla BBC, con stupore per il supporto che la sentenza ha avuto dai giornali mainstream italiani. Nelle parole di Massimo Gramellini su La Stampa, «Per i giudici supremi, il diritto alla sopravvivenza prevale su quello di proprietà» (dal che seguirebbe che coloro che, come Gramellini, sono entusiasticamente a favore di questa sentenza, per coerenza dovrebbero essere altrettanto entusiasticamente a favore anche del fatto che al loro figlio sia sottratto con la forza uno dei due suoi due reni sani perché sia trapiantato su un bambino che rischia di morire a causa del fatto che entrambi i suoi reni sono malati). Continue reading

“Siete tutti una banda di socialisti!” E Mises esce sbattendo la porta

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.8.2016

 

Nel 1947 ci fu il primo incontro della Mont Pelerin Society organizzato da Hayek. Di quell’incontro Milton Friedman ricorda: «Nel bel mezzo di un dibattito sulla redistribuzione delle risorse nel quale c’erano persone che, come me, uno potrebbe difficilmente chiamare “socialista” o “egualitario”, Mises si alzò in piedi e disse: “siete tutti una banda di socialisti!” e uscì immediatamente dalla stanza [sbattendo la porta, mi piace immaginarmi, n.d.r.]» (*). Evidentemente quelle persone avevano difeso posizioni che erano logicamente incompatibili con le premesse della libertà, cioè dell’ideale da cui quella conferenza voleva partire per arginare l’avanzata del socialismo.

Sul piano intellettuale, se qualcuno, fra coloro che stanno dalla parte della libertà, sostiene la giustizia del furto, della redistribuzione delle risorse, l’utilitarismo, il ricorso alla coercizione in funzione di un arbitrariamente definito (e logicamente inesistente) “bene della società”, il sacrificio di innocenti per un bene superiore, una “metodologia” che consente di sostenere tutto e il suo contrario (e quindi l’arbitrarietà assoluta), lo stato democratico totalitario, (o se qualcuno difende chi sostiene queste cose), allora io trovo che egli stia ben oltre i limiti di quello a cui io ritengo utile partecipare.Trovo che stia difendendo posizioni logicamente incompatibili con le premesse della libertà (che magari è l’ideale che questa persona vuole difendere). Sul piano intellettuale (non su quello umano), di fronte a persone che fanno queste scelte, io non sono ecumenico (l’ecumenismo, come ricorda un amico, è il prendere il buono di ognuno): io prendo esempio da Mises. Mi alzo ed esco dalla stanza.

Purista? Rigido? Intollerante? Dal mio punto di vista, solo uno che cerca, all’interno dei suoi limiti, di essere coerente con le premesse logiche di base della libertà, per come la intendo io.
(*)

Non esiste alcun contratto sociale, e Hobbes aveva torto – Recensione di Guglielmo Piombini al libro “Il problema dell’autorità politica” di Michael Huemer

GUGLIELMO PIOMBINI, APRILE 2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

La lattura dell’articolo è disponibile a tutti sul sito del MiglioVerde a questo link: http://www.miglioverde.eu/non-esiste-alcun-contratto-sociale-e-hobbes-aveva-torto/

 

La libertà è un concetto oggettivo e implica necessariamente il rispetto della soggettività del valore

GIOVANNI BIRINDELLI, 5.8.2014

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il titolo di coda di questo bel video recita: “importanza significa sempre una cosa in relazione a un’altra. L’importanza oggettiva è un concetto che non esiste”.

La teoria soggettiva del valore economico afferma esattamente lo stesso principio generale. Ed è cuorioso che molti di coloro che capiscono e condividono questo principio non riescano a capire che istituzioni di cui danno per scontata la necessità e la moralità (come lo stato, il welfare, il denaro di stato, i tassi d’interesse fissati dalle banche centrali, ecc.) sono in contrasto con esso.

Al contrario dell'”importanza”, la libertà (il principio di non aggressione) è un concetto oggettivo che trascende lo spazio e il tempo. Essa non significa mai una cosa in relazione a un’altra, ma impone sempre e necessariamente il rispetto della soggettività del valore.

Unione europea, patriottismo e collettivismo

GIOVANNI BIRINDELLI, 7.7.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde)

Il titolo de La Stampa è il seguente: «Junker attacca Johnson e Farage: “non sono patrioti, hanno abbandonato la nave”».

Il riconoscimento che la nave-Europa stia affondando, sebbene tardivo, è benvenuto, anche se i burocrati europei sono molto lontani dal riconoscere le cause del naufragio. Continue reading

Brexit: una bella notizia ma il problema di fondo rimane

GIOVANNI BIRINDELLI, 24.6.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il voto britannico a favore dell’uscita dall’UE è una bella notizia nel senso letterale del termine: è esteticamente bello vedere una reazione vittoriosa di rifiuto al continuo processo di centralizzazione da parte dell’UE. Grande festa.

Tuttavia, non va dimenticato che questo è stato un voto su chi deve esercitare il potere politico, non contro il potere politico in quanto tale. Continue reading

Il libertario e le elezioni (dal mio punto di vista)

GIOVANNI BIRINDELLI, 20.6.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Il libertario è intellettualmente solo per definizione. Mentre quasi tutti vedono nella democrazia l’opposto della tirannia, lui vede in essa lo strumento più letale di tirannia. Mentre quasi tutti cercano nello stato la soluzione ai problemi economici, egli vede in esso la loro origine.

Non è, si badi bene, una questione di opinioni diverse. La posizione del libertario e quella degli “altri” non stanno sullo stesso piano. Non hanno pari dignità. Il libertario applica la logica, gli “altri” no. La posizione del libertario è scientifica, quella degli “altri” (anche quando si definiscono “scienziati sociali”) è una superstizione.

Le interpretazioni del pensiero libertario sono molte, ma i paradigmi di quel pensiero sono sempre e solo due, uno etico l’altro economico: il principio di non aggressione e la soggettività del valore. Applicando la logica a questi due paradigmi si arriva a una teoria della giustizia e a una teoria economica. Per rifiutare queste teorie occorre rifiutare il principio di non aggressione e la soggettività del valore (e occorre rifiutarli insieme). Nessuno al mondo è mai riuscito a farlo. Nella storia del pensiero sociale non esiste una sola persona che, mantenendo la coerenza logica del suo pensiero, abbia retto il confronto con un libertario.

Le elezioni sono la celebrazione della vittoria della superstizione sulla scienza, della tirannia sulla libertà, del declino economico inconsapevole sulla prosperità concreta e reale. Esse sono la celebrazione della solitudine intellettuale del libertario. Il trionfo del male sul bene, della “collettività” sull’individuo.

Caro Coco, su Bitcoin ed economia ti sbagli ancor di più di quello che pensavo

GIOVANNI BIRINDELLI, 14.6.2015

(Pubblicazione originale: Miglioverde.eu)

In questo articolo replico alla risposta[1] di Gerardo Coco al mio articolo[2] in cui, a mia volta, commentavo la sua critica[3] alle criptomonete. Dal punto di vista dei contenuti, questa mia ultima risposta non aggiunge quasi nulla al mio articolo precedente: il suo unico scopo è dimostrare che la replica di Coco in molti casi evita di rispondere agli argomenti sollevati e che, nei non frequenti casi in cui risponde con argomenti, questi sono sbagliati. Continue reading

Bitcoin e “teoria quantitativa” della moneta

GIOVANNI BIRINDELLI, 9.6.2016

(Pubblicazione originale: MiglioVerde.eu)

 

In un recente articolo[1], Gerardo Coco fa un’analisi economica delle criptovalute (come Bitcoin ad esempio). L’Autore si chiede se «impulsi magnetici, ossia “non cose” possano costituire il fondamento di un sistema monetario di un’economia complessa». La risposta che dà nell’articolo è “No”. Personalmente non condivido quest’analisi. In questo articolo provo a spiegare perché. Continue reading